Almudena Grandes
Atlante di geografia umana

"Dopo aver compiuto i trent'anni, in qualche momento imprecisato fra mio figlio e mia figlia, mi sono ricordata della Mia Vita, quel pacco così grosso, avvolto in carta rossa e pieno di fiocchi, e mi sono chiesta infine cosa conteneva."

Almudena Grandes è nota in Italia soprattutto come l'autrice di Le età di Lulù, un romanzo erotico (da cui è stato tratto un film con Francesca Neri e la regia di Bigas Luna) che descrive le varie fasi dell'iniziazione all'amore di una giovane donna; un romanzo che ha provocato reazioni scandalizzate per la crudezza di certe descrizioni. Quest'ultima opera della scrittrice spagnola, che non ha più necessità di far parlare più di sé in termini di scandalo, mostra una straordinaria maturità narrativa. Protagoniste sono quattro donne che, lavorando insieme, hanno instaurato tra loro un rapporto di intimità e di confidenza particolari. L'età è comune, tutte sono vicine alla quarantina; le storie personali molto diverse, collegate solo dalla simile sensibilità (la "coscienza", si usava dire) e dalla capacità di autoanalisi delle protagoniste: matrimoni falliti o in via di disfacimento, amori cercati e desiderati, ma portatori di sconvolgimenti dolorosi, rapporti complessi con genitori e figli, in questo ibrido d'età che costringe la donna a fronteggiare gli uni e gli altri. Infine lo sguardo che si posa sulla propria persona (guardandola interamente, e senza nessuna pietà, nel corpo e nell'anima), sul presente e sul passato, forse più che sul futuro, su complessi e disagi, in parte mascherati, in parte rimossi, ma la cui soluzione, a questo punto cruciale della vita, viene considerata necessaria.
Il lavoro che tutte quattro svolgono è di tipo redazionale: l'ultimo impegno è un atlante di geografia in fascicoli alla cui composizione tutte, con funzioni complementari, collaborano. Ricerca delle foto, dei dati, rapporti con l'autore (per una di loro sarà un rapporto particolare, l'avvio di un amore inatteso) e con le nuove tecnologie che irrompono nelle abitudini professionali delle donne in modo improvviso e il cui apprendimento è considerato assolutamente necessario e da farsi in tempi brevissimi da autodidatte. La praticità, grande qualità femminile, il coraggio e la tenacia sono le caratteristiche peculiari di tutti e quattro questi personaggi: i racconti, fatti in prima persona, delle singole storie con le relative sconfitte, non mostrano mai la resa davanti alle difficoltà, ma neppure confusione, incertezza e smarrimento, quanto piuttosto la caparbia volontà di mantenere aperta la speranza, l'idea costante dell'imprevedibilità della vita, la possibilità di un cambiamento inaspettato e felice ("a volte le cose cambiano", dice sempre Ana). Nota caratteristica del romanzo è l'autoironia con cui le quattro "mature ragazze" parlano di se stesse, del loro aspetto fisico, dei loro dolori, dei loro amori: forse questa è la grande salvezza delle donne, di tutte le donne, saper sorridere di sé e non prendersi troppo sul serio (pur essendo serissime nel farlo) e dare sempre legittimità a un briciolo di follia, pur essendo paurosamente razionali.


Atlante di geografia umana di Almudena Grandes
Titolo originale: Atlas de geografía humana

Traduzione di: Ilide Carmignani
438 pag., Lit. 30.000 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-144-0




Le prime righe



Sono anni che la mia faccia non mi sorprende neppure quando mi taglio i capelli.
Ma quella sera lo spazzolino impiastricciato di pasta nera, stretto nella mia mano destra, non arrivò a toccare le ciglia rigide, immobili, perfettamente addestrate, che lo aspettavano sul bordo di due palpebre ben tese, perché un istante prima che raggiungesse la sua meta mi resi conto di avere gli occhi troppo lucidi. Senza spostare i piedi, mi tirai indietro per avere un panorama complessivo di tutta la testa e non vi trovai nulla di nuovo, né di sorprendente, a parte quello splendore torbido come una mano di copale impregnata di polvere che brillava con insistenza su due pupille incomprensibilmente acquose. Impiegai un paio di secondi ad analizzare il fenomeno prima di ricapitolare d'urgenza. Non sono un'adolescente. Non mi ero sentita male in tutto il giorno. Non era febbre, e neppure esattamente emozione, sarà la menopausa, mi dissi, che è impazzita come il clima...? Una sola lacrima, isolata, testarda, assurda, si staccò dall'occhio destro e rotolò goffamente sul viso senza riuscire a commuovere nemmeno il più piccolo dei suoi muscoli. Allora capii che quella sera dovevo farlo. Erano quasi due mesi che quella busta rettangolare di carta pesante, compatta, quasi un cartoncino color crema, mi sfidava dal cassetto della mia scrivania. Mi ero abituata a vederla lì, tra le foto dei bambini e le bollette in disordine, e avevo in lei la stessa fede intensa che un agente disperato può arrivare a riporre nella sua ultima arma, la più segreta, ma poi mi resi conto che nel piatto deserto della realtà, senza buchi per nascondersi, non mi sarebbe servita a nulla. Devo farlo stasera, mi ripetei, stasera. Il nome del destinatario era breve, come il suo indirizzo, quattro righe in tutto, una macchia quadrata d'inchiostro blu perfettamente al centro di un rettangolo del colore più innocente, e dietro solo il mio nome di battesimo, quattro lettere aggiunte alla fine, la linguetta incollata con la saliva, e una goccia di sapore acido mi esplose all'improvviso, in ritardo, sulla punta della lingua, quando quella lacrima sciocca e scomoda riuscì a raggiungere la fessura delle labbra. Devo farlo stasera. In quel preciso istante, Clara iniziò a picchiare alla porta.
"Mamma...! Apri, apri, mi sto facendo la pipì addosso!"
Mi lavai il viso con acqua fredda più in fretta possibile e attraversai il bagno in tre falcate, ma quando feci scorrere il chiavistello, mia figlia gridava ormai come se avesse le scarpe in fiamme.

© 2001, Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore
Almudena Grandes è nata a Madrid nel 1960. Il romanzo erotico con cui ha esordito, Le età di Lulù, è stato un best-seller internazionale, ed ha avuto un grande successo anche in Italia. Gli altri suoi titoli: Ti chiamerò Venerdì, Malena un nome da Tango, Modelli di donna.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




15 giugno 2001