P. D. James
Morte in seminario

"Perché non fa qualche domanda sulla morte di suo figlio? Nessuno crede realmente che si sia trattato di un incidente. Quei preti sarebbero disposti a coprire qualsiasi cosa pur di proteggere la propria reputazione. In quel seminario succedono molte cose che dovrebbero essere rese pubbliche."

A ottantadue anni P. D. James è ancora un'autrice che stupisce per la forte capacità di invenzione e per l'originalità, l'attualità, il taglio brillante delle sue storie. La critica internazionale l'ha da tempo annoverata tra i grandi della letteratura gialla mondiale, alla stregua di Simenon e di Agatha Christie, e i suoi titoli sono tra quelli "da avere assolutamente" in una biblioteca non solo "di genere".
La storia questa volta si apre su uno scenario particolare, già prospettato nel titolo, il seminario di St. Anselm (fondato nell'Ottocento sulla fredda e ventosa costa est dell'Inghilterra) e su una morte che ha molte caratteristiche dell'incidente fortuito. Un giovane studente, Ronald Treeves, viene trovato cadavere da Margaret Munroe, membro del personale di servizio del seminario, in circostanze molto particolari, sulla spiaggia, sepolto da cumuli di sabbia compatta, ciuffi d'erba e pietre. Sebbene le autorità abbiano archiviato il caso, data l'autorizzazione per la cremazione del corpo e accantonata ogni indagine, il padre del ragazzo, sir Alred Treeves, non è convinto che dietro la drammatica scomparsa del figlio non possa nascondersi qualche pesante segreto. Specie dopo una comunicazione inquietante, in cui un anonimo "amico" lo mette in guardia contro l'inaffidabilità e la pericolosità dei religiosi che gestiscono il seminario. Per indagare con discrezione, senza dare troppo pubblicità alla cosa, sir Alred si rivolge al comandante Adam Dalgliesh di Scotland Yard, stimato e abile investigatore. Che dietro alla vicende si nasconda davvero qualcosa di molto più complicato, pericoloso e terribile, la James lo comunica quasi subito al lettore, rendendolo partecipe di un secondo omicidio, quello della Munroe, colpevole di aver rielaborato gli eventi e il ritrovamento del cadavere, ricollegandoli a situazioni precedenti, e aver espresso dei sospetti. Dalgliesh capisce quasi subito che il clima all'interno del seminario è tutt'altro che tranquillo e che l'apparente serenità nasconde una realtà da brivido, animata da personaggi inquietanti. All'inizio si tratta solo di una sensazione, ma ben presto prende corpo, attraverso a una serie di indizi, una situazione reale in cui prevalgono il male, l'intrigo, il desiderio di un potere negativo, che impregna di sé l'edificio del seminario e gli uomini che lo abitano.


Morte in seminario di P.D. James
Titolo originale: Death in holy orders

Traduzione di: Annamaria Raffo
499 pag., Lit. 35.000 - Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN 88-04-49040-3




Le prime righe

Libro primo

SABBIA CHE UCCIDE

1


È stato padre Martin a suggerirmi di scrivere un resoconto di come ho trovato il corpo.
"Intende dire come se stessi scrivendo una lettera o lo stessi raccontando a un'amica?" chiesi.
"Scriverlo come se si trattasse di un racconto" rispose padre Martin "e lei fosse un'osservatrice esterna e lo descrivesse, ricordando ciò che ha fatto e ciò che ha provato, ma come se stesse accadendo a qualcun altro."
Capivo cosa voleva dire, ma non sapevo da dove cominciare. "Tutto quello che è successo, padre, o solo quella passeggiata sulla spiaggia, quando ho scoperto il corpo di Ronald?"
"Qualunque cosa lei desideri raccontare. Scriva del seminario e della sua vita qui, se le fa piacere. Credo che potrebbe esserle d'aiuto."
"Lei lo ha trovato utile, padre?"
Non so perché pronunciai quelle parole: come mi passarono per la mente mi uscirono di bocca. Fu un'osservazione davvero sciocca e in un certo senso pure impertinente, ma lui parve non curarsene.
"No, non l'ho trovato affatto utile" rispose dopo un attimo "ma è successo tanto tempo fa. Credo che per lei potrebbe essere diverso".
Suppongo si riferisse alla guerra, a quando era stato fatto prigioniero dai giapponesi, ai fatti orribili avvenuti nel campo. Lui non parla mai della guerra, e perché poi dovrebbe farlo con me? D'altro canto non credo ne parli con nessuno, neppure con gli altri preti.
Questa conversazione è avvenuta due giorni fa mentre passeggiavamo nel chiostro dopo la preghiera della sera. Da quando Charlie è morto non vado più in chiesa per la messa, ma per la preghiera della sera sì. In realtà è un atto di cortesia. Non mi sembra giusto lavorare al seminario, prendere i loro soldi, accettare le loro gentilezze e non partecipare mai alle funzioni. Ma forse sono troppo attenta a queste cose. Mr Gregory vive in uno dei cottage, come me, e insegna greco part-time, ma non va mai in chiesa tranne quando c'è qualche particolare musica che desidera ascoltare. Nessuno mi ha fatto pressioni, non mi hanno neppure chiesto perché ho smesso di andare a messa, ma ovviamente l'hanno notato. Loro notano tutto.


© 2001, Arnoldo Mondadori Editore


L'autore
P.D. James, nata nel 1920, insignita del titolo di baronetto per i suoi meriti di scrittrice ed eletta alla Camera dei Lord, è considerata la più grande autrice vivente di detective fiction. Per trent'anni ha lavorato in vari settori del British Civil Service, tra cui il dipartimento di polizia e diritto penale del ministero dell'I'terno. È stata commissario per la Bbc e influente membro del British Council. Ha scritto tra l'altro : Sangue innocente, I figli degli uomini, Morte sul fiume, Una certa giustizia, Il tempo dell'onestà.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




15 giugno 2001