Harold Pinter
Anniversario

"Ma quando sono in questo ristorante non mi sento più uno psicopatico. Mi passa la voglia di uccidere chiunque mi capiti a tiro, non ho più voglia di infilare una bomba nel culo a tutti. Mi sento diverso, raggiungo una specie di equilibrio, di armonia, amo la gente che cena qui. È raro per uno come me. Di solito - come ho già detto - odio e disprezzo chiunque mi circonda - qui invece mi sento... come innamorato. Cosa sarà?"

Ecco un nuovo titolo che va ad arricchire la completa panoramica sulla produzione del drammaturgo inglese che l'Einaudi sta realizzando in questi anni. Anniversario (Celebration) è il titolo dell'ultima commedia di Pinter rappresentata per la prima volta il 16 marzo 2000 all'Almeida Theatre di Londra, per la regia dell'autore, e messa in scena in Italia nell'ottobre dello stesso anno nell'ambito del Festival del '900 di Palermo, con la regia di Roberto Andò.
Non si può prescindere dalla figura di Harold Pinter se si desidera comprendere l'evoluzione del dramma contemporaneo, dopo il "teatro dell'assurdo" di Beckett e Ionesco, che molto influenzò comunque le sue prime opere e che ancora dà vita a quel substrato di incomunicabilità sul quale affondano le radici i suoi lavori.
Si è spesso parlato dell'impegno politico e sociale di Pinter, testimoniato dalla sollecita adesione ad ogni iniziativa pacifista (negli ultimi tempi una presa di posizione importante contro l'intervento NATO in Serbia) e dalla critica puntuale agli interventi governativi che vadano in senso contrario agli interessi dei più deboli, ma Pinter è anche celebre per il suo carattere "ruvido", per l'ironia brutale, per l'impietoso distacco, tipicamente inglese, con cui osserva i suoi personaggi. Eccolo dunque impegnato a rivolgere quello sguardo, rapido ma feroce, sulla generazione dei trenta-quarantenni, sulle loro manie, sui difficili rapporti interpersonali. Nel "miglior ristorante della città", in un crescendo di angoscia e di vuoto, si ritrovano due sorelle che con due fratelli formano altrettante coppie. Una di queste (Lambert e Julie) sta festeggiando l'anniversario di matrimonio. Al tavolo accanto un'altra coppia (Suki e Russell) partecipa, anche se solo in modo tangenziale, alla conversazione. Nelle poche pagine, nella semplice storia di una cena (di cui sono protagonisti anche i camerieri) Pinter affonda la sua penna impietosa nelle piaghe della società occidentale, sottolineando i limiti di un modo di vita senza sbocco, superficiale e stupido. Dal punto di vista prettamente drammaturgico la pièce è costruita in modo perfetto, con indicazioni di scena concise ma precisissime, un ritmo incalzante ma non ossessivo, brevi dialoghi che talvolta lasciano spazio ad alcuni interventi più lunghi che bilanciano il testo senza appesantirlo.


Anniversario di Harnold Pinter
Titolo originale: Celebration

Traduzione di: Alessandra Serra
65 pag., Lit. 14.000 - Edizioni Einaudi (Collezione di teatro)
ISBN 88-06-15570-9




Le prime righe



Un ristorante. Due tavoli affiancati.

Lambert, Julie, Matt e Prue sono seduti a un tavolo. Russell e Suki all'altro.

PRIMO TAVOLO

CAMERIERE Di chi è l'anatra?
LAMBERT L'anatra è per me.
JULIE No, non è tua.
LAMBERT Ah no? E di chi è?
JULIE È mia.
LAMBERT Io cosa ho preso? Credevo di aver preso l'anatra.
JULIE (al cameriere) L'anatra è per me.
MATT (al cameriere) Il pollo per mia moglie, la bistecca per me.
CAMERIERE Il pollo per la signora.
PRUE Grazie tante.
CAMERIERE Di chi è la bistecca?
MATT Mia. (Prende la bottiglia di vino e versa) Ecco qui. Frascati per le signore. Valpolicella per me.
LAMBERT E per me. E io? Io cosa ho ordinato? Non ne ho la minima idea. Cosa ho ordinato?
JULIE Chi se ne frega.
LAMBERT Chi se ne frega? A me frega.
PRUE Osso Buco.
[LAMBERT... ...
PRUE...
MATT...
LAMBERT ...
MATT...
LAMBERT...]
PRUE Julie, Lambert. Buon anniversario.
MATT Cin-cin.

Alzano i bicchieri e bevono.


SECONDO TAVOLO

RUSSELL Credono in me.
SUKI Chi?
RUSSELL Loro. Come chi? Loro.
SUKI Ah, loro?
RUSSELL Sì, credono in me. Mi stimano. Investono su di me. Sul mio intuito. Credono in me, loro.
SUKI Senti. Io credo in te. Davvero. Ci credo. Sinceramente. E sono sicura che loro credono in te. Hanno ragione a credere in te. Senti, io voglio che tu diventi ricco, voglio proprio che diventi ricco e che mi compri delle case e delle mutandine, così sarò certa che mi ami davvero.

© 2001, Giulio Einaudi editore


L'autore
Harold Pinter è nato a Londra nel 1930. Ha scritto: La collezione. Paesaggio, Tradimenti.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




1 giugno 2001