La biografia
La bibliografia


Claudio Magris
La mostra

"Ma adesso l'inferno s'incelesta, si riempie di grazia. Tanti sogni, meravigliosi - strade larghe, diritte, che finiscono in campagna o nel mare - la strada è larga, lunga fugge e s'assottiglia laggiù, nell'infinito, fino a coincidere col punto visivo... un punto, ecco. Io sono un punto, io è un punto. Un punto non ha estensione, non c'è, non è niente..."


Biografia del dissolvimento, quest'ultima opera di Claudio Magris rappresenta una vera svolta nella scrittura dell'autore. Prima di tutto l'uso di un genere mai prima praticato: una scelta istintiva, anzi neppure una vera scelta, così dice lo scrittore, perché la dolorosa vicenda umana del pittore Timmel, nella trascrizione letteraria, si è andata naturalmente configurando in testo teatrale pur senza dimenticare una forte vocazione narrativa nel dialogo dei personaggi e nelle stesse didascalie.
Vito Timmel ha trascorso la sua drammatica esistenza a Trieste dove è morto nel 1949 dopo 1000 giorni trascorsi nell'ospedale psichiatrico San Giovanni. Pittore di grandi quadri ("Un quadro ha da essere grande, duro come ogni grandezza, come la vita"), allievo di Klimt, vittima dell'alcol e della propria debolezza, sposa la donna che era riuscita risollevarlo dal degrado in cui era caduto. La moglie muore però dopo pochi anni e il processo di autodistruzione trova, nel dolore bruciante, una giustificazione "socialmente spendibile". Timmel ha una relazione con un'altra donna che però non accetta mai come autentica seconda occasione d'amore, anzi considera questo rapporto una colpa frutto della propria bassezza. Subentra la malattia mentale: il pittore perde gradualmente la memoria e le capacità intellettuali per cadere in una forma di demenza che lo riduce a una condizione mentale infantile.
Magris immagina l'allestimento di una mostra (da questo pretesto narrativo nasce il titolo) di quadri dell'artista triestino dopo la sua morte; e come si visita un'esposizione, senza cioè un percorso strettamente cronologico, così la vicenda si snoda unendo nel dialogo fasi temporalmente diverse della biografia e del percorso interiore di Timmel.
Personaggi, oltre allo stesso pittore, il direttore della mostra e quello del manicomio (che rappresentano la banale razionalità, l'artificio della cultura che tutto vuole spiegare e collocare in un preciso contesto), l'amico Sofianopulo, un uomo generoso e fedele anche se volgare e vagamente erotomane. Ma anche gli altri pazzi ricoverati al San Giovanni entrano fra le tante voci dialoganti, così come le sedie che, in quanto oggetti, possono essere testimoni credibili, realtà sicura e affidabile ("Eccoci - opache, buone e opache, neutre, indifferenti - appoggiati siediti sdraiati, di noi ti puoi fidare"). L'ospedale psichiatrico di Trieste è stato centro della grande rivoluzione compiuta da Basaglia e non è un caso che qui venga presentata la dimensione disumana del manicomio prima del rovesciamento del giudizio sulla malattia mentale compiuto dal grande psichiatra triestino.
Ma il nodo cruciale del testo, quello che è stato definito da Daniele Del Giudice "il gorgo", è rappresentato dal tema delle due donne della vita di Timmel, in particolare della prima, la moglie. Un abbietto sollievo viene avvertito dal pittore all'annuncio della mortale malattia della donna: "Lei si ammalò e io ne ebbi sollievo, perché quel dolore nobile e grande, per la sua morte che si avvicinava, spiegava, nobilitava, riscattava tutto...". È proprio questo il mistero di un essere che si è da tempo incamminato in un percorso di autodistruzione, di annullamento, che nel senso di colpa e nell'incapacità (incapacità prima di tutto a vivere) annienta le proprie energie intellettuali prima con l'alcol poi con la pazzia, fino a ridursi all'afasia. E la malattia, reale, disgregante, è interprete, reificazione di qualcosa che è già da tempo avvenuto in Timmel.
Claudio Magris utilizza in un testo aspro, doloroso e discontinuo, in modo preponderante il dialetto, in forma semplificata e fluida, leggibilissima anche per chi non sia giuliano. Restio e schivo da ogni forma di vezzo letterario o folklore, lo scrittore ha sentito l'esigenza di usare il linguaggio più naturale e immediato che ancora oggi è, per i triestini, il dialetto. La lingua italiana è messa in bocca al direttore della mostra e a quello del manicomio, e a Timmel stesso quando elabora alcuni pensieri, alcune "finzioni" o autoinganni, oppure quando la volontà di affidare ad altri (il duce, il manicomio) ogni scelta importante, ritornando ad una fase infantile deresponsabilizzata, gli appare come l'unica forma di libertà per lui possibile.
Parlare di un testo così denso e complesso in poche righe provoca, in chi scrive, una sensazione fortissima di inadeguatezza; leggerlo è invece un'esperienza intellettuale, un percorso negli inferi, la scoperta del male che si nasconde e si annida, creando orrore, in ogni uomo.


La mostra di Claudio Magris
74 pag., Lit. 14.000 - Edizioni Garzanti (gli Elefanti)
ISBN 88-11-66212-5

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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DIRETTORE

Attenti, più in là, a destra, ma no cussì... che stia su, almeno fino all'inaugurazione, no? Ecco, ecco, sì. I quadri col motivo della stella, la sua sigla quasi, là, sì, no qua, là.

Alcuni inservienti sistemano una targa L'opera grafica e pittorica di Vito Timmel (1886-1949). Altri dispongono alcuni quadri - Ballerina con casco d'argento, Festa notturna a Venezia - in cui appare il motivo della stella. Più in alto uno striscione con la scritta Letizia.

***


Scoppi di botti e di bottiglie di champagne, i tappi saltano in aria e volano con traiettorie di stelle filanti, lasciando scie luminose, che s'incrociano in una grande stella a cinque punte.

VOCI E CANTI AVVINAZZATI

Felice, felice e felice...

Anno nuovo...
Buon 1949 a tuttiii...
Porga i miei più fervidi auguri alla signora...
No go le ciàve del portòn...
No go le ciàave del portòon...
Anche a Sua moglie, auguri...

Si attenua il rumore dei tappi, dei botti e delle grida.

VOCE DI TIMMEL

Vivere al cospetto dell'inconcepibile... Ogni stella nel cielo è un uscio...

***


Di nuovo tappi e botti, che rapidamente trapassano nei tonfi delle palate di terra su una bara.

VOCE FUORI CAMPO

...Vito Timmel (Thümmel). Pittore accademico. Ne danno il triste avviso, a tumulazione avvenuta, le sorelle Ada, Elda e il fratello Bruno. Trieste, 1 gennaio 1949.

Brusio di voci e tintinnare di bicchieri, rumori da osteria. "Ancora un calice, Erminio!"

UN AVVENTORE

Seduto a un tavolo, davanti a un bicchiere, l'aria persa.
Povero, el iera cussì bon...

A sinistra, un po' verso il fondo, appare Timmel, accantucciato con le mani incrociate, ozioso, disinteressato.

TIMMEL

Ti sa, mi go le nostalgie, voio desmentegar le parole de sto porco mondo; quando che gaverò desmentegà perfina i nomi de mia mama e de le mie sorele sarò in paradiso.


© 2001, Garzanti

biografia dell'autore
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Claudio Magris (Trieste 1939) è docente di letteratura tedesca all'università di Trieste.
Per conoscere meglio altre opere dell'autore è possibile leggere in Café Letterario le recensioni di Microcosmi e di Utopia e disincanto.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Magris Claudio, Un altro mare, 1998, 112 p., Lit. 20000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66256-7)

Magris Claudio, Un altro mare, Lit. 16500, "I coriandoli", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-65350-9)

Magris Claudio, L'anello di Clarisse, 1999, 400 p., Lit. 19500, "Einaudi tascabili" n. 660, Einaudi (ISBN: 88-06-15335-8)

Magris Claudio, Il conde, 1993, 55 p., Lit. 10000, "Nugae" n. 42, Il Nuovo Melangolo (ISBN: 88-7018-209-6)

Magris Claudio, Danubio, 1990, 480 p., Lit. 25000, "Gli elefanti. Saggi", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-67452-2)

Magris Claudio, Dietro le parole, 1988, 384 p., Lit. 20000, "Strumenti di studio", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-47234-2)

Magris Claudio, Donau und Post - Donau, tr. di Ragni Gschwend M., 1995, 48 p., Lit. 18000, AER (ISBN: 88-86557-19-1)

Magris Claudio, Illazioni su una sciabola, 2 ed., 1985, 54 p., ill., Lit. 9000, "Gli anelli", Laterza (ISBN: 88-420-2505-4)

Magris Claudio, Illazioni su una sciabola, 1992, 78 p., Lit. 11000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66745-3)

Magris Claudio, Illazioni su una sciabola, 2 ed., 1989, 96 p., Lit. 10000, "Filo di perle" n. 29, Studio Tesi (ISBN: 88-7692-147-8)

Magris Claudio, Itaca e oltre, Lit. 22000, "Gli elefanti. Saggi", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-67453-0)

Magris Claudio, Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale, 1977, 323 p., Lit. 32000, "Piccola biblioteca Einaudi" n. 509, Einaudi (ISBN: 88-06-11471-9)

Magris Claudio, Microcosmi, 1997, 284 p., Lit. 29000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66258-3)

Magris Claudio, Microcosmi, Lit. 16000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66846-8)

Magris Claudio, Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna, 1996, VI-336 p., Lit. 18000, "Einaudi tascabili" n. 391, Einaudi (ISBN: 88-06-13852-9)

Magris Claudio, La mostra, 2001, 74 p., Lit. 14000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66212-5)

Magris Claudio, Stadelmann, 1988, 96 p., Lit. 20000, "Narratori moderni formato minore", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-67240-6)

Magris Claudio - Ara Angelo, Trieste. Un'identitàdi frontiera, 1987, V-216 p., Lit. 30000, "Gli struzzi" n. 316, Einaudi (ISBN: 88-06-59823-6)

Magris Claudio, Utopia e disincanto. Saggi 1947-1998, 2001, 328 p., Lit. 22500, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-67487-5)

Magris Claudio, Utopia e disincanto. Saggi 1974-1998, 1999, 326 p., Lit. 32000, "Saggi blu", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-59978-4)

Magris Claudio, Vier seltsame Leben, tr. di Ragni Gschwend M., 1995, 64 p., Lit. 18000, AER (ISBN: 88-86557-20-5)

Magris Claudio, Le voci, 1996, 48 p., Lit. 10000, "Nugae" n. 86, Il Nuovo Melangolo (ISBN: 88-7018-288-6)

Magris Claudio, Wilhelm Heinse, 1968, 220 p., Lit. 25000, Del Bianco



25 maggio 2001