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Beppe Grillo

Terrore dei politici, implacabile accusatore di multinazionali e pubblicitari, sostenitore di una vita a dimensione umana, rispettosa della natura, Beppe Grillo ci parla delle sue letture e dei suoi interessi: le une e gli altri servono a rafforzare le tesi che, nei suoi incomparabili monologhi, propugna.


Quali sono i primi libri che ricorda di avere letto da bambino?

D a bambino non leggevo molto, la mia fase di "accanimento" è di questi ultimi dieci anni e sto recuperando tutto.

Mi racconti allora su che cosa vertono questi grandi recuperi?

Il piccolo principe: l'ho letto una decina di volte, ma già in un'età adulta e questa fiaba mi come ha aperto la strada alla "globalizzazione mentale". Sono poi passato dalla narrativa, da autori come Jennings e il suo Azteco, cioè un libro di cinquecento pagine pieno di avventure, alle letture degli ultimi anni che sono sostanzialmente solo di saggistica. Mi appassionano i punti di vista che giungono da varie parti del mondo su problematiche attuali.

Quali sono gli argomenti di saggistica che le interessano?

Q ualsiasi, basta che non siano saggi troppo lugubri o troppo specialistici. L'antropologia, l'economia per esempio mi interessano tantissimo.

Quale libro ha recentemente letto di questi argomenti?

H o due o tre bibbie..

Una sarà Rifkin...

S ì, e di Rifkin Il secolo biotech.
Ho letto tutte le sue opere, ma la mia bibbia preferita è Illich.
Nemesi medica L'ho letto tre o quattro volte. Un altro testo per me sacro di economia è Fattore quattro e poi Un'economia per il bene comune di Herman Daly e aggiungerei anche Svolte epocali di Gunter Pauli e Fattore quattro di Weizsacker, Amory e Hunter Lovins
Sembrano nomi terribili a pronunciarsi, ma sono semplicemente dei docenti che parlano in forma comprensibile di economia: Gunter Pauli è un consulente di grandi manager e dice che la produzione dovrebbe seguire la natura, cioè lo scarto di un'industria dovrebbe essere la materia prima di un'altra, così come avviene in natura. Fa poi moltissimi esempi straordinari di cose che stanno già avvenendo. Fattore quattro è un particolare modo di porsi nei confronti degli oggetti che produciamo, cioè la dimostrazione che si possono fabbricare le stesse cose però con un "fattore quattro", risparmiando insomma quattro volte l'energia per farli. Ci sono poi cose che si potrebbero fare utilizzando un ventesimo dell'energia che viene sprecata oggi.
Un'altra bibbia per me è un testo di Vincenzo Ruggiero, un docente napoletano professore di criminologia a Londra. Ha scritto Economie sporche, un'opera davvero stupenda. Mi piace quando in un libro è riflessa una particolare visione del mondo. E poi voglio che vi siano molti esempi che illustrino i concetti perché in questo modo riesco a capire meglio la tesi dell'autore.

Quindi le piacciono testi pratici, concreti?

S empre. Anche a scuola quando il docente enunciava il principio e poi faceva l'esempio concreto, lo capivamo tutti. Per questo cerco questo tipo di letture che sembrano un po' "spesse", impegnative, ma poi sono accessibili anche a un profano. Mi hanno divertito molto le tesi di Diamond, un antropologo che dice che gli africani non si sono sviluppati perché non sono stati capaci di cavalcare le zebre e così non sono mai riusciti a spostarsi dal loro territorio. Io sono affamato di testi di argomenti anche molto diversi tra loro, però comprensibili non da super-specialisti, libri che sono punti di vista del mondo che io poi "rapino" e rendo miei facendo dei figuroni...

Ai suoi bambini legge delle fiabe?

I miei bambini... Rocco lo massacro con fiabe del tipo: c'è una sedia che si stanca si alza e poi se ne va. Allora una panchina dice: "Vengo anch'io", e così cominciano un viaggio. Ecco, cose inventate al momento, che lo divertano: è così difficile far leggere un bambino.

Che cosa consiglierebbe per invogliarlo a leggere?

N on è facile perché la lettura richiede tempo e i ragazzi non ne hanno più, sono occupatissimi: hanno l'allenamento di pallone, escono da lì e hanno il corso di musica, poi vanno a fare lotta o judò, poi arrivano a casa e hanno il corso di scacchi, poi... insomma per la lettura rimane ben poco tempo. Sono anche abituati a immagini violente, violente tra virgolette, e rapidissime, ormai non hanno più pazienza

Certo non hanno la pazienza di leggere...

I l mio secondo figlio mi ha chiesto che cos'è il punto e virgola: non hanno più le pause. Collegano un'immagine all'altra: chissà come sarà la nuova lingua, quella delle icone?

La parola dovrebbe però continuare a essere il mezzo principale di comunicazione.

S ì, ma il linguaggio passerà attraverso il computer, non avrà più bisogno della parola scritta, sarà come gli ideogrammi cinesi.

Però adesso con le e-mail la gente è tornata a scriversi

S ì, ma ormai si accetta l'errore come normalità, basta far capire il senso. Ho stato mandato, quante mi sei... e non si può più dire: non si dice così. Quindi mi sembra un po' una barbarie. Stiamo davvero entrando in una nuova barbarie che ci porterà magari ad altri sistemi di scrittura. La parola, non lo scritto, rimarrà perché è depositaria della memoria. Quando non c'era il testo scritto era necessario ricordare tutto a memoria: io sono un ciarlatano, nel senso etimologico del termine, e il mio mezzo di espressione è proprio la parola detta non scritta perché se è scritta assume un altro significato, diventa un'altra cosa, diventa importante, diventa testimonianza per secoli, invece a me piace dimenticare.

Però lei dice che prende spunto dai libri che legge

C erto, da chi ha una tecnica d'espressione diversa dalla mia.

Qual è l'ultimo libro che ha letto?

L' ultimo libro che sto leggendo è La tua casa segreta, scritto da David Bodanis, un fisico, ed è interessantissimo. Dice quello che succede in un mondo non visibile, il sottotitolo infatti è Alla scoperta del mondo invisibile che ci circonda, cioè da quando ci alziamo al mattino, dagli acari che ci circondano, una realtà microscopica che convive con noi ed è un mondo devastante: abbiamo 40 milioni di acari addosso mentre dormiamo; quando suona la sveglia parte un siluro a 1200 km al secondo che scalda le tende, rimbalza, entra nell'orecchio, ci sveglia. Il libro sa darci questa dimensione sconosciuta della realtà, spiega che cosa c'è in un dentifricio, in una lacrima...

Fa un po' paura.

P aura certo, perché entriamo nel "micro" ed è interessantissimo, è la negazione di Einstein, l'indeterminatezza, come dice Bodanis. Tutto cambia di significato: dal momento che si osserva il piccolo lo si modifica e non si può più sapere dove sia realmente, cosa stia facendo. Quindi una sedia, nel piccolo, può essere un'altra cosa; questo è un concetto devastante. Ho letto da poco anche un libro sui quark: capire qualcosa di più di questi argomenti per me è molto stimolante. Magari, se il libro è troppo impegnativo, ne leggo tre pagine, lo lascio, lo riprendo successivamente...
Ho letto un libro di Mccormick Follie e inganni della medicina un vecchio libro che ogni tanto vado a rivedere e che porto sempre con me. È tutto sottolineato, perché io sottolineo un sacco, lo rispolvero, vado a rivedere i concetti...

E per tirare le somme sul tema della lettura?

N on sono per la lettura obbligatoria. Tra uno che legge troppo e uno che non legge molto è più contento il secondo. Quindi bisogna anche saper leggere, saper scegliere. Tanti non riescono a leggere perché non sono capaci di decidere. Giuseppe Pontiggia è, per me, il più bravo degli scrittori contemporanei, sa di non dover non dire mai una parola in più o una in meno del necessario L'ultimo libro che ha scritto, Nati due volte, è veramente straordinario, non dice un pensiero di troppo, non è mai noioso.

Di Grazia Casagrande


18 maggio 2001