Iain Banks
Corpo a corpo

"Uno è il mio sogno: il ponte e tutto ciò che ne ho tirato fuori. L'altro è il nostro sogno collettivo, il nostro immaginario consociato. Noi tutti viviamo in quel sogno: sogno americano, sogno dell'Occidente, sogno del Settentrione, o semplicemente sogno di tutti noi umani, sogno della vita. Io ero parte di un sogno, nel bene e nel male, ed era per metà un incubo e ho quasi lasciato che mi ammazzasse, ma non è andata così. Non ancora, comunque."

Corpo a corpo, ora finalmente tradotto in Italia, è un romanzo datato 1986 nella sua versione originale: l'opera di un trentenne già affermato e già "scandaloso". L'immaginazione di Iain Banks è il fertile terreno di coltura per quelle che possono apparire idee creative estremamente stravaganti, che hanno scatenato una critica dura o un'esaltazione entusiastica. Per Banks non esistono "mezze misure".
Il titolo originale di questo romanzo è The Bridge, semplice ma immediato riferimento a uno degli elementi più importanti dell'intera, complessa storia, che l'autore, in un'intervista di alcuni anni orsono, ha definito il suo libro migliore. Il ponte cui si allude è il luogo in cui avviene un incidente stradale molto grave in cui rimane coinvolto il protagonista della storia, il signor John Orr ("di sicuro non è il mio vero nome, ma quello che mi hanno dato le autorità sanitarie del ponte quando sono arrivato qui"). È un romanzo complesso e intricato, basato su sogni, allucinazioni, ricordi e speculazioni mentali: impossibile raccontarne la trama. John Orr, in coma dopo l'incidente, immagina una realtà che ruota attorno a un enorme ponte in ferro, abitato da una folla immensa: un ponte circolare che non conduce in nessun luogo e che rappresenta il nucleo centrale della vicenda.
Un romanzo che mescola l'ironico e terrificante umorismo nero de La fabbrica degli orrori con l'immaginazione delle opere successive di fantascienza, e che esordisce immediatamente con situazioni paradossali e immagini improbabili. Per complicare ulteriormente l'intreccio su questa storia che potremmo definire "principale" si innesta un racconto fantasy, altrettanto metaforico, allucinatorio, allusivo. Si tratta di una partita giocata nella mente del protagonista e che solo in questa può trovare la sua conclusione. Nella sua complessità, il libro ripercorre il cammino del protagonista verso una nuova consapevolezza che potrà arrivare sia con la morte che nel momento del risveglio; ma è anche una riflessione sull'esistenza ricca di metafore e allusioni e non priva di riferimenti diretti sulla condizione socio-politica degli anni Ottanta.
Accusato da alcuni di aver preso spunto in maniera troppo diretta dall'opera di Alasdair Gray, un autore scozzese poco conosciuto (e su questo argomento è impossibile intervenire non essendo in commercio in Italia alcun titolo di questo scrittore), Banks lavora indubbiamente sulla stessa onda di altri autori anglosassoni. Primo fra tutti Irvine Welsh, che con Tolleranza zero ha messo in scena un protagonista in coma che tra ricordi e allucinazioni crea un mondo tutto personale dal quale non vuole più uscire. Ma anche alcuni racconti di Paul Auster, l'autore di Smoke, hanno un'affinità elettiva con l'opera di Banks, così come le allucinazioni psichedeliche di Hunter Thompson.


Corpo a corpo di Iain Banks
Titolo originale: The Bridge

Traduzione di: Alessandra di Luzio
318 pag., Lit. 28.000 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-345-1




Le prime righe

COMA


In trappola. Fracassato. Un peso opprimente che schiaccia dappertutto. Incastrato nel rottame (bisogna diventare tutt'uno con la macchina). Vi prego, niente fuoco. Niente fuoco. Merda. Fa male. Maledetto ponte. Tutta colpa sua (sì, stramaledetto e rosso come il sangue: vedo il ponte, vedo il tipo al volante, vedo il tipo che non vede l'altra macchina, vedo il grande URTO, vedo il tipo che si rompe l'osso del collo, ricoperto di sangue. Sangue dello stesso rosso del ponte. Oh sì tutta colpa sua. Bastardo). Vi prego, niente fuoco. Rosso sangue. Sangue rosso. Vedo l'uomo che sanguina, la macchina che sgocciola. Radiatore rosso, rosso sangue, sangue come benzina rossa. La pompa funziona ancora - merda, dico, merda se fa male - la pompa funziona ancora ma il liquido cola dappertutto. Forse qualcuno mi verrà addosso da dietro e mi darà quel che mi merito, ma almeno niente fuoco, non ancora. Quanto tempo è passato, mi chiedo, quanto? Macchine. Auto della polizia (sandwich alla marmellata) mi si accalcano addosso. Sono io la marmellata nella macchina sandwich sono il sandwich. Vedo il tipo che sanguina. Colpa sua. Prego che nessun altro sia rimasto ferito (no, non pregare; sei ateo, ricordatelo, hai sempre imprecato [la mamma: "non c'è bisogno di esprimersi in quel modo"] sempre giurato che saresti stato ateo anche dentro una trincea assediata be' è giunta la tua ora figliolo perché stai sgocciolando sull'asfalto grigio-rosso e potrebbe scoppiare un incendio e tu spariresti nel nulla, e potrebbe arrivare una macchina alle spalle e investirti se tutti restano impietriti a guardare quel dannato ponte e quindi adesso se vuoi cominciare a pregare sarebbe proprio il caso di decidersi ma ohmmmerda e checccazzo... CRISTOSANTOCHEMALEEE! [D'accordo; era solo un'imprecazione, niente di serio, credetemi; lo giuro su Dio.] D'accordo: sai una cosa, Dio? Sei un gran bastardo, ecco). Se proprio vogliamo dirla tutta. Cos'erano quelle lettere? MG. VS. E io, 233 FS. Ma che cos'erano? Dove? Chi? Oh merda, non mi ricordo più come mi chiamo. Mi era successo una volta a una festa: ero sbronzo e strafatto, e mi ero alzato in piedi troppo in fretta, ma questa volta è diverso (ma com'è possibile che mi ricordo di aver perso la memoria quella volta e invece adesso non so il mio nome? Sembrerebbe una cosa grave. Non mi piace. Fatemi uscire da qui).

© 2001, Ugo Guanda Editore


L'autore
Iain Banks è nato nel 1954. Ha scritto Canto di pietra, La fabbrica degli orrori, Walking on Glass e Whit.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




25 maggio 2001