W. Somerset Maugham
Acque morte

"Il giorno moriva dolcemente, e il mare scuro era color del vino come quello di Ulisse. Le isole, cinte d'acqua liscia e lucente, avevano il verde intenso di certi paramenti conservati nel tesoro di una cattedrale spagnola. Colori bizzarri, di una finezza che sembrava appartenere più all'arte che alla natura."

Un romanzo che può rientrare nell'ambito dei classici contemporanei, un romanzo che immediatamente rievoca al lettore film americani anni Cinquanta, in cui il paesaggio crea suggestioni e atmosfere e il protagonista è un uomo che fugge dalla civiltà e dall'angoscia per cercare la pace in questa natura incorrotta. Anche alla storia d'amore di Acque morte, una drammatica vicenda di passione che si ripercuote nei lontani mari della Cina come filtrata dal disincantato scetticismo del dottor Saunders, il protagonista, non mancano suggestioni cinematografiche. Ma al di là della trama l'interesse di questo romanzo è centrato proprio sulla figura del dottor Saunders, figura emblematica di escluso, di emarginato, di rifiuto della società occidentale e nello stesso tempo, in Oriente, considerato un gran medico, quale in effetti sembra essere, nonostante l'esclusione dall'albo in patria.
Oppiomane, può liberamente mantenere il suo vizio in una realtà sociale che non condanna l'uso dell'oppio, ma lo alimenta; apparentemente soddisfatto dalle frivolezze da cui desidera essere circondato, con un corpo sgraziato al quale però rivolge attenzioni e cure, è il tessitore silenzioso di tutta la vicenda e la figura che fa emergere le personalità degli altri personaggi. Avventurieri, uomini in fuga, sfrontati e quasi incoscienti nell'affrontare i pericoli, inebriati dalla diversità per chi è europeo di un mondo particolare e affascinante in cui la tradizione ha un peso enorme anche nel condizionare i rapporti più intimi: questi i personaggi di Maugham che in questo romanzo mostra equilibrio narrativo elevato e maturità nell'indagine psicologica. Così come ne La diva Julia, romanzo in cui realtà e finzione, vita e teatro, spesso si confondono, qui passato e presente, Asia ed Europa si intrecciano e creano l'identità del protagonista.


Acque morte di W. Somerset Maugham
Titolo originale: The Narrow Corner

Traduzione di: Franco Salvatorelli
224 pag., Lit. 28.000 - Edizioni Adelphi (Biblioteca Adelphi)
ISBN 88-459-1613-8




Le prime righe

1


Tutto questo accadde molti anni fa.
2


Il dottor Saunders sbadigliò. Erano le nove del mattino. Aveva tutta la giornata davanti a sé e niente da fare. Aveva già visitato alcuni pazienti. Sull'isola non c'erano medici, e chi soffriva di qualche disturbo approfittava del suo arrivo per consultarlo. Ma il luogo era salubre, e le infermità che gli chiedevano di guarire erano croniche, e lui poteva fare ben poco; oppure lievi, e bastavano semplici rimedi. Il dottor Saunders aveva esercitato per quindici anni a Fuchu, acquistando grande reputazione fra i cinesi per la sua abilità nel curare le malattie degli occhi; ed era per operare di cateratta un ricco mercante cinese che era venuto a Takana. Takana era un'isola in fondo all'arcipelago malese, lontanissima da Fuchu, tanto che dapprima Saunders aveva rifiutato di andarci. Ma il cinese, Kim Ching, era nativo di Fuchu, e due suoi figli vivevano là. Conosceva bene il dottor Saunders e nei suoi periodici viaggi in quella città lo aveva consultato perché la vista gli si andava indebolendo. Aveva sentito che il dottore ridava quasi miracolosamente la vista ai ciechi; e quando fu ridotto al punto di distinguere appena il giorno dalla notte decise di affidarsi a lui e nessun altro per l'operazione che, gli assicuravano, lo avrebbe guarito. Saunders gli aveva consigliato di venire a Fuchu quando fossero comparsi certi sintomi, ma Kim Ching aveva indugiato, per timore del bisturi, e quando si trovò a non saper riconoscere un oggetto dall'altro il lungo viaggio lo impensierì, e ordinò ai figli di convincere il dottore a andare da lui.
Kim Ching, all'inizio un povero coolie, a furia di lavoro e coraggio, e aiutato dalla fortuna, dalla scaltrezza e dalla mancanza di scrupoli, aveva ammassato una grossa fortuna. Adesso, settantenne, era proprietario di grandi piantagioni in varie isole; le sue golette pescavano perle, ed egli praticava un vasto commercio di tutti i prodotti dell'arcipelago. I suoi figli, entrambi uomini di mezza età, andarono a trovare il dottor Sauders, di cui erano amici e pazienti. Due o tre volte all'anno lo invitavano a un gran pranzo, con zuppa di nidi di rondine, pinne di pescecane, trepang e molte altre leccornie; cantatrici ingaggiate a caro prezzo intrattenevano la compagnia con le loro esibizioni, e tutti si ubriacavano.

© 2001, Adelphi Edizioni


L'autore
W. Somerset Maugham (1874-1965) ha scritto: In villa, La diva Julia.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




25 maggio 2001