La biografia
La bibliografia


Dashiell Hammett
La città degli incubi

"Era una notte senza luna e il suo appartamento dava sul lato opposto rispetto alla strada illuminata dai lampioni. Il buio che lo avvolgeva era quasi totale ed era impossibile vedere alcunché più in là dei piedi del letto. Trattenendo il respiro e cercando di non fare il benché minimo movimento, Carter rimase immobile con gli occhi spalancati e le orecchie tese."


Una travolgente raccolta di racconti, incredibilmente inediti, di un autore che ha lasciato una traccia fortissima nella letteratura contemporanea noir.
Sebbene nel 1999, quando apparve l'edizione originale di questa raccolta di racconti giovanili, alcuni critici ne sottolinearono i limiti e, in alcuni casi, addirittura la stroncarono come un'operazione poco interessante, La città degli incubi è un libro molto interessante. E non potrebbe non esserlo, considerato che del suo autore Raymond Chandler ha scritto "Hammett ha fatto più e più volte ciò che solo i migliori narratori sanno fare: ha scritto scene che sembrano non essere mai state scritte prima" e Dorothy Parker "Chiunque non legga Dashiell Hammett perde molto dell'America moderna".
Alcuni racconti si inquadrano tra le avventure del detective Continental Op, che sarà protagonista di molte storie successive. Sono testi brillanti, in cui il protagonista si trova a svolgere indagini tradizionali su reati di vario genere. La caratteristica che accomuna tutti gli indagati è la doppiezza, la capacità di celarsi dietro personalità fittizie che nascondono le loro vere intenzioni.
Il primo e più lungo dei nove racconti (e che dà il titolo al volume) non rientra nello schema poliziesco, ma trova comunque la sua strada tra falsità, corruzione, violenza. La bontà d'animo di una giovane impiegata farà riflettere il protagonista sul senso di una vita spesa in una città da incubo e sulla necessità di abbandonarla per trovare altre strade.
In Tom, Dick o Harry, l'indagine ruota attorno a un caso di furto in appartamento, con tanto di ferimento di una delle vittime, avvenuto in un tranquillo caseggiato borghese. Ogni testimone del fatto fornisce una descrizione differente dell'aggressore e ricostruisce la vicenda con un'ottica troppo personale. Il colpo di scena finale ribalterà tutte le ipotesi iniziali e svelerà i motivi di queste incongruenze.
In Chi ha ucciso Bob Teal, Continental Op ha per le mani un'indagine per omicidio dai contorni indefiniti. Si parte da un'appropriazione indebita, per arrivare a un complesso rapporto tra due soci in affari, che vede coinvolta anche la moglie di uno dei due, che si scoprirà amante dell'altro. Ma, malgrado questa rete sempre più fitta di menzogne, il detective riuscirà a capire chi ha ucciso e perché.
La moglie del malvivente, invece, è incentrato su una figura femminile schiacciata nel suo ruolo di compagna di un uomo forte e pericoloso. Un vago senso di angoscia è sempre presente nella mente della donna, che attende per giorni il ritorno del marito ogni volta che questi parte per una delle sue imprese criminali. Ma questa volta il rientro a casa sarà funestato da un evento davvero negativo: l'arrivo di una terza persona che intende parlare "di affari" con l'uomo. A questo punto la moglie, pur non volendo, svolgerà un ruolo importante nella vicenda.
Gli altri titoli della raccolta (Il piedipiatti della casa, Spari nella notte, Labirinto di inganni, Un'ora, Morte in Pine Street, L'angelo del secondo piano) proseguono sugli stessi temi, spiazzando spesso il lettore con "colpi di scena" davvero imprevedibili, da maestro del genere quale Hammett evidentemente era già da giovane.


La città degli incubi di Dashiell Hammett
Titolo originale: Nightmare Town

Traduzione di Giuseppe Strazzeri
260 pag., Lit. 28.000 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-260-9

Di Giulia Mozzato



le prime pagine
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 La città degli incubi

Una Ford, imbiancata dal deserto al punto di confondersi con i mulinelli di sabbia che l'avvolgevano, scendeva a tutta velocità, rapida e imprevedibile come la polvere che trascinava con sé, lungo la Main Street di Izzard.
Una donna minuta, sui vent'anni, vestita di flanella grigia, uscì proprio in quell'istante sulla strada, evitando di un soffio l'auto impazzita solo grazie alla prontezza con cui riuscì a fare un balzo all'indietro. Si girò a osservare la vettura, gli occhi scuri fiammeggianti d'ira, e si morse con stizza il labbro inferiore mostrando una fila di denti candidi, dopo di che si avventurò nuovamente sulla via. Quando si trovava quasi sul lato opposto, l'auto sterzò di nuovo bruscamente verso di lei, anche se questa volta a velocità minore. La ragazza riuscì a mettersi in salvo guadagnando di corsa gli ultimi metri che la separavano dal marciapiede.
Dal veicolo ancora in movimento uscì a fatica un uomo che, incespicando e scivolando, riuscì a mantenersi miracolosamente in piedi fino a fermarsi abbracciando un palo di ferro. Era un tizio alto e robusto, in un completo kaki scolorito, con gli occhi grigi iniettati di sangue e i vestiti coperti di uno spesso strato di polvere. Stringendo in una mano un grosso bastone da passeggio nero, con l'altra si affrettò a togliersi il cappello, per poi chinarsi con esasperata lentezza di fronte alla ragazza visibilmente irritata.
Completato l'inchino, gettò con noncuranza il cappello in mezzo alla strada e, attraverso la maschera di sporcizia che lo ricopriva, atteggiò il viso a un sorriso beffardo che accentuò ulteriormente la linea massiccia della sua mascella sporca e ruvida di barba.
"La prego di scusarmi" disse. "Ci mancava poco che non la stendessi. Questa carretta è decisamente inaffidabile. L'ho presa in prestito da un comesichiama, un ingegnere. Mai prendere auto in prestito da un ingegnere. È gente inaffidabile."
La ragazza guardò nella sua direzione come se in quell'esatto punto non vi fosse assolutamente nulla, dopo di che gli girò le spalle e proseguì con aria determinata per la sua strada.
L'uomo la fissò con un'espressione di stolida sorpresa fino a che non la vide scomparire dentro a un portone a metà dell'isolato. Poi si grattò la testa, scrollò le spalle e diede un occhiata di là dalla strada, nel punto in cui l'auto si era schiantata contro il muro di mattoni rossi della banca di Izzard e adesso se ne stava sussultante in un gran rumore di ferraglia, come in preda al panico di ritrovarsi di colpo priva di conducente.
"Figlia di..." esclamò.
Improvvisamente sentì una mano che gli si stringeva intorno al braccio. Si girò e, sebbene fosse alto un buon metro e ottanta, fu costretto a sollevare lo sguardo per incontrare quello del gigante che lo tratteneva.
"Facciamo due passi" gli disse il colosso.
L'uomo nel completo kaki scolorito scrutò l'altro dalla punta della ampie scarpe alla tesa ripiegata del suo cappello nero, con gli occhi arrossati pieni di genuina e spontanea ammirazione. Il suo interlocutore era alto almeno un metro e novanta e aveva due gambe come pilastri che reggevano un torso gigantesco, coronato da un paio di spalle larghe e spioventi, che sembravano tirate giù dal loro stesso peso. Era un uomo intorno ai quarantacinque anni, dalla faccia grossolana e flemmatica e dagli occhi piccoli e scintillanti, circondati da un reticolo di rughe sulla pelle abbronzata - la faccia di un uomo senza troppi scrupoli.
"Dio, quanto sei grosso" esclamò l'uomo in kaki dopo avergli dato una buona occhiata da capo a piedi; poi lo sguardo gli si illuminò: "Dai, facciamo la lotta. Scommetto dieci dollari contro quindici che riesco a buttarti giù. Forza, fatti sotto!"
Il gigante ridacchiò dal fondo del suo petto possente, agguantò l'uomo per la collottola con una mano, serrandogli con l'altra un braccio, e in questo modo i due si incamminarono per la via.

Steve Threefall si svegliò senza sorprendersi particolarmente dell'estraneità di ciò che lo circondava, proprio come uno sconosciuto a cui capita ordinatamente di risvegliarsi in luoghi sconosciuti. Prima di aprire completamente gli occhi aveva già compreso a grandi linee la situazione. Il contatto con il tavolaccio su cui si trovava e l'odore acre di disinfettante nelle narici gli facevano capire che era in galera. La testa e la bocca gli dicevano che aveva bevuto molto; inoltre, la barba di tre giorni gli faceva capire che aveva bevuto troppo.
Nell'istante in cui si mise a sedere e posò i piedi a terra, i dettagli dei giorni precedenti cominciarono a tornargli alla mente. I due giorni di sbronza metodica a Whitetufts, dall'altra parte della linea di confine tra California e Nevada, in compagnia di Harris, gestore dell'albergo, e di Withing, ingegnere idraulico. Tutto quel blaterale di viaggi nel deserto, confrontando il Gobi all'esperienza dei deserti americani. La scommessa che sarebbe riuscito a guidare in pieno giorno da Whitetufts a Izzard con nient'altro da bere se non il liquore amaro e biancastro che stavano sorbendo in quel momento. La partenza nel grigiore dell'alba a bordo della Ford di Withing, mentre Withing e Harris gli caracollavano dietro, svegliando l'intera città con le loro grida da ubriachi e gli avvertimenti scherzosi lanciati ad alta voce, fino a che aveva raggiunto il deserto. E poi l'attraversamento, su una strada più infuocata del deserto stesso, con... no, preferiva non pensarci. L'importante era che ce l'avesse fatta. Aveva vinto la scommessa. Anche se a dire la verità non si ricordava nemmeno a quanto ammontasse la posta in gioco.


© 2001, Ugo Guanda Editore

biografia dell'autore
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Dashiell Hammett (1894-1961) ha scritto: Continental Op, Il bacio della violenza, La chiave di vetro, Piombo e sangue.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Hammett Dashiell, Il bacio della violenza, tr. di Mengarini B., 5 ed., 1979, 291 p., Lit. 12000, "Piccola biblioteca" n. 12, Longanesi (ISBN: 88-304-0315-6)

Hammett Dashiell, Il bacio della violenza, tr. di Mengarini B., 288 p., Lit. 28000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-593-X)

Hammett Dashiell, La chiave di vetro, tr. di Morpurgo E., 1995, 230 p., Lit. 27000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-576-X)

Hammett Dashiell, La cittàdegli incubi, tr. di Strazzeri G., 2001, 260 p., Lit. 28000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-8246-260-9)

Hammett Dashiell, Continental Op, tr. di Bianchi N., 256 p., Lit. 13000, "I tascabili della Fenice", Guanda (ISBN: 88-8246-348-6) (data di pubblicazione prevista: Maggio 2001)

Hammett Dashiell, Continental Op, tr. di Bianchi N., 256 p., Lit. 28000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-577-8)

Hammett Dashiell, Donna al buio, tr. di Veraldi A., 94 p., Lit. 32000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-673-1)

Hammett Dashiell, Donna al buio, tr. di Veraldi A., 1988, 98 p., Lit. 15000, "La Gaja scienza" n. 237, Longanesi (ISBN: 88-304-0808-5)

Hammett Dashiell, Donna al buio, tr. di Veraldi A., 94 p., Lit. 10000, "I tascabili della Fenice", Guanda (ISBN: 88-8246-349-4) (data di pubblicazione prevista: Maggio 2001)

Hammett Dashiell, Il falco maltese, tr. di Veraldi A., 232 p., Lit. 27000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-560-3)

Hammett Dashiell, Il falcone maltese, tr. di Hannau M., 8 ed., 1980, 272 p., Lit. 12000, "Piccola biblioteca" n. 25, Longanesi (ISBN: 88-304-0322-9)

Hammett Dashiell, I grandi gialli (L'uomo ombra-Piombo e sangue-Il bacio della violenza), tr. di Mengarini B. e Hannau M., 1987, 600 p., Lit. 24000, "La Gaja scienza" n. 215, Longanesi (ISBN: 88-304-0760-7)

Hammett Dashiell, L'istinto della caccia, Lit. 30000, "Omnibus gialli", Mondadori (ISBN: 88-04-30196-1)

Hammett Dashiell, Morte & c., 2000, Lit. 13000, "Oscar varia" n. 1764, Mondadori (ISBN: 88-04-48115-3)

Hammett Dashiell, Piombo e sangue, tr. di Hannau M., 1994, 264 p., Lit. 28000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-575-1)

Hammett Dashiell, La ragazza dagli occhi d'argento, tr. di Modica S., 1994, 100 p., Lit. 12000, "La memoria" n. 307, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1022-7)

Hammett Dashiell, Spari nella notte, 1998, Lit. 13000, "Oscar classici moderni" n. 163, Mondadori (ISBN: 88-04-44903-9)

Hammett Dashiell, L'uomo ombra, tr. di Hannau M., 224 p., Lit. 26000, "Narratori della Fenice", Guanda (ISBN: 88-7746-578-6)



11 maggio 2001