foto Effigie

I libri di Natalia Aspesi
sono ordinabili presso
Internet Bookshop




Natalia Aspesi

Una giornalista e un'attenta osservatrice del costume nazionale che con i suoi acuti giudizi riesce a togliere banalità ad ogni argomento, anche il più scontato: questa è Natalia Aspesi e a lei abbiamo rivolto alcune domande sulle sue letture di ieri e di oggi.


Quali sono i primi libri che lei ricorda di aver letto e che le siano rimasti impressi?

Q uando ero bambina leggevo i libri di una collana allora molto nota, La Scala d'Oro. Erano testi illustrati che raccontavano leggende, storie, avventure, non fiabe insomma; raccontavano anche miti come "Il Santo Graal". Al momento non ricordo dei titoli precisi.

E i libri dell'adolescenza, quelli che l'hanno formata?

R icordo che alle scuole medie c'era una professoressa di italiano che aveva abbastanza fiducia in noi studenti e ci faceva leggere i libri della Medusa, importante collana della Mondadori. Fra i libri che più mi avevano colpito in quel periodo c'era Quaranta giorni del Mussa Dagh, perché era forse la prima volta che leggevo un libro che raccontava una grande storia di persecuzione e di sacrificio. Sempre da adolescente ho scoperto Evelyn Waugh che divenne il mio idolo per anni.

Oggi che cosa legge abitualmente, narrativa o saggistica?

I n un certo senso né l'una né l'altra. Leggo soprattutto storia e biografie, cercando titoli abbastanza facili perché non ho una cultura accademica e non sono in grado di leggere libri eccessivamente complessi. Cerco però testi che siano seri e validi: purtroppo, in questo senso, le biografie migliori sono quasi sempre scritte da autori inglesi. Mi capita di leggere anche qualche romanzo ma difficilmente mi entusiasmano. Ultimamente ho apprezzato un paio di opere di narrativa, una cinese, Balzac e la piccola sarta cinese e una indiana La morte di Vishnu due romanzi popolari. Un altro bellissimo libro che ho letto in questi giorni in bozza, è di Margaret Atwood vincitrice del Booker Prize dell'anno scorso. Il libro si intitola L'assassino cieco, davvero un bellissimo romanzo.

C'è un autore che lei preferisce?

P rovo piacere nel leggere molti scrittori. Dipende dal periodo: affrontando un autore nuovo per me, mi sembra in quel momento il migliore, ma in realtà rileggo solo i classici, Stendhal, Balzac, purtroppo sempre gli stranieri...

Nessun italiano?

H o una particolare ammirazione per Aldo Busi al quale mi lega anche un affetto personale.

Lei regala libri abitualmente?

S ono odiata per questo. Regalo solo libri

Li sceglie secondo il suo gusto o pensa prevalentemente a chi riceve il dono?

R egalo libri che mi sono piaciuti, naturalmente pensando a chi li riceve, ma ho l'impressione che questi libri non vengano letti.

Sceglie le sue letture su consiglio di qualcuno?

N essuno mi ha mai suggerito, né mi ha fatto scoprire un autore: condivido invece la passione per la lettura con il mio compagno. Lui legge i libri prima di me e mi indica quale valga la pena di essere letto.

A un ragazzo cosa consiglierebbe perché cominciasse ad appassionarsi alla lettura

C onosco poco i ragazzi. Penso però che dovrebbero affrontare libri di facile lettura, non complessi o noiosi, ma così interessanti da spronare a voltare la pagina: oserei dire Dostoevskij.
Però forse i più giovani preferiscono gli scrittori italiani dell'ultima generazione che, secondo me, non sono così facili da leggere. Forse regalerei un appassionante libro del passato, un classico come Guerra e Pace: un romanzo complesso, pieno di storie, ma scritto in modo bello e piano.

A una ragazza di oggi quale lettura consiglierebbe?

S e non l'ha ancora letto di sicuro Il secondo sesso di Simone de Beauvoir.

Di Grazia Casagrande


4 maggio 2001