Elena Stancanelli
Le attrici

"Invece qualche volta capita così, che ci si infila in un pertugio solo perché è aperto, perché dall'altra parte qualcosa luccica. E dentro ci si perde. Quello che sapevamo di qua, prima della finestra, non vale più niente. Vale soltanto sanguinare contro i muri fin quando il cuore batte, fin quando, per caso, non trovi l'uscita. Se ti va bene."

Non so se nelle intenzioni di Elena Stancanelli vi fosse quella di scrivere un romanzo "in forma di dramma", ma questo è ciò che ha fatto. Le attrici si legge come una commedia. Dell'opera teatrale ha i tempi, le pause, i dialoghi; anche l'intonazione sarebbe scenica se fosse possibile ascoltare queste pagine piuttosto che leggerle. Protagonista del romanzo è l'affascinante mondo del teatro, forse potremmo dire meglio dello spettacolo in senso generale. Un mondo pieno di illusioni e delusioni successive, dove perseverare nelle proprie scelte è difficile, e quasi impossibile farlo senza compromessi, mediazioni, trattative con sé stessi e con gli altri. Il sogno, l'illusione per lo più, di raggiungere le mete prefissate e diventare una pedina importante del mondo dello spettacolo italiano, accomuna le giovani attrici della storia: Ariel e Tina. La prima è votata al teatro, la seconda invece lavora nel cinema. Entrambe sono attirate da un provino importante, di quelli da non perdere, che si svolgerà nella casa di un grande protagonista del teatro italiano, un maestro, anzi, per Ariel "il maestro" per eccellenza, una figura idealizzata, che nella realtà sarà molto meno affascinante che sulla scena. Come in ogni buona commedia non mancano gli elementi fondamentali del dramma: l'amore, raccontato da una terza donna che compare in modo quasi surreale, la bellezza, l'amicizia, il mistero, un finale a sorpresa...
E se le due ragazze si domandano perché hanno scelto di fare questo mestiere, Ariel potrà rispondere "perché non voglio avere scampo", mentre Tina, più semplice, meno intellettuale, risponde con un semplice: "da bambina mi piaceva tanto travestirmi". Cos'è dunque il teatro e cos'è la vita, quali rapporti intercorrono tra la realtà e la messa in scena? Quanto di questa storia è invenzione, quanto verità?
Un romanzo che tenta anche di dare una risposta (per meglio dire più risposte) alla domanda "perché si ama il teatro": "il teatro è denso, e inesorabile. Entri dalla prima quinta a sinistra ed esci quando il vecchio attore dice Su, svelto e testa a posto. Non puoi sbagliare. Nella vita devi prendere decisioni, Gira a destra, mi porti i bucatini all'amatriciana, non ti amo più. Ma come si fa? E tutto quel tempo per pensare, per sbagliare"


Le attrici di Elena Stancanelli
171 pag., Lit. 16.000 - Edizioni Einaudi (Tascabili. Stile Libero)
ISBN 88-06-15863-5




Le prime righe



È una sera di settembre. Il sole affonda nel mare caldo, ma l'aria ferma profuma di terra e di more. Non sembra un'isola.
La casa, tre stanze ordinate e una cucina piccola, è nascosta in fondo a un vicolo del quartiere arabo. Sul tetto c'è una terrazza con le mattonelle rosse e un albero di gelso. Alle pareti del salotto una libreria, uno scaffale affollato di coppe, un quadro con una stella marina.
Sotto la finestra alta e stretta c'è un tavolo. Anna Maria, seduta a gambe incrociate su una sedia di legno, scrive. Il foglio poggiato storto si riempie delle parole che le scivolano dalle labbra in un sussurro continuo. Quando raddrizza la schiena e solleva la mano, sul margine bianco resta un'ombra di sudore.
Prima di lasciare la sua casa per sempre, chiude bene tutte le finestre e spegne le luci. Nella borsa infila la lettera piegata in quattro, un thermos e una scatola di biscotti.
Cammina veloce per le strade sporche, attraversa la grande piazza sventrata, rallenta lungo la discesa che conduce alla cala, per non perdere l'equilibrio sul selciato scivoloso. Dal finestrino dell'autobus preso al volo sul lungomare vede passare un aereo. Distingue appena il lampeggiare della luce rossa di coda. Lo segue mentre scompare dietro la montagna.
Superata la vetta l'aereo vira e si prepara all'atterraggio. Ariel tiene una mano poggiata contro il doppio vetro. Osserva le sue dita, le unghie tagliate senza cura. Le allarga, le richiude. Al rumore del carrello che scende, sobbalza.
Ripone dentro lo zaino di pelle il libro che teneva sulle ginocchia. La fibbia della cintura di sicurezza è fredda e le gela lo stomaco attraverso il vestito leggero. Appoggia la schiena. I lunghi capelli biondo cenere rimangono impigliati. Mentre di sottecchi segue la linea della costa che si avvicina, li lega a treccia con un elastico sottile.
Tina, seduta accanto a lei, parla a voce alta. Gesticola, le si butta addosso indicando le luci dei fari che sfilano lungo l'autostrada. Ariel trattiene il fiato. Se fosse giorno da questa distanza potrebbe distinguere perfino i colori, i modelli delle macchine incolonnate.

© 2001, Giulio Einaudi editore


L'autrice
Elena Stancanelli è nata a Firenze nel 1955. Questo è il suo secondo romanzo, dopo Benzina.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




11 maggio 2001