Magnus Mills
Niente di nuovo sull'Oriente Express

"Alla fin fine, ero solo un visitatore di passaggio nella zona, che si trovava casualmente a comprare un po' di roba da mangiare. Che cosa si aspettava? Che gli raccontassi la storia della mia vita?"

Prima operaio meccanico, poi autista di autobus a Londra (viene citata talvolta la linea 159 nelle sue biografie...) Magnus Mills ha stupito il mondo letterario anglosassone con il suo romanzo d'esordio, Bestie, che ha avuto un grandissimo successo in molti paesi, diventando un vero bestseller e fregiandosi del titolo di finalista al Booker Prize. "Non scrivo storie sugli autobus - ha dichiarato in un'intervista Mills - potrei aver lavorato in qualsiasi settore. È l'ossessione inglese per la differenza di classe che ha dato importanza alla mia attività lavorativa precedente". In realtà dietro a questo personaggio si nasconde un uomo laureato in Economia che ha scelto di vivere la vita "sul campo" e non in modo teorico, fino al momento in cui la necessità di scrivere ha preso il sopravvento rispetto a ogni altro suo impegno.
Ma in qualche modo il lavoro, quello materiale, che comporta fatica fisica e causa qualche frustrazione, deve essergli rimasto dentro. Tanto da proporlo come tema conduttore in questo romanzo. Come può il lavoro, anche quello non retribuito, avvolgere come un serpente un uomo, invischiarlo e non permettergli di sfuggire? Il protagonista, l'io narrante, avrebbe in mente di intraprendere un viaggio verso l'India sull'Orient Express, ma al momento lo troviamo ultimo ospite di un campeggio in Scozia, all'arrivo dell'autunno. Dovrebbe fare i bagagli e iniziare il suo viaggio, ma il proprietario del campeggio lo trattiene con l'offerta di un lavoretto: dipingere di verde il cancello, in cambio soggiornerà gratuitamente ancora qualche giorno. Al termine di questo piccolo impegno Mr. Parker, il proprietario, continua a offrirgli altri "lavoretti": il recupero di alcune barche, l'uso della sega circolare, del trattore, il giro con il furgone del latte, la riverniciatura delle barche, persino i compiti di Gail... senza rendersene conto il protagonista si ritrova talmente stretto nella morsa di quei lavori da accettare di farli gratuitamente, in cambio esclusivamente di un alloggio poco decoroso e scomodo. La gente del posto si rivela ostile, inquietante, avida e non gli dà alcun sostegno. Quale senso può avere questa situazione? Perché non fuggire?
I critici hanno paragonato la sua scrittura con quella di Kafka, per quell'ossessione che piano piano cresce nel racconto e coinvolge, con rabbia ma anche con un grande senso di impotenza: sono le regole della vita civile, talvolta incomprensibili, che puniscono per un'infrazione che non si ha nemmeno la cognizione di aver compiuto o che stritolano lentamente quelli che cadono nelle trappole tese dalla società. Sì, perché lui, il protagonista, non è l'unico ad aver subito tutto questo...


Niente di nuovo sull'Orient Express di Magnus Mills
Titolo originale: All Quiet on the Orient Express

Traduzione di: Massimo Bocchiola
223 pag., Lit. 26.000 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-215-3




Le prime righe

1

"Ho pensato che era meglio prenderla al volo prima che parta" mi disse. "Deve andare via, giusto?"
"Non l'avevo in programma" risposi.
"Ma c'è un sacco di gente che parte al lunedì mattina."
"Be', a dire il vero pensavo di concedermi un'altra settimana. Sempre che il tempo tenga."
"Allora resta?"
"Se non è un problema."
"Nemmeno un po' " rispose. "Può rimanere fin quando le pare, sarà il benvenuto."
In precedenza, mi ero chiesto quando sarebbe passato a riscuotere il pagamento. Nei giorni scorsi era andato da tutti, ma a me, chissà perché, mi aveva sempre evitato. Adesso finalmente, giunti al mattino numero sei, si era mosso. A piedi scalzi uscii dalla mia tenda e la conversazione proseguì.
"Certo che qui avete proprio un bel posto."
"Sì" confermò. "A noialtri piace molto. Del resto, io è tutta la vita che sto qui, posti diversi non ne conosco."
"Ah, certo."
"Però tutti quelli che vengono dicono che è bello."
"Questo non mi sorprende."
Aprì il palmo della mano e per la prima volta notai che teneva un picchetto da campeggio di legno.
"È suo, questo?" mi chiese.
"No" risposi. "I miei sono di metallo."
"Lo vuole? Può tenerlo di scorta, se le va."
"Non è di un altro cliente?"
"Non c'è rimasto più nessuno. Sono andati via tutti."
Mi guardai in giro per il campeggio. "Oh, ma è vero... ha ragione. Che peccato."
"Quattro gocce di pioggia e scappano via tutti. Poi torna il sole, e se lo sono perso."
"Va sempre così, giusto?"
"Quasi sempre. Allora, lo vuole?"
"Ah, sì, sì" gli risposi, accettando il picchetto. "Grazie".
"Mi salderebbe un po' di conto, adesso?"
"Oh certo. Quanto le devo?"
Spianò un sorriso asciutto, professionale. "Fa una sterlina a notte."
"Perciò finora fanno sei sterline."
"Se è rimasto sei notti, sì."
"Bene." Estrassi dalla tasca di dietro un biglietto da cinque sterline e glielo diedi; poi incominciai a frugarmi in cerca di monete.

© 2001, Ugo Guanda editore


L'autore
Magnus Mills ha lavorato come operaio meccanico in Gran Bretagna e in Australia prima di diventare autista di bus a Londra. Bestie è stato il suo primo romanzo pubblicato in Italia.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




27 aprile 2001