Tobias Wolff
Proprio quella notte

"Solo questo forse posso dire: se non avete mai guidato nella neve fresca e farinosa, non sapete cosa sia guidare."

Una raccolta di racconti di un autore statunitense ancora poco conosciuto in Italia, pur avendo avuto un esordio interessante nel 1990, nella collana Omnibus stranieri della Mondadori, con il titolo Memorie di un impostore, seguito poi da Nell'esercito del Faraone, pubblicato nel 1996 nella prestigiosa serie Supercoralli Einaudi. Tobias Wolff è un autore classificato dalla critica tra quelli della corrente letteraria legata al realismo americano. E si inserisce in un panorama che stiamo scoprendo proprio in questi anni molto più vasto e complesso di quello che, da osservatori europei, avevamo inizialmente immaginato. Non solo Carver, potremmo dire, ma tanti altri autori hanno descritto l'America contemporanea nella sua quotidianità, a volte feroce, altre volte semplicemente, crudamente normale. Per collegarci proprio a questo discorso, citiamo un commento di Raymond Carver all'opera di Wolff riportata sul volume: "Quelli di Tobias Wolff sono racconti morali, ma non pretendono di ammonire, o insegnare alcunché. Possono essere divertenti. Ma possono anche raggelare. Tutti, senza esclusioni, hanno qualcosa da dire sulla condizione dell'uomo". 15 racconti che non possono, ovviamente, essere citati singolarmente. Ricordiamo Comuni mortali, in cui il redattore di un quotidiano, destinato a redigere prevalentemente annunci mortuari, commette una leggerezza e viene licenziato, ma si toglie la soddisfazione di capire perché è stato indotto in quest'errore imprevedibile. Oppure Neve fresca, breve ma significativa parabola sul rapporto genitori-figli, sull'esempio che questi dovrebbero trasmettere ai propri ragazzi (cosa che spesso non viene fatta) e sulla superficialità di certi adulti. O ancora L'altro Miller, in cui al protagonista, un soldato di nome Miller, viene comunicata la notizia della morte della madre. Ma la speranza di un errore prevale sull'inevitabilità di un evento così drammatico e il giovane militare si convince che sia morta la madre dell'altro Miller della sua compagnia.
Situazioni paradossali viaggiano parallelamente alla normalità e i personaggi di Wolff, che soffrono spesso di solitudine (se non si trovano addirittura in condizioni alienanti) sono amari attori di una commedia umana che ci vede tutti protagonisti.


Proprio quella notte di Tobias Wolff
Traduzione di Laura Noulian
223 pag., Lit. 17.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile libero n.814)
ISBN 88-06-14700-5




Le prime righe

Comuni mortali

Il caporedattore della cronaca cittadina gridò il mio nome in sala stampa e mi fece cenno di raggiungerlo. Quando entrai nel suo ufficio, lo trovai dietro la scrivania. Con lui c'erano un signore e una signora, l'uomo era in piedi e aveva l'aria nervosa, la donna, col viso ossuto e vigile, era seduta su una sedia e stringeva con entrambe le mani il manico della borsetta. Indossava un vestito dello stesso grigio bluastro dei capelli e nell'insieme aveva un'aria quasi militaresca. Lui era basso, molle e rotondetto. I capillari rotti delle guance gli davano un'espressione allegra, almeno finché sorrideva.
- Non voglio mica piantare una grana, - disse l'uomo. - Solo, pensavamo che dovesse saperlo -. Guardò la moglie.
- Ma certo che dovevo saperlo, - rispose il caporedattore. - Questo è il signor Givens, - disse, rivolto a me. - Il signor Ronald Givens. Il nome ti dice qualcosa?
- Vagamente.
- Ti darò un indizio. Il signor Givens non è morto.
- Ok, - dissi. - Ho capito.
- Un altro indizio, - disse il caporedattore e lesse ad alta voce, dal giornale di quella mattina, il necrologio che avevo scritto annunciando la dipartita del signor Givens. Il giorno prima avevo dovuto scrivere un mare di annunci mortuari, più di venti, e non ricordavo granché, tuttavia mi era rimasto in mente il punto in cui si diceva che Givens aveva lavorato per trent'anni al Dipartimento delle Imposte. Di recente avevo avuto dei problemi col Dipartimento delle Imposte, così la faccenda mi era rimasta impressa.
Il signor Givens ascoltò il suo necrologio scrutandoci in viso uno dopo l'altro. Non era così basso come mi era sembrato all'inizio. Questa impressione era dovuta al fatto che se ne stava tutto ingobbito spingendo avanti il collo come una tartaruga. Gli occhi erano miti, inquieti. Lo sguardo, da contadino: veloce e furtivo nel soppesarti.
Rise quando il caporedattore concluse la lettura.
- Be', è tutto esatto, - disse. - Questo ve lo concedo.
- Salvo un particolare, - aggiunse la moglie, fissandomi.
- Le debbo le mie scuse, - dissi a Givens. - Evidentemente qualcuno mi ha detto una cosa per un'altra.
- Scuse accettate! - disse lui, e si sfregò le mani come se avessimo appena concluso un affare. - Bisogna prenderla dal lato buffo, Dolly. Come diceva Mark Twain? "La notizia della mia morte... "

© 2001, Giulio Einaudi editore


L'autore
Tobias Wolff è nato nel 1945, in Alabama, negli Stati Uniti. Tre racconti di questa raccolta sono stati inseriti nelle antologie della serie Best American Short Stories. Ha scritto Nell'esercito del Faraone, un memoir sulla guerra del Vietnam.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




27 aprile 2001