Patrick McGrath
Martha Peake
Un romanzo della rivoluzione

"Seguì un momento di silenzio e Martha credette di comprendere quelle parole: stanno combattendo per mio figlio e per amor suo mi perdonano tutto, il mio essere inglese, la mia diversità, la mia impudicizia."

Dopo aver trovato la fama dai primi romanzi, in cui elemento comune era il tema della follia, Patrick McGrath affronta un genere letterario particolare, quello del romanzo storico. Martha Peake è in realtà qualcosa di diverso, è molto più vicino al genere "gotico", con forti notazioni psicologiche, in cui malattia, pazzia, morte e passione si intrecciano romanticamente in un affresco che vede, ma solo marginale, il tema della Rivoluzione americana. Il linguaggio fortemente emotivo, i colori foschi, la drammaticità delle vicende narrate sembrano creare l'atmosfera propria di un'opera tardo ottocentesca e l'autore quasi si abbandona alle suggestioni dell'horror e del macabro. Protagonista dichiarata è una giovane donna, quella Martha Peake da cui il romanze trae il titolo, ma la vera figura dominante è quella del padre Harry: deforme in conseguenza di un drammatico incidente in cui, per sua colpa, era morta la moglie, Harry spegne la sua vena poetica nel gin e nella follia che dal vizio del bere gli è provocata. Sua unica compagna di vita e sostegno è la giovane e bella figlia che ha il coraggio di affrontare i suoi accessi d'ira, la violenza che l'ubriachezza gli suscita, la disperazione dei momenti di lucidità, e l'angoscia del rimorso che lo domina. Col passare del tempo il male sembra prendere il sopravvento: la mente dell'uomo vacilla sempre più spesso e le crisi furibonde si fanno più ravvicinate tanto che Martha arriva a fuggire temendo il peggio per sé. Questo abbandono rappresenta per Harry il vero detonatore della pazzia che esplode in tutta la sua violenza accecandolo a tal punto da portarlo a violentare quella figlia così amata. Lo stupro è un trauma tale che spinge la ragazza (che sente di avere in sé il frutto del tragico rapporto) ad allontanarsi definitivamente dai maledetti luoghi dell'infanzia e a fuggire in America dove è appena esplosa una rivolta contro la madrepatria che sfocerà nella rivoluzione. Tra mille vicende, Martha giunge a diventare sposa e madre (ma il bambino ha sul corpo i segni del rapporto incestuoso) e a morire tragicamente in un finale atto di battaglia in cui potrà riscattare i tradimenti e gli errori da lei commessi, tanto da diventare eroina della rivoluzione americana.
L'epilogo in cui si vede Harry ormai vecchio e rinsavito (un Jekyll che ha domato Hyde), riavvolge l'intera trama attorno alla figura del narratore che nella prima parte del romanzo è principalmente recettore delle notizie che il vecchio zio gli dà, mentre nella seconda parte, completamente coinvolto nella vicenda, è attivo nella ricostruzione dei fatti.
Il romanzo, pur nella magistrale struttura narrativa, forse eccede nella ricerca di effetti forti e nell'uso, quasi ridondante, di tutti gli stereotipi del genere (cimiteri, ululati, deformità, deliri...), ma si riabilita nell'acutezza dell'indagine psicologica e nella capacità di creare atmosfere tese e perturbanti.


Martha Peake. Un romanzo della rivoluzione di Patrick McGrath
Titolo originale: Martha Peake. A novel of the Revolution

Traduzione di: Annamaria Raffo
372 pag., Lit. 32.000 - Edizioni Bompiani (Narratori stranieri)
ISBN 88-452-4705-8




Le prime righe

Legno contorto

Al principio tutto il mondo era come l'America.
John Locke

1

Scrivere una storia non è forse un atto di magia nera? Resuscitare i morti, animandone le ossa, come fanno gli storici. Mi paiono creature malinconiche, gli storici, un po' come i poeti, forse, o i medici. Ma cosa importa quello che penso io? Questa non è la mia storia. È la storia di un padre e di sua figlia, e delle vicende strane e terribili da cui furono lacerati; è dunque su queste due anime infelici che vorrei dirigere il vostro sguardo. Quanto a me, sparirò presto dalla vostra vista e mi dimenticherete del tutto. Infatti, a me è semplicemente capitato di imbattermi nella storia, come sarebbe potuto capitare a voi, diciamo, di rinvenire un pacco di lettere nascoste in soffitta nella casa di campagna di un vecchio zio: soffiare via la polvere degli anni, sciogliere il nastro che le lega e scoprire in quelle pagine consunte una storia di passione così tragica - e al tempo stesso così sublime - da trasformare all'istante il tremulo relitto sulla sedia a rotelle dabbasso in un giovane vigoroso dal cuore ardente, con nelle vene il sangue di un eroe!
Avviene dunque che in quegli anni io avessi effettivamente un vecchio zio, e già da tempo fossi a conoscenza che la sua salute andava declinando; essendo l'unico parente rimasto, avevo anche congetturato che, alla dipartita, la sua proprietà sarebbe passata a me. Dopo la morte del suo benefattore, il grande anatomista Lord Drogo, il vecchio era vissuto in solitudine, sicché, quando ricevetti la lettera con cui mi pregava di raggiungerlo al più presto, non persi tempo. Non occorre che vi descriva il mio viaggio attraverso la palude di Lambeth, né la casa, poiché Drogo Hall e il desolato paesaggio che la circonda emergeranno con forza in seguito. Basterà dire che cavalcai da solo nella palude, portando con me una pistola carica; giunsi al crepuscolo e fui accolto da un ometto curvo di nome Percy che mi accompagnò su per l'ampia scalinata fino allo studio di mio zio per poi svanire senza una parola.
Trovai il vecchio dottore seduto presso un camino dov'era acceso un fuoco di carbone, in una stanzetta buia con un pesante tappeto turco sul pavimento e spesse tende scure alle finestre. Aveva una coperta sulla ginocchia, un libro in grembo e una gran coppa di gin olandese misto ad acqua a portata di mano. Appena si voltò verso la porta mi avvidi subito che non sarebbe rimasto a lungo in questo mondo, tanto appariva fragile, la pelle bianca e sottile come carta nel bagliore del fuoco. Tuttavia, quando mi riconobbe, una luce si accese in quegli occhi velati e lattiginosi; mi fissò con sguardo penetrante e mi gridò di entrare - "Entra, per amor di Dio!" - poiché lo spiffero era gelido; indicò con un dito tremolante la vecchia poltrona di pelle dall'altro lato del fuoco.

© 2001, Bompiani


L'autore
Patrick McGrath è nato in Inghilterra e vive tra New York e Londra. È l'autore di Follia, uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni. Tra le sue opere anche Grottesco.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




20 aprile 2001