Marcello Fois
Sheol

"Era piuttosto improbabile, infine, che chiunque fosse stato a lasciargli quel messaggio si fosse ricordato di un versetto incompleto riportato in un suo quaderno di ragazzo. No, quel messaggio era stato scritto ad hoc. Solo non era possibile scrivere ad hoc qualcosa con cinquant'anni d'anticipo."

Questo romanzo di Fois merita di certo maggiore attenzione di quanta gliene abbiano riservata i media, infatti l'autore sa ben miscelare la suspence, propria del genere giallo, e la riflessione su alcuni momenti cruciali della storia dell'umanità e su quanto questi abbiano inciso nelle singole vite degli uomini.
La storia si svolge nel 1993 a Roma: viene denunciata la scomparsa di una anziana signora ebrea. Iniziano le indagini e sarà l'ispettore Ruben Massei a doversene occupare. Massei è un uomo pignolo, ossessivamente metodico; ebreo, senza però essere praticante, né far parte della Comunità ebraica che ruota attorno alla Sinagoga. Il caso di Luce Ancona, la donna misteriosamente scomparsa, però fa rivivere in lui ricordi e antiche angosce: nel 1943, appena nato, era stato salvato da una coppia che lo aveva allevato come se fosse un proprio figlio sottraendolo a morte certa dato che i suoi veri genitori, in quanto ebrei, erano stati uccisi. Il romanzo procede su binari paralleli, alla vicenda contemporanea è affiancata la storia drammatica, datata 1943, di una ricca famiglia, gli Ancona e di un ragazzo, Luigi, loro vicino di casa che, dopo aver spiato per anni le vite dei ricchi vicini, assiste alla loro morte e a quella della sua famiglia, nella stessa tragica notte, indirettamente causata proprio da quella dei vicini ebrei.
A lungo il susseguirsi dei capitoli appare indipendente, collegato soltanto dalla presenza, in entrambe le situazioni, di qualcosa di ebraico. L'ultima parte del romanzo però saprà riunificare, in un tesissimo epilogo, le storie, dimostrando che è impossibile (come lo è davvero) considerare del tutto passato e ininfluente sull'oggi quel vergognoso momento dell'umanità. Anche la vita politica può continuamente subire il pericolo di attentati alla democrazia; esistono forze che, per scelta ideologica o per motivi quasi psicoanalitici, nutrono di odio i giovani, considerano legittima la violenza per imporre l'ordine che il nazismo aveva ipotizzato, in un'aberrante visione del mondo. Alcune menti diaboliche guidano giovani esaltati a compiere ogni tipo di azione criminale, altri invece, solo pensando ad un tornaconto economico, consentono, essendone a conoscenza, che tutto ciò avvenga.
È su questo terreno e con umanità di questo genere che si deve scontrare l'ispettore Ruben Massei per arrivare a capo di una vicenda terribilmente aggrovigliata. Ha però una guida che lo conduce e lo incoraggia: alcuni versetti biblici che misteriosamente appaiono sul suo cammino e i primi che una mano sconosciuta gli fa pervenire iniziano proprio con la parola che dà il titolo al libro: Lo sheol, al di sotto, si commuove per te, aspetta il tuo arrivo; egli risveglia per te le ombre di tutti i monarchi della terra, fa alzare dai loro troni tutti i re delle popolazioni.


Sheol di Marcello Fois
203 pag., Lit. 18.000 - Edizioni Hobby & Work (Giallo&Nero)
ISBN 88-7133-456-6




Le prime righe

CAPITOLO I

C'era una cosa...


C'era una cosa che lo faceva andare in bestia. Una cosa per la quale poteva scordare persino i più elementari princìpi di civiltà: quando spegnevano le cicche nel suo posacenere. Per Ruben Massei, ispettore della Mobile del Commissario Zona Centro di Roma, il posacenere aveva un valore esclusivamente decorativo. Era un elemento dello spazio, indispensabile nella specifica cosmogonia del tuo tavolo, ma assolutamente privo di funzioni inerenti al fumo. Anche perché Ruben Massei odiava il fumo.
E poi le persone sono diverse, ognuno organizza il proprio spazio a sua immagine. Insomma, c'erano i tavoli di alcuni dei suoi colleghi, sui quali avventurarsi sarebbe stato l'equivalente che frugare fra i segreti di Ustica. Ogni volta che squillava il telefono sulla scrivania dell'ispettore Pittalis, per esempio, si presentava puntualmente da risolvere il mistero di dove fosse il telefono.
Così qualche volta, i colleghi, si divertivano a sovvertire l'ordine delle sue cose. Spostavano il blocchetto degli appunti; spostavano l'ordine delle pratiche disposte in rigoroso ordine alfabetico a destra in alto del piano; spegnevano le cicche sul suo posacenere intonso, appunto.
L'agente fu costretto a toccargli una spalla per farsi notare. - Il dottor Centi - disse schiarendosi la gola.
L'ispettore Massei fece uno scatto, come chi si sveglia da un colpo di sonno. - Sì? - chiese vedendo per la prima volta il giovanotto in divisa al suo fianco.
- Il dottor Centi - ripeté lui - dice che può riceverla adesso. Ha provato a chiamarla con l'interno, ma era sempre occupato - si giustificò, imbarazzato dalla mancanza di reazione dell'ispettore.
Ruben Massei si drizzò sulla sedia. - L'interno, occupato? - domandò a se stesso correndo con lo sguardo verso il telefono. Afferrando la cornetta, vide lo spessore sotto all'impugnatura che, impedendole di riattaccarsi, bloccava la linea.

© 2001, Hobby & Work


L'autore
Marcello Fois è nato a Nùoro nel 1960. Scrittore e autore teatrale, ha pubblicato i seguenti romanzi: Ferro recente, Falso Gotico nuorese, Meglio morti, Picta, Sempre caro e Sangue del cielo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




13 aprile 2001