La biografia
La bibliografia


James Ellroy
Sei pezzi da mille

"Due salotti. Due camere da letto. Tre televisori. Fondi neri. Sei pezzi da mille. Uccidi quel negro, ragazzo."


L'ultimo romanzo di Ellroy è un'opera di grande ampiezza (la trama si sviluppa infatti in ben 762 pagine) che si apre su di una data storica: il 22 novembre 1963, giorno dell'assassinio di John F. Kennedy.
Quel giorno è stato davvero discriminante per la storia degli Stati Uniti se, ancora in questi giorni, si è riaperto il dibattito su responsabilità mai scoperte di altri individui in questo omicidio tanto rapidamente attribuito al solo Lee Harvey Oswald, su depistaggi attuati dalle autorità federali, su servizi segreti coinvolti nella drammatica sparatoria di Dallas.
Il romanzo, così come è sempre avvenuto per i romanzi storici classici, propone sia figure storiche che di pura fantasia e intreccia le azioni degli uni e degli altri collocandole tutte in un ambiente realistico e assolutamente verosimile. Così è difficile distinguere tra verità e finzione, tra denuncia del malcostume e della criminalità americana degli anni Sessanta e abilità narrativa, capacità di creare suspense, costruzione quasi scientifica del delitto, doti proprie di uno scrittore di gialli. Lo stesso Ellroy rifiuta di dire ai suoi lettori che cosa abbia preso direttamente dalla realtà, magari quella non ufficialmente presentata dalla stampa, e che cosa abbia semplicemente inventato. Eppure è innegabile che la mafia aveva (il tempo passato è forse un po' ottimistico) grande potere negli Usa e rapporti anche con le autorità politiche ed economiche del paese: così l'intreccio che pone un boss tra i principali attori della vicenda non pare tanto lontano dalla realtà. Anche le reazioni suscitate dal fallimento della tentata invasione di Cuba alla Baia dei Porci sono di certo rispondenti a verità. E che nell'isola caraibica vi sia stato, in quegli anni, un traffico di armi, così come che il Vietnam abbia significato (nell'escalation dell'impegno armato Usa) anche un aumento sempre più massiccio di diffusione della droga, è ormai un dato storico. D'altra parte, nello stesso periodo, gli Stati Uniti avevano visto l'espandersi del movimento per i diritti civili grazie all'insegnamento di Martin Luther King, un esempio di non violenza che il razzismo è riuscito a fermare solo con la morte. Ebbene tutte queste figure e queste vicende storiche vengono continuamente a intrecciarsi con eventi fittizi e con personaggi letterari, killer, trafficanti di droga, poliziotti e assassini che fanno parte della tradizione creativa dell'autore.
Protagonista è un poliziotto di Las Vegas che mostra nel carattere duro e deciso, in un forte senso etico e nell'agire determinato, le caratteristiche tipiche di tanti personaggi di Ellroy.
Il linguaggio che lo scrittore americano usa è martellante, l'andamento narrativo intenso e, talvolta, la riproduzione di documenti ufficiali (di pura fantasia) che interrompono la storia permettono ai lettori una specie di tregua; sono un momento di pausa in uno scoppiettio di situazioni incalzanti.
L'autore sta già lavorando a un altro romanzo centrato sugli anni immediatamente successivi a questi, e precisamente quelli che vanno dal 1968 al 1972. Stranamente la trama copre solo quattro anni e non cinque, come per i precedenti libri di questa serie, perché Ellroy non desidera assolutamente trattare un argomento scottante come lo scandalo Watergate e attaccare persone ancora viventi: prudenza? rispetto? o forse una certa ritrosia ad affrontare eventuali problemi? La fama e il successo hanno probabilmente spento parte della "rabbia" che lo scrittore americano ha sempre avuto in corpo.


Sei pezzi da mille di James Ellroy
Titolo originale: The cold six thousand

Traduzione di: Stefano Bortolussi
762 pag., Lit. 39.000 - Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN 88-04-49034-9

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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Parte prima

ESTRADIZIONE

22-25 novembre 1963


1

WAYNE TEDROW JR.

Dallas, 22/11/63

L'avevano spedito a Dallas ad ammazzare un pappone negro di nome Wendell Durfee. Non era sicuro di farcela.
Il Consiglio dei gestori di casinò gli aveva offerto il viaggio. In prima classe. Avevano attinto dai loro fondi neri. L'avevano pagato. Gli avevano dato sei pezzi da mille.
Nessuno l'aveva detto:
Ammazza quel negro. Fa' un bel lavoro. Prendi i nostri soldi.
Il volo filava liscio. Una hostess servì da bere. Vide la sua pistola. Lo adulò. Gli fece domande idiote.
Lui rispose che lavorava al Dipartimento di polizia di Vegas. Dirigeva la squadra informazioni. Raccoglieva fascicoli e registrava soffiate.
Lei impazzì. Lei andò in brodo di giuggiole.
"Dolcezza, cosa ci fai a Dallas?"
Lui glielo disse.
Un nero aveva pugnalato un mazziere di ventuno. Il mazziere aveva perso un occhio. Il nero era partito per la Big D. Lei impazzì. Gli servì whisky e soda. Lui omise i dettagli.
Il mazziere aveva provocato l'aggressione. Il Consiglio aveva emesso una condanna a morte: morte per aggressione a mano armata.
Il fervorino prima del volo. Il tenente Buddy Fritsch:
"Non ti devo dire cosa ci aspettiamo, figliolo. E non devo aggiungere che se l'aspetta anche tuo padre".
La hostess fece la geisha. Gli portò le noccioline. Scosse l'acconciatura.
"Come ti chiami?"
"Wayne Tedrow."
Mandò un gridolino. "Allora devi essere Junior!"
Lui la ignorò. Scarabocchiò. Sbadigliò.
Lei lo blandì. Adoraaava il suo paparino. Lui stette al gioco. Lei sapeva che suo padre era un pezzo grosso dei mormoni. Avrebbe adoraaato saperne di più.
Wayne le fece il ritratto di Wayne Senior.
Dirigeva un sindacato di sguatteri. Truccava i salari bassi. Aveva soldi. Aveva influenze. Diffondeva opuscoli di destra. Era in confidenza con i pezzi grossi. Conosceva J. Edgar Hoover.
Il pilota inserì l'aviofono. Dallas - in orario.
La hostess scosse la capigliatura. "Scommetto che starai allo Adolphus."
Wayne si allacciò la cintura. "Cosa te lo fa pensare?"
"Be', tuo padre mi ha detto che sta sempre lì."
"Ci sto anch'io. Nessuno me l'ha chiesto, ma è lì che mi hanno prenotato la stanza."
La hostess si accovacciò. La gonna le scivolò sulla coscia. La giarrettiera occhieggiò.
"Tuo padre mi ha detto che in albergo c'è un bel ristorantino, e insomma..."
L'aereo incontrò una turbolenza. Wayne la sentì nel basso ventre. Cominciò a sudare. Chiuse gli occhi. Vide Wendell Durfee.
La hostess lo toccò. Wayne riaprì gli occhi.
Vide i suoi foruncoli. Vide i suoi denti marci. Annusò il suo shampoo.
"Sembravi un po' spaventato, Wayne Junior."
"Junior" fu la goccia che fece traboccare il vaso.
"Lasciami in pace. Non sono quello che vuoi, e non tradisco mia moglie."

13,50
Atterrarono. Wayne scese per primo. Batté i piedi a terra per far tornare il sangue nelle gambe.
Giunse al terminal. L'uscita era bloccata da un gruppo di scolarette. Una ragazza piangeva. Un'altra si gingillava con un rosario.
Wayne le aggirò. Seguì i cartelli per i bagagli. La gente gli sfilava accanto. Sembravano tutti senza fiato.
Occhi rossi. Lacrime. Donne con Kleenex.
Wayne si fermò al nastro dei bagagli. Dei ragazzini gli sfrecciarono accanto. Sparavano con pistole giocattolo. Ridevano.
Un uomo gli si avvicinò: Joe Bifolco, alto e grasso. Portava uno Stetson. Portava due grossi stivali. Portava una .45 madreperla.
"Se lei è il sergente Tedrow, sono l'agente Maynard D. Moore del Dipartimento di Dallas."
Si strinsero la mano. Moore masticava tabacco. Moore usava acqua di colonia da strapazzo. Una donna passò soffiandosi il naso: lacrimoni, naso rosso.
"Cos'è successo?" chiese Wayne.
Moore sorrise. "Un matto ha appena sparato al presidente."

Gran parte dei negozi aveva chiuso in anticipo. Le bandiere dello Stato erano a mezz'asta. Alcuni avevano issato quelle della Confederazione.
Moore si mise al volante. Moore aveva un piano: passiamo dall'albergo/ti sistemiamo/troviamo quel baluba.
John F. Kennedy - morto.
La cotta di sua moglie. La fissazione della sua matrigna. Jack faceva bagnare Janice. Lei l'aveva detto a Wayne Senior. Janice aveva pagato. Janice aveva zoppicato. Janice aveva ostentato i lividi sulle cosce.
Morto significava morto. Wayne non riusciva ad afferrare l'idea. Era confuso sulle conseguenze.
Moore masticava tabacco Red Man. Moore sputava il succo fuori dal finestrino. Si udivano spari incrociati. Festeggiamenti nelle periferie.
"Certa gente non è poi così triste" disse Moore.
Wayne scrollò le spalle. Passarono accanto a un manifesto: JFK e le Nazioni Unite.
"Non parli molto, tu. Devo dirtelo, finora non sei il collega più vivace con cui abbia mai eseguito un'estradizione."
Si udì uno sparo. Vicino. Wayne portò la mano alla fondina.
"Ehi! Sei un po' agitato, ragazzo!"
Wayne gioccherellò con la cravatta. "Voglio soltanto farla finita con questa storia."
Moore passò col rosso. "A tempo debito. Sono certo che fra poco Mr Durfee potrà salutare il nostro eroe caduto."
Wayne chiuse il suo finestrino. Intrappolò l'odore dell'acqua di colonia di Moore.


© 2001, Mondadori

biografia dell'autore
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James Ellroy (Los Angeles 1948), scrittore "maledetto", è considerato uno dei più grandi narratori americani contemporanei. I suoi romanzi, dalla quadrilogia di Los Angeles - Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz - ad American Tabloid, sono best-seller internazionali.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Ellroy James, American tabloid, 1997, 660 p., Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 771, Mondadori (ISBN: 88-04-42743-4)

Ellroy James, L'angelo del silenzio, 1996, Lit. 22000, "Superblues", Mondadori (ISBN: 88-04-42441-9)

Ellroy James, L'angelo del silenzio, 1999, Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 1022, Mondadori (ISBN: 88-04-47338-X)

Ellroy James, Clandestino, tr. di Perria L., 285 p., Lit. 29000, "Superblues hardcover", Mondadori (ISBN: 88-04-37564-7)

Ellroy James, La collina dei suicidi, tr. di Pensante M., 284 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 400, Mondadori (ISBN: 88-04-38287-2)

Ellroy James, Corpi da reato, 267 p., Lit. 29000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-3949-7)

Ellroy James, Corpi da reato, tr. di Perroni S. C., 2000, 267 p., Lit. 14000, "Tascabili", Bompiani (ISBN: 88-452-4463-6)

Ellroy James, Dalia nera, tr. di Lorenzin L., 1991, 376 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 213, Mondadori (ISBN: 88-04-35030-X)

Ellroy James, Un delitto a Los Angeles, 336 p., Lit. 28000, "Letteraria", Bompiani (prossima pubblicazione)

Ellroy James, Il grande nulla, tr. di Oliva C., 1992, 378 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 254, Mondadori (ISBN: 88-04-35916-1)

Ellroy James, L. A. Confidential, 3 ed., 1998, 378 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 304, Mondadori (ISBN: 88-04-44811-3)

Ellroy James, I miei luoghi oscuri, tr. di Perroni S. C., 2000, 448 p., Lit. 7900, "Superpocket" n. 129, RL Libri (ISBN: 88-462-0165-5)

Ellroy James, I miei luoghi oscuri, Lit. 15000, "I grandi tascabili", Bompiani (ISBN: 88-452-4168-8)

Ellroy James, I miei luoghi oscuri, tr. di Perroni S. C., 1997, 430 p., Lit. 29000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-2960-2)

Ellroy James, Notturni hollywoodiani. Un romanzo breve e cinque racconti, tr. di Perria L., 1994, 216 p., Lit. 30000, "Superblues hardcover", Mondadori (ISBN: 88-04-38929-X)

Ellroy James, Perchéla notte, tr. di Pensante M., 1993, 280 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 344, Mondadori (ISBN: 88-04-37688-0)

Ellroy James, Prega detective, tr. di Bortolussi S., 1994, 266 p., Lit. 23000, "Superblues", Mondadori (ISBN: 88-04-39804-3)

Ellroy James, Sei pezzi da mille, tr. di Bortolussi S., 2001, 762 p., Lit. 39000, "Omnibus", Mondadori (ISBN: 88-04-49034-9)

Ellroy James, Le strade dell'innocenza, tr. di Pensante M., 1993, 266 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 332, Mondadori (ISBN: 88-04-37384-9)

Ellroy James, Tijuana, mon amour, 1999, 96 p., Lit. 10000, "Assaggi", Bompiani (ISBN: 88-452-3809-1)

Ellroy James, White jazz, 1995, 392 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 520, Mondadori (ISBN: 88-04-39997-X)



6 aprile 2001