Peter Stamm
Agnes

"La felicità non si lascia descrivere. È come la nebbia, come il fumo, trasparente e fugace. Hai mai visto un pittore capace di dipingere il fumo?"

Il narratore è colui che dichiara di aver scritto la storia, quindi uno scrittore, o meglio un autore di opere di divulgazione scientifica che nella biblioteca in cui doveva compiere degli studi sui treni americani, materia di un suo futuro scritto, conosce la ragazza che sarà al centro del romanzo, Agnes appunto.
Conoscenza casuale, come tante che avvengono: curiosità reciproca, fascino nella scoperta di personalità diverse, attrazione, e anche un modo per ovviare alla solitudine. Il pensiero della morte sembra affacciarsi già dalle prime conversazioni tra i due, è Agnes a sentire familiarità con l'idea di una fine tranquilla, un modo indolore di abbandonare le stanchezza del vivere, una tregua infinita.
Con grande naturalezza il rapporto si evolve e diventa una vera relazione amorosa, anche la confidenza si fa maggiore e così lei parla della sua infanzia, dell'educazione ricevuta e del suo differenziarsene, lui, del romanzo iniziato e mai completato, dei racconti su cui invece aveva puntato, dell'abbandono della letteratura per dedicarsi, forse con un eccesso di concretezza, ad una professione più remunerativa. Una breve separazione e i due si ritrovano con un livello di confidenza maggiore: come prova d'amore Agnes chiede di essere protagonista di un racconto che il suo innamorato scriverà, con rinnovata ispirazione. Il cuore del romanzo di Stamm è proprio la storia di una scrittura, di un racconto che diventa per i due, l'autore e la protagonista, un legame profondissimo, perché ogni gesto, ogni sensazione viene fissata sulla pagina, diventando così immutabile. Ma la fantasia letteraria talvolta ha tempi diversi dalla vita, la anticipa e la forza. La scoperta di una gravidanza indesiderata (almeno da lui) spezza il legame. Agnes se ne va, decide di tenere e crescere da sola il bambino che aspetta; il narratore-scrittore costruisce, nel racconto che sta scrivendo, una diversa reazione al fatto. Cerca così di nuovo Agnes, viene a sapere che sta male, che ha perso il bambino, che ha bisogno di lui. La loro storia riprende e il racconto prosegue: qualcosa però inizia a vacillare nella finzione letteraria, come nella vita. La ragazza non recupera serenità e la sua salute peggiora. La storia si chiude la notte di capodanno: lui festeggia altrove, lei rimane a casa, ammalata. Ma quando lo scrittore rientra, trova il computer acceso e la casa vuota: lei ha letto il tragico finale, scritto a sua insaputa, e se n'è andata. Il romanzo si apre così: "Agnes è morta. L'ha uccisa un racconto", e si chiude con un'assenza. Forse Agnes è morta davvero, forse no, è solo sparita dalla mente e dalla vita del narratore, così come avviene con i personaggi letterari.


Agnes di Peter Stamm
Titolo originale: Agnes

Traduzione di: Francesca Gimelli
173 pag., Lit. 26.000 - Edizioni Neri Pozza (I narratori delle tavole)
ISBN 88-7305-795-0




Le prime righe

1


Agnes è morta. L'ha uccisa un racconto. Di lei non mi è rimasto nulla, se non questo racconto. Ha inizio nove mesi fa, il giorno in cui ci incontrammo per la prima volta alla Chicago Public Library. Faceva freddo quando ci siamo conosciuti. Freddo come quasi sempre in questa città. Ma ora fa più freddo e nevica. Dal lago Michigan provengono neve e vento a raffiche, lo si sente perfino attraverso i doppi vetri delle grandi finestre. Nevica, ma la neve non si deposita, viene nuovamente trascinata via e si posa solamente là dove non arriva il vento. Ho spento la luce e guardo fuori, le punte illuminate dei grattacieli, la bandiera americana, che il vento sbatte avanti e indietro da qualche parte alla luce di un faro, e, laggiù in fondo, le piazze vuote, dove perfino ora, nel bel mezzo della notte, i semafori passano dal verde al rosso e dal rosso al verde come se non fosse accaduto nulla, come se mai nulla accadesse.
Qui, in questo appartamento, ho vissuto per breve tempo con Agnes. Ci sentivamo a casa qui, ma adesso che Agnes se n'è andata l'appartamento si è fatto freddo e insopportabile. Solo un vetro spesso un centimetro mi separa da Agnes, solo un passo. Ma queste finestre non si possono aprire.
Per l'ennesima volta guardo il video girato da Agnes quando, il Columbus Day, andammo a fare una camminata. Columbus Day alla Hoosier National Forest ha scritto sulla cassetta con la sua accurata calligrafia, sottolineando il tutto due volte con il righello, come da bambini si sottolineavano i risultati dei nostri conticini. Ho spento l'audio della televisione. Le immagini mi sembrano più reali dell'appartamento buio che mi circonda. Hanno una luce particolare, la luminosità di una vasta pianura in un pomeriggio di ottobre.
Una pianura deserta, a perdita d'occhio nessuna città, nessun paese, nemmeno una fattoria. Sequenze brevi, inquadrature quasi uguali l'una all'altra. Approcci sempre nuovi, tentativi di comprendere il paesaggio. Talvolta intuisco il motivo che ha spinto Agnes ad accendere la telecamera: una nuvola dalla forma strana, un cartellone pubblicitario, una striscia di bosco in lontananza, resa quasi invisibile dal grandangolo.

© 2001, Neri Pozza editore


L'autore
Peter Stamm è nato nel 1963 in Svizzera. Ha studiato letteratura inglese e psicologia prima di diventare freelance writer e collaboratore di numerosi giornali. Risiede a Winterthur in Svizzera. Ha pubblicato numerosi raccolte di racconti. Agnes è il suo primo romanzo e ha ricevuto ovunque un grande successo di pubblico e critica.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




6 aprile 2001