Giorgio De Rienzo
Il dolore di amare
Un'intera vita in lotta con la depressione

"Io resto qui a guardare: non posso fare altro che testimoniare di esserci. Non posso fare altro se non opporre alla tua solitudine assoluta la piccola compagnia della mia presenza. Non posso fare altro che accettare la tua maledizione, l'imposizione perentoria ad andarmene via, a togliermi di mezzo e invece rimanere. Con faccia tosta, davanti a te, intorno a te, ad aspettare."

Un romanzo che inghiotte come un vortice e che trascina lungo la sua corrente per approdare a un mare tempestoso. È un testo drammatico, intenso, duro, senza vie d'uscita. Sembra la testimonianza di una vita vissuta, in prima persona, dal narratore. In realtà non sappiamo quanto di autobiografico vi sia in queste pagine e non è importante scoprirlo. Il protagonista è un uomo non più giovane che, ritrovatosi tragicamente vedovo, ripercorre il cammino faticoso e doloroso di un'esistenza di coppia tormentata, inquieta, condivisa con un terzo incomodo: la depressione. Per trentacinque anni Francesco ha condiviso l'esistenza con una donna, Laura, affascinante e molto intelligente, ma affetta da questa sindrome terribile e lacerante. Un mostro contro cui lottare in due nei momenti di maggior benessere, ma che trascina con sé la persona amata quando riesce a impadronirsene, portandola lontano per lunghi periodi. Nonostante il benessere economico, l'università, il lavoro, l'appoggio dei genitori, il grande affetto del marito, l'arrivo di due figli voluti e amati, per Laura non c'è serenità. La sua vita è scandita dalla depressione e dall'alternanza delle crisi acute. Per il marito è stata un'esistenza di lotta, di desiderio di pace, di ricerca di serenità. È difficile stare al fianco di una persona così tormentata, infelice, insoddisfatta e spesso dolorosamente incapace di reagire; lui racconta questa esperienza ripercorrendo attraverso le lettere, i biglietti, i quaderni della moglie il cammino tortuoso e incerto di tutta una vita. Convinto di un colpevole fallimento personale (la moglie si è suicidata durante un'ennesima ricaduta violenta della malattia) e della propria incapacità di appoggio, aiuto e comprensione, Francesco decide di andare alla radice del male, di capire, per poter vivere ancora e uscire dalla disperazione, ma soprattutto per andare alle origini di un sentimento intenso e bruciante che li ha legati a lungo. L'amore è qui rappresentato come uno strumento per condividere esperienze anche difficili con una forza straordinaria ed è inteso come una gioia e una sofferenza al tempo stesso. Leggere, a distanza anche di molti anni, i pensieri più intimi della moglie, spesso mai condivisi con lui, è una scoperta talvolta dolorosa, ma anche una presa di coscienza di una certa inadeguatezza e di una buona dose di incomprensione. Resta l'amore che, nonostante tutto, ha sorretto per trentacinque anni la loro unione e ha ritardato a lungo la fine tragica di Laura. Un amore che è stato vita, dunque, e lotta contro la morte.


Il dolore di amare. Un'intera vita in lotta con la depressione di Giorgio De Rienzo
223 pag., Lit. 26.000 - Edizioni Marsilio (Gli specchi della memoria)
ISBN 88-317-7652-5




Le prime righe

1.


Oggi lo so, Laura.
È stato un vero e proprio delirio di onnipotenza: una sterile esibizione di forza mentale e sentimentale. O peggio è stato un gioco d'azzardo incosciente con la stolta sicurezza di una mia vittoria finale.
Tu te ne sei andata da sette mesi.
Io ho negato, dentro di me, questo abbandono, con la caparbietà con cui, per quasi trentacinque anni, ho coltivato la presunzione che mai l'avrei subito, neppure per un evento naturale.

E invece è bastata una giornata di distrazione (o di stanchezza) e ti ho persa definitivamente.
In un minuto solo si è sfatta la mia tronfia spavalderia di salvarti, di eliminare il terzo incomodo fra noi: la bestia onnivora che si metteva fra te e me e ti possedeva spudoratamente, cacciandomi in un angolo a guardare, inetto a intervenire.
Te ne sei andata via e mi hai lasciato annichilito, solo e sconfitto, in un vuoto senza tempo, in cui è svanito il senso della tua storia: della nostra storia.

La nostra è stata una vita a intermittenza.
C'era la frenesia, liberi dall'invadenza del mostro della depressione, di riuscire a rapire un piccolo spazio di gioia di vivere e correre in auto all'aria aperta, per regalarci brevi viaggi di nozze che non posso dimenticare. E allora si partiva con la scusa di andare a intervistare piccoli o grandi scrittori oppure con il pretesto di prenotare alberghi per l'estate, dove magari non saremmo andati mai.
E c'erano invece spazi immensi occupati dal mostro, quell'amante lugubre che mi negava la tenerezza del tuo sorriso, che ti trascinava giù giù, in un orrendo buio, in cui a me non era data possibilità di calarmi, per farti compagnia anche lì.

© 2001, Marsilio editore


L'autore
Giorgio De Rienzo è nato e vive a Torino. Insegna letteratura italiana moderna e contemporanea nell'Università del Piemonte Orientale. Studioso dell'Otto e Novecento ha pubblicato numerosi saggi e curato edizioni di classici. Collabora al "Corriere della Sera". Nel 1991 è stato edito da Mondatori il suo primo romanzo: Caccia al ladro in casa Savoia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




6 aprile 2001