Fiorella Mannoia

Un po' attrice e un po' poetessa, Fiorella Mannoia è una cantante davvero speciale. La sua voce intensa è capace di comunicare emozioni e sentimenti e le esperienze di vita che canta non sono banali proprio perché lei stessa non lo è mai. Le abbiamo chiesto le letture che fa oggi e quelle del passato. Eccole.


Quali libri ricorda di aver letto da bambina?

N on ricordo molto le letture dell'infanzia. Solo Il piccolo principe

Il piccolo principe è un libro che ancora adesso lei regalerebbe ad un bambino?

S ì, io penso che sia un libro che non abbia tempo: i bei libri non invecchiano mai, resistono negli anni.

Nell'adolescenza quali sono i libri che l'hanno un segnata o turbata?

N ell'adolescenza ho letto con grandissima passione Sulla strada di Kerouac, le poesie di Ferlinghetti e un po' più tardi Il giovane Holden

La beat generation, insomma...

S ì appartengo a quell'epoca: la mia adolescenza l'ho vissuta negli anni '70.

E adesso quali letture preferisce?

C rescendo, non ho mantenuto un gusto esclusivo per determinati scrittori, leggo tutto ciò che ritengo sia buona lettura, o comunque buona letteratura: ci sono quelli che amano i sudamericani e odiano i nordamericani o viceversa, ci sono quelli che hanno delle idiosincrasie nei confronti di alcuni autori. Io credo invece di amare tutti i buoni libri. Tra i sudamericani ho letto prevalentemente Garcia Marquez e Amado.

Insomma per lei un libro è un buono chiunque ne sia l'autore e ovunque sia stato scritto.

A ssolutamente sì. Un libro che ricordo con molta intensità e che mi ha particolarmente colpito è America di Kafka che credo sia uno di quei capolavori che rimangano validi nei secoli.

E ha un libro del cuore, un libro che rileggerebbe sempre, che riprendere spesso in mano.

Il memoriale del convento di Saramago. È uno dei libri che mi ha commosso di più.

Lei regala libri?

S ì, molto, molto spesso. È anche il regalo che amo maggiormente ricevere. Quello che mi piace di più fare è entrare in una libreria e pensare ad un libro da adattare alla personalità del destinatario del dono: è un'impresa difficile, però se ci si riesce è una bella soddisfazione.

Ricorda qualche libro regalato che avesse un significato un po' particolare?

Q uando regalo a un ragazzo o a una ragazza dell'ultima generazione, che non ha la passione per la lettura, Il giovane Holden lo faccio forse con un filo di presunzione, perché sono certa che sia sempre un regalo azzeccato.

E questo romanzo quindi lo consiglia a tutti i ragazzi?

S ì, perché sicuramente ci si riconosceranno, le inquietudini adolescenziali non cambiano col passare degli anni; questa sorta di ribellione, di rigetto l'abbiamo vissuta tutti ed è anche fisiologica, anzi guai se non ci fosse! Credo che sia salutare perché rappresenta un percorso esistenziale necessario, indica l'impegno di un ragazzo a costruire autonomamente la propria personalità.

La propria autonomia anche.

L a propria autonomia, la propria personalità le proprie opinioni, anche sbagliando, ma è giusto che sia così. Per questo spaventano di più quelli che non sono reattivi: ci sono dei giovani asserviti alla famiglia, che rimangono a casa, che non sentono la necessità anche del confronto...

E anche dello scontro...

E anche dello scontro, perché no? Secondo me è un percorso obbligato che ogni essere umano deve fare. Anche se è un po' meno piacevole per l'educatore, ma la costruzione della personalità passa anche attraverso questo.

Conosce anche qualche scrittore giovane italiano? Cioè li legge, le piacciono?

S ì, li leggo. Tra gli italiani, anche se ormai non sono più giovani, mi piacciono molto Vassalli e Erri De Luca.

Sceglie delle canzoni con dei testi significativi. Secondo lei c'è un rapporto tra parole della canzone e poesia?

S ì, sicuramente. Io sostengo però che non bisogna pensare, quando si dà un giudizio positivo a una canzone, alle parole per accrescerne il valore, paragonandola a una poesia perché secondo me brillano tutte e due di luce propria. Penso che viaggino su binari paralleli che non si incontrano mai, sono due cose completamente diverse, perché nella canzone le parole sono imbrigliate nella musica e hanno necessariamente bisogno di una partenza, di uno svolgimento e di una conclusione. È un po' come se fosse una piccola storia, una piccola sceneggiatura: la poesia no, può andare avanti per quattro o cinque pagine, come alcune poesie di Pasolini. Non è detto che queste due forme di comunicazione si debbano incontrare perché ci sono stati vari esperimenti di mettere in musica alcune poesie, anche belle e famose, ma i risultati sono stati insoddisfacenti. Ci sono stati poeti che si sono cimentati nella scrittura di una canzone con esiti negativi. Sono due forme d'arte (e una non esclude l'altra) che si somigliano ma non si incrociano

Comunque lei ha un'attenzione ai testi molto forte

S ì, sempre.

Crede che la comunicazione passi non solo attraverso la musica ma anche attraverso la parola?

S econdo me sì, non posso prescindere da questo, ci sono cresciuta. Ecco, torniamo sempre alle nostre abitudini adolescenziali. Sono cresciuta con le canzoni di Fabrizio De André, mi hanno cambiato la vita. Quando ho scoperto De André passavo appunto dall'infanzia all'adolescenza e sono piombata in un mondo fino ad allora completamente sconosciuto.

Si reputa una buona lettrice?

N on leggo tutto quello che vorrei leggere però mi impegno. Soprattutto ascolto i consigli delle persone che stimo. Mi sono avvicinata alla letteratura americana, perché a parte le prime esperienze poi vagavo in cerca di una direttiva precisa, e mi sono appassionata a Jack London e a Paul Auster seguendo i consigli di un grande giornalista scomparso di cui l'Italia non parla più: Andrea Barbato. Ascolto sempre i consigli delle persone che stimo: se una persona che stimo legge un determinato libro, lo segno sull'agenda e vado subito in libreria a comprarlo.
La lettura è un passa parola fatto di stima, di fiducia nei confronti di una persona. Così ho poi proseguito leggendo Steinbeck, John Fante... , ecco Fante non lo conoscevo, era per me un emerito sconosciuto.

L'ultimo libro che ha letto ?

A desso sto leggendo dei libri di Alvaro Mutis; uno scrittore molto amato da De André, per esempio. In questo momento sto leggendo Ilona arriva con la pioggia, ho già letto il Trittico di mare e terra e La neve dell'ammiraglio insomma mi sto concentrando su questo autore perché i suoi libri sono tutti collegati l'uno all'altro, hanno un unico protagonista ed è utile leggerli nell'ordine in cui sono stati scritti.

Di Grazia Casagrande


23 marzo 2001