Joyce Carol Oates
La ballata di John Reddy Heart

"Una donna di energia, passione, intelligenza e devozione assoluta nei confronti di se stessa come mai Johnny ne avrebbe riscontrate in altre donne o altri uomini per il resto della vita."

Adolescenti violenti, tormentati, vite bruciate già dai primi anni, ma anche miti maledetti, fascino del proibito, attrazione per ciò che è trasgressione: tutto ciò sembra cronaca dei nostri giorni, corrisponde al dibattito aperto sui media e tenuto da psicologi ed educatori di ogni genere. Eppure questo libro, di un'autrice americana, scritto nel 1999 sembra, meglio di mille dibattiti, presentare aspetti della psicologia adolescenziale dei nostri giorni e della nostra provincia.
La vicenda vede un ragazzino di undici anni giungere in un ricco sobborgo di Buffalo alla guida di una fiammante Cadillac, al suo fianco la splendida madre e sui sedili posteriori i fratelli minori e il nonno. La bionda e affascinante Dahlia Heart, la madre, ha un passato piuttosto ambiguo e neppure il presente si dimostra molto più semplice: la sua capacità di sedurre tutti gli uomini che incontra è tale che sembra potersi permettere tutto, non avere limiti, ignorare ogni legge, e inoltre ottenere qualsiasi cosa, diventare per gli uomini invaghiti di lei, l'unica aspirazione. Ma a pagare questo potere sarà il figlio, bello e misterioso che, ormai sedicenne, è diventato il mito di tutte le adolescenti della scuola. Proprio questa mitizzazione, tipica dell'età, di chi si considera irraggiungibile, è descritta con particolare acutezza dall'autrice e dimostra il bisogno di eroi, di modelli (non necessariamente positivi) di ragazze ricche e prive di grandi emozioni. John Reddy Heart, questo è il nome del ragazzo, verrà incolpato dell'omicidio dell'ultimo amante della madre, ucciso con tre colpi di pistola e sconterà un breve periodo di pena in riformatorio. Nasce così il mito del "ragazzo killer", titolo anche della prima sezione del romanzo. L'autrice ripercorre, come in una specie di documentario o inchiesta, i giorni di Johnny prima del tragico evento attraverso le testimonianze di chi lo aveva frequentato, dei compagni di scuola, delle ragazze innamorate perse di lui. Un mistero lo aveva sempre avvolto. Distratto e spesso arrogante, non era però rifiutato dal gruppo di coetanei, ma anzi era piuttosto ambito, giustificato e soprattutto amato dalle ragazze. Quindi la tragedia, tre colpi di pistola e un cadavere: i ragazzi si dividono in due fazioni, innocentisti e colpevolisti, le discussioni sono animate, c'è chi rifiuta di credere che Johnny sia un assassino e chi invece spera di distruggere il suo mito. Ma sempre più "eroe tragico" diventa protagonista di un brano rock, a lungo in testa alle classifiche e che l'autrice, in un continuo discorso indiretto libero, anzi corale, dominato da un "noi" narrante collettivo, smonta nei contenuti del testo chiaramente falsi e non corrispondenti alla reale situazione di Johnny.
Passano gli anni, Jonny sparisce dalla circolazione, il suo mito rimane e getta turbamento, crea fantasmi e sogni che interrompono la banalità quotidiana. Il mito è indistruttibile, ma si allontana sempre più dalla persona reale: in fondo è questo il senso della Ballata di John Reddy Heart.


La ballata di John Reddy Heart di Joyce Carol Oates
Traduzione di: Marco Pensante
477 pag., Lit. 34.000 - Edizioni Marco Tropea (Le Gaggie)
ISBN 88-438-0289-5




Le prime righe

Prima parte

RAGAZZO KILLER

1


Nella cittadina di Willowsville, Stato di New York, popolazione 5640 abitanti, diciassette chilometri a est di Buffalo, vi fu un periodo in cui ogni ragazza fra i dodici e i vent'anni (e molte altre in segreto) era innamorata di John Reddy Heart.
John Reddy fu il nostro primo amore. E il primo amore non si dimentica mai.
E nei casi in cui John Reddy non era stato veramente il primo amore (poiché le nostre madri avevano senz'altro amato i nostri padri prima di lui, nell'imperscrutabile abisso del tempo prima della nostra nascita) lui aveva sostituito quel primo amore e addirittura il suo ricordo.
Questo periodo, che più di ogni altro ci sta a cuore, non è quello dell'"immagine pubblica", ben più inquietante, con cui John Reddy è passato alla notorietà: le settantadue ore in cui si ritrovò ricercato dalla legge, protagonista di una caccia all'uomo su tutto il territorio statale, inseguito dalla pattuglie autostradali dello Stato di New York e altri agenti di polizia, al termine della quale lo avevano rintracciato sulle montagne per arrestarlo e riportarlo indietro incatenato, operazione trasmessa fedelmente con il volto di John Reddy Heart alla TV e su tutti i quotidiani locali ogni giorno per settimane: un ragazzo di sedici anni, bello nonostante le botte e il sangue, caparbio, insondabile nella sua ostinazione a non parlare, occhi socchiusi, le palpebre appesantite dai segreti di una vita. Né serbavamo particolarmente il ricordo dei processi dell'inverno successivo, o dei titoli scandalistici su Time, Newsweek e Life: SI APRE IL PROCESSO AL GIOVANE DI PROVINCIA ACCUSATO DI AVERE CRIVELLATO DI COLPI L'AMANTE DELLA MADRE, IL PROCURATORE DISTRETTUALE DEFINISCE "MANIACO OMICIDA" L'IMPUTATO SEDICENNE. E i filmati di repertorio alle TV nazionali. (Sentivamo dire che c'erano articoli perfino sui quotidiani europei e inglesi, corredati di fotografie del giovane John Reddy Heart.) E neppure ci rimase impresso più di tanto il ricordo di quelle settimane inebrianti in cui The Ballad of John Reddy Heart, del gruppo rock, Made in USA, salì al numero uno delle classifiche dopo solo una settimana dal lancio.

© 2001, Marco Tropea editore


L'autore
Joyce Carol Oates, autrice di numerosi romanzi e racconti, è una delle voci più importanti della narrativa americana contemporanea. Ha vinto il National Book Award ed è stata finalista per il premio Pulitzer e il PEN Faulkner Award. Attualmente insegna all'università di Princenton. I suoi libri tradotti in Italia: Sulla boxe, Un'educazione sentimentale, Marya, Acqua nera, Figli randagi, Blonde, Zombie, Perché sono uomini.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




30 marzo 2001