Alfredo Bryce Echenique
La tonsillite di Tarzan

"All'amore di una grande amica e all'amicizia del mio più grande amore."

Una bella storia d'amore. E così potrebbe già finire la recensione. Perché scrivere una bella storia d'amore non è facile, perché trovare un romanzo d'amore che valga la pena di essere letto può rivelarsi un'impresa più ardua del previsto e, dunque, aver realizzato una compiuta storia romantica (né stucchevole né retorica) è di per sé un successo. La tonsillite di Tarzan non promette nel titolo un grande romanticismo, non sembra voler affrontare temi legati ai sentimenti. Eppure Fernanda María de la Trinidad del Monte Montes e Juan Manuel Carpio, i due protagonisti, sono proprio al centro di una vicenda amorosa (oltre che politica, storica, sociale: è questo che rende il romanzo corposo e profondo).
Definito dalla critica internazionale "uno degli scrittori che meglio hanno rivelato alla vecchia Europa la ricchezza e la specificità della letteratura latino-americana", Echenique è un autore molto particolare. Erede di un viceré del Perù, e nipote di un presidente della Repubblica, è vissuto per vent'anni in esilio in Francia, poi in Spagna, per rientrare recentemente nel suo paese di nascita. Questa vita in viaggio tra continenti e culture differenti ha lasciato una traccia anche nei suoi romanzi. Forse Echenique si sente un po' Tarzan, come la sua protagonista. Un Tarzan che invece di balzare da una liana all'altra per attraversare la foresta, salta da una nave ad un aereo per attraversare gli oceani e percorrere i continenti. Lei, una bella salvadoregna rossa dagli occhi verdi, è Tarzan: non si tira indietro di fronte alla lotta, sa sopravvivere tra Europa e America Latina anche quando in quest'ultima la vita diventa difficile. Lui invece è un cantautore popolare peruviano rifugiato a Parigi (anche qui si legge un certo autobiografismo) che deve lasciare che la sua Tarzan (mascherata in un corpo da Jane) fugga lontano perché solo così potrà vivere quella vita esuberante che la sua personalità e il suo fisico in piena salute la portano a vivere ed esprimere con la medesima forza del mitico urlo di Tarzan. Un urlo che si traduce in parole nelle tante lettere che in venticinque anni di amore a distanza, punteggiato solo da brevi incontri, Fernanda María ("Fernanda Mia" per Juan Manuel) manda al suo amato e che lui sembra voler mostrare ai lettori per testimoniare la sua storia "documenti alla mano". Ma anche Tarzan, a furia di urlare, può irritarsi le tonsille e diventare afono, specie se la sua voce dovesse echeggiare tra il Cile, il Salvador o il Venezuela degli anni Settanta e Ottanta o negli Stati Uniti dell'ultimo decennio del Novecento. Per fortuna rimane Juan Manuel, restano le sue lettere, l'epistolario raccolto da entrambi in trent'anni di un amore anticonformista che supera ogni difficoltà di ordine politico, storico o personale, compresi un altro uomo, un matrimonio e dei figli.


La tonsillite di Tarzan di Alfredo Bryce Echenique
Titolo originale: La amigdalitis de Tarzán

Traduzione di: Roberta Bovaia
243 pag., Lit. 25.000 - Edizioni Guanda (La frontiera scomparsa)
ISBN 88-8246-239-0




Le prime righe

I
PREISTORIA DELL'AMORE


Maledizione... Dover pensare, adesso, dopo tanti, tantissimi anni, che in fondo siamo stati migliori nella nostra corrispondenza. E anche che la vita si è accanita brutalmente con la nostra relazione più che con un reo indefesso, certo. Ma tra di noi c'è stato qualcosa di estremamente prezioso e bello, questo sì. È che, se la realtà si può paragonare a un porto in cui fanno scalo postali di una volta e splendenti navi da crociera da etichetta e abito lungo, Fernanda María e io siamo stati sempre passeggeri di prima classe ogni volta che abbiamo fatto scalo nella realtà dell'altro. Questo ci ha uniti fin dal primo momento, credo. E anche il fatto di non essere mai stati capaci di far del male a nessuno, immagino.
Cosa ci è mancato, allora? L'amore? Certo che no. L'abbiamo avuto e di ogni genere. Dall'amore platonico e adolescente di una coppia di grandi timidi fino allo scompiglio sensuale e allegro e folle di coloro che probabilmente hanno avuto solo qualche settimanuccia per rifarsi di tutta una vita, passerei con te, dall'amore di un paio di fratellini nati per volersi bene e fare i bravi in eterno fino a quello di un paio di complici implacabili in più di una rapina, e da quello di un paio di giovani innamorati persino dell'amore e della luna fino a quello di un paio di veterani capaci di coccolarsi ancora in qualche remota isola sotto il sole, non mi importa in che modo, né dove, né come, ma vicino a te... Insomma, l'amore l'abbiamo avuto, certo, di tutti i tipi e le misure, ma sempre di quello buono, questo sì.
È anche vero che la nostra fedeltà è stata sempre limpida e assoluta, benché in questo caso sia necessario ammettere, come no, che molto spesso ci siamo comportati come due giocatori che giocano nello stesso campo due giochi diversi con un solo pallone. E chi può più negare, arrivati a questo punto della nostra vita, che quanto ci è sempre mancato è stato l'ETA, ovvero quello che i navigatori di aria, mare e terra sono soliti chiamare in inglese Estimated time of arrival. Perché la grande specialità mia e di Fernanda María, nel corso di circa trent'anni, è stata quella di non riuscire mai a trovarci nel posto giusto e men che meno al momento giusto.

© 2001, Giulio Guanda editore


L'autore
Alfredo Bryce Echenique, nato a Lima nel 1939, risiede a Madrid. Ha insegnato letteratura latinoamericana a Parigi e attualmente insegna a Montpellier. Dopo aver esordito nel 1968 con la raccolta di racconti Huerto cerrado, ha ottenuto fama internazionale con il romanzo Un mundo para Julius, seguito da altri romanzi tradotti in tutto il mondo. Nel 1993 ha pubblicato le sue memorie Permiso para vivir. Del 1999 è la raccolta di racconti parigini Guía triste de París.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




23 marzo 2001