Hella Haasse
Le vie dell'immaginazione

"Il pensiero che in quell'oscuro pianoterra in Koninginneweg ad Amsterdam potessero esserci nascosti altri versi di Bernard Mork, che nessuno aveva mai letto, non dava più pace a Klaas, lo faceva impazzire. Avrebbe mosso cielo e terra per appropriarsi del più infimo frammento d'informazione sulla vita e la personalità del poeta."

Autrice celebre nel panorama della letteratura olandese, la Haasse è ormai nota anche al pubblico italiano dei lettori, grazie alle traduzioni pubblicate negli anni Novanta dalle case editrici Iperborea e Rizzoli. Le vie dell'immaginazione è un testo del 1983 che pesca i propri personaggi in un mondo un po' diverso da quello normalmente descritto dalla Haasse. Non un romanzo storico ma uno scorcio di contemporaneità che si tinge di giallo. Misteri, enigmi e vicende in qualche modo "contorte" hanno del resto sempre segnato la sua creatività, perché ispirate alle passioni e ai retaggi culturali dell'infanzia. Abbandonati comunque i personaggi e le ambientazioni storiche del passato, la scrittrice coglie quello che di "non lineare" può esserci nella vita quotidiana.
La vicenda si apre su una situazione possibile: una macchina accidentata, il suo proprietario (Klaas Welling) fermo alla stazione di servizio, la moglie e i figli in viaggio verso Mentone (località nel sud della Francia dove avrebbero trascorso le vacanze) grazie a un passaggio provvidenziale offerto da un autista di camion. Ma gli eventi banali della quotidianità si intersecano presto con quelli eccezionali e misteriosi del giallo, legato al rinvenimento delle opere di un poeta sorprendente e brillante di cui però "nessuno aveva mai sentito parlare". Dalla semplice analisi dei dati biografici alla scoperta della casa in cui Bernard Mork, il poeta, aveva abitato, questa affinità elettiva con uno scrittore scomparso si trasforma in una spasmodica, ossessionante ricerca: "voleva dedicare la sua vita alla fama, all'immortalità di Bernard Mork". Scoprendo a poco a poco tutti i piccoli segreti, spesso sorprendenti e inattesi, dell'esistenza del poeta (la Haasse è maestra nel creare la suspense anche prendendo spunto da eventi piuttosto normali) Klaas ne ripercorre anche le tracce. La moglie? L'amante? La figlia? Una casa a Mentone...e Mork è il vero autore di quelle splendide poesie? Un giallo psicologico, dipanato con abilità. Un'indagine svolta con diligenza e passione da un uomo che è redattore di una rivista culturale chiamata Enigma. E non a caso.


Le vie dell'immaginazione di Hella Haasse
Titolo originale: De wegen der verbeelding

Traduzione di: Laura Pignatti
Pag. 174, Lire 20.000 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-091-1




Le prime righe



La notte è dei camionisti, pensava Maja ciondolando tra il sonno e la veglia sul sedile nella cabina di guida. Se riusciva a tenere gli occhi semiaperti per qualche secondo, vedeva sulla sinistra dell'autostrada costellazioni di luci simili a bizzarri alberi di Natale, o a giganteschi dadi da gioco con quattro, sei, otto punti o più, scivolarle incontro dall'oscurità, e piccole luci rosse serpeggiare dolcemente davanti a lei a due a due in una lunga fila, a tratti sparendo per ricomparire l'attimo dopo nel buio. Il rombo del pesante motore era dentro di lei. Aveva come l'impressione di essere un insignificante ingranaggio di quel colosso su ruote, partecipava inerte alle vibrazioni e ai sussulti del tronco metallico e al ritmico accelerare e rallentare della corsa; e ogni volta che sentiva sotto di sé lo sbuffo di vapore dei freni idraulici, era come se lei stessa si liberasse con un sospiro da una situazione opprimente cui (stanca com'era) non sapeva più dare un nome. Ogni tanto riemergeva un attimo da quello stato di semincoscienza, nauseata dall'odore di olio, di rivestimenti di plastica e di sudore. Alla luce fioca del cruscotto il camionista accanto a lei era una montagna d'ombra. Sedeva lì, mezzo nudo nella sua canottiera, emanando calore come un grosso animale. Con stivali delle sette leghe venivano portati via nella notte, lei e i suoi tre bambini. Un gigante, una forza sovrumana, li aveva presi sotto la sua protezione.
Nuovi rovesci di pioggia sferzavano il parabrezza. Una mano destra pelosa tastò sul pannello pieno di numeri e lancette, ed ecco che i tergicristalli cominciarono a passare energicamente avanti e indietro sul vetro grondante.
Poco prima, quella sera, quando erano ancora sulla Mini, ogni scroscio di quel temporale estivo di una durata e di una violenza eccezionali le era parso il presagio di una catastrofe naturale.

© 2001, Iperborea editore


L'autore
Hella Haasse, nata a Giacarta nel 1918, è una delle figure più di rilievo nella narrativa olandese contemporanea. Trasferitasi a vent'anni in Olanda, pubblica Oereg, il suo primo romanzo di successo, legato, come altri futuri, ai ricordi di infanzia nelle colonie. Nota soprattutto per i suoi grandi romanzi storici, come Vagando per una selva oscura, Un profumo di mandorle amare, I signori del tè, nella sua vasta opera affronta anche temi più personali e intimisti legati al mondo contemporaneo, come in Di passaggio e La fonte nascosta.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




9 marzo 2001