Brad Meltzer
Il primo consigliere

"Chiunque venga assunto nell'ufficio dei consiglieri contribuisce con una sua abilità particolare. Qualcuno è intelligente, qualcuno ha agganci politici, qualcuno è bravo nei rapporti con la stampa e qualcuno regge bene lo stress"

Se il libro è assegnabile al genere giallo e l'autore sa creare la tensione narrativa adeguata, tutta la critica si è dimostrata concorde nel vedere in questo Il primo consigliere una interessante, e in gran parte inedita, fotografia della Casa Bianca.
Brad Meltzer è un giovane avvocato, il suo aspetto è dolce e cordiale, ma ha già al suo attivo una duplice carriera: quella di scrittore di successo (i suoi primi due romanzi sono stati tradotti in moltissime lingue e sono rimasti a lungo nelle classifiche dei libri più venduti negli Stati Uniti), e quella di consulente della Casa Bianca (sono stati scritti da lui alcuni discorsi di Clinton). Da citare anche una sua partecipazione come attore al film di Woody Allen, Celebrity.
Questa ricca e varia esperienza appare interamente nell'ultimo romanzo, così come di certo sono stati utili i contatti presi dall'autore con varie personalità legate alle istituzioni, citate nei ringraziamenti posti alla fine del libro.
La storia vede un brillante avvocato, Michael Garrick, che, pur molto giovane, ha già raggiunto la posizione di consigliere del presidente degli Stati Uniti (Meltzer immagina un successore di Clinton, che però non corrisponde in nulla a Bush, considerato poco interessante da un punto di vista "letterario"). Michael diventa amico della figlia del presidente, una ragazza irrequieta e affascinante che lo coinvolge sentimentalmente. Ma questo è solo l'inizio di una vicenda intricata ed emozionante che vedrà attori protagonisti la ragazza, il consigliere e "tutti gli uomini del presidente".
Tema portante del romanzo è il potere identificato con la sede della massima autorità americana: la Casa Bianca. Dice Meltzer: i presidenti cambiano, si alternano i due grandi schieramenti, i democratici e i repubblicani, ma immutato è il potere e il suo esercizio da parte di tutti coloro che lo detengono. E la lotta per non perderlo, o per conquistarne di più, è senza esclusione di colpi. Notizie velenose, falsità, delazioni, sono strumenti utilizzati normalmente per abbattere l'avversario, che non necessariamente fa parte dello schieramento opposto, più semplicemente è in gara per la stessa importante carica. A tutto ciò collabora anche la stampa, e in generale i mass media, che entrano in questo gioco pericoloso con tutto il peso che hanno sull'opinione pubblica, e quindi sulla possibilità di vedere confermata o distrutta una posizione di potere acquisita.
Si aggiunge poi il tema, attualissimo, della privacy. Non c'è momento nella vita di un uomo pubblico che possa passare inosservato, a meno che la sua autorità sia tale da imporre il silenzio su aspetti meno "nobili" della sua vita. Da questa affermazione consegue sia la vita impossibile della figlia del presidente (la consulenza avuta dall'autore da parte della figlia di un presidente autentico è risultata preziosissima), sia l'esistenza (e anche questo è un dato vero) di passaggi segreti attraverso i quali far transitare ospiti di cui non si vuol rendere nota la frequentazione: come ad esempio il corridoio segreto attraverso il quale veniva fatta entrare nella Casa Bianca Marilyn Monroe da John Kennedy. Questo e altri aneddoti (come ad esempio quello della "palestra" dei presidenti) hanno suscitato curiosità intorno al romanzo, forse facendo trascurare le qualità letterarie dello stesso che rimane pur sempre un avvincente thriller condotto dal suo autore con maestria attraverso i classici canoni del genere.


Il primo consigliere di Brad Meltzer
Titolo originale: The First Counsel

Traduzione di: Alberto Cristofori
Pag. 526, Lire 35.000 - Edizioni Garzanti (Narratori Moderni)
ISBN 88-11-66229-X




Le prime righe

1.


Ho paura dei luoghi alti, dei serpenti, della normalità, della mediocrità, di Hollywood, del silenzio che si sente entrando in una casa vuota, del buio tenace di una strada male illuminata, dei pagliacci cattivi, del fallimento professionale, dell'impatto intellettuale delle Barbie, di deludere mio padre, di finire paralitico, degli ospedali, dei dottori, del cancro che ha ucciso mia madre, di morire inaspettatamente, di morire per una ragione stupida, di morire dolorosamente e, soprattutto, di morire solo. Ma non paura del potere - e perciò lavoro alla Casa Bianca.
Seduto nella mia jeep blu rovinata e arrugginita, non posso fare a meno di fissare la mia compagna, la bella ragazza che guida la mia macchina. Le sue dita lunghe e sottili stringono il volante con una presa autoritaria che fa capire a entrambi chi comanda. Non me ne potrebbe fregare di meno, però - mentre l'auto sfreccia lungo la Connecticut Avenue, sono molto più felice di studiare il modo in cui i suoi corti capelli neri le sfiorano la nuca. Per ragioni di sicurezza, teniamo i finestrini chiusi, ma questo non le impedisce di aprire la capote. Mentre la calda aria di inizio settembre le passa fra i capelli, si appoggia all'indietro e si gode la libertà. Poi aggiunge il suo tocco personale a completamento dell'auto: accende la radio, fa passare le stazioni che ho preselezionato e scuote la testa.
"È questa la roba che ti piace?" chiede Nora. "Talk radio?".
"È per lavoro". Indicando la pulsantiera e sperando di sembrare fico, aggiungo: "L'ultima ha della musica".
Lei mi mette alla prova e preme l'ultimo pulsante. Ancora talk radio. "Sei sempre così affidabile?" chiede.
"Solo quando..." Prima che possa finire, lo stridere di una chitarra elettrica mi perfora le orecchie. Ha trovato la sua stazione.
Battendo con le dita sul volante e muovendo la testa a ritmo, Nora sembra piena di vitalità.
"È questa la roba che ti piace?" le grido sopra il rumore. "Trash radio?"
"È l'unica maniera per restare giovani", dice con un sorriso. Mi sta prendendo in giro e le piace. A ventidue anni, Nora Hartson è sveglia. E di gran lunga troppo sicura di sé. Sa che sono colpito dalla differenza fra le nostre età - l'ha saputo fin dal momento in cui le ho detto che avevo ventinove anni. Non gliene è fregato niente, però.

© 2001, Garzanti editore


L'autore
Brad Meltzer ha 31 anni, è cresciuto tra Brooklyn e Miami, si è laureato all'Università del Michigan e alla Colombia Law School nel 1996. Ha scritto discorsi per il presidente Clinton ed è comparso nel film Celebrity di Woody Allen. Vive nel Maryland con sua moglie Cori, anche lei avvocato. Il decimo giudice, il suo romanzo d'esordio, e il successivo Ricatto incrociato sono stati a lungo nelle classifiche dei best seller e sono stati tradotti in più di dodici lingue. Molte altre notizie su Brad Meltzer e i suoi romanzi sono disponibili sul sito www.bradmeltzer.com (in inglese).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




9 marzo 2001