La biografia
La bibliografia


Vincenzo Cerami
Fantasmi

"Morena, in riva a quell'oceano stordito e tenebroso, fu presa da un giocoso senso di euforia. Era davanti alla prima pagina di un romanzo che prometteva un'infinità di sorprese, una storia che cominciava con la descrizione di un luogo ampio e gremito, abitato da un'umanità piena di segreti."


Finalmente in libreria il nuovo romanzo di Cerami, frutto di un lavoro durato anni, come dichiara l'autore, un lavoro lungo e sofferto. È un romanzo sulla modernità, sul presente, scritto fuor di metafora "in presa diretta", senza cercare un genere narrativo dietro cui proteggersi. Ma è anche, più semplicemente, un romanzo sulla fuga, sul desiderio di cercare altrove, in altre situazioni, con compagni di strada diversi, quello che non si è trovato sino ad ora. La storia, che necessariamente si sviluppa su più piani e su più livelli narrativi, ha richiesto un'elaborazione lunga e complessa, che tuttavia ha dato vita a un'opera semplice e lineare. Diviso in quattro movimenti come una sinfonia, con un impianto di tipo musicale, Fantasmi appare orchestrato dall'autore con un metodo di lavoro analogo a quello di un compositore. Si percepisce un'affinità con l'armonia, con la concatenazione degli accordi che dà vita all'opera musicale.
Protagonista è una donna, una figura femminile straordinaria: Morena. Sin dalle prime pagine scopriamo che è insoddisfatta, non ha trovato ancora una sua dimensione, una realtà in cui vivere pienamente, e per questo cerca una nuova identità, si mimetizza, si traveste. La forza di questa figura femminile è eccezionale. È figura creatrice, che genera la storia e ne dirige gli eventi. Chi vive accanto a lei non può che essere un coprimario, una figura sullo sfondo. Ma Morena è anche una donna smarrita, che sente di non avere un'esistenza "piena", completa, appagante. Si accorge di aver vissuto in una realtà costellata di fantasmi, con compagni di strada "finti", costruiti, spiriti più che uomini e donne. Se per Pirandello la personalità umana è sfaccettata e i protagonisti delle sue opere mostrano le proprie diverse facce a seconda delle situazioni e degli interlocutori, rimanendo tuttavia se stessi, Cerami ha creato un personaggio che sa rendere concrete queste sfaccettature, tentando di viverle sino in fondo. Dunque Morena si trasforma in Angela o in Gabriella e cerca di vivere una nuova vita in tutto e per tutto: una nuova casa, un altro lavoro, altri abiti e vicini, nuovi amici, alla ricerca di un'utopica perfezione. Morena fugge a se stessa anelando un'altra identità, come molti in fondo vorrebbero fare. "I nostri sono tempi in cui non c'è più cronologia, non c'è più diacronia. Si vive schiacciati sul presente. Lei cerca una pedagogia, una piccola costellazione di elementi che possano farla sentire viva" ci ha detto Cerami in un'intervista che presto troverete su Café Letterario. Restano alcune figure di riferimento che ritornano ciclicamente nel pensiero e nella vita della protagonista: il padre, il grande compositore Rodolfo Maria Costanzi; la madre, morta suicida; Giorgio Jenne, la grande passione, allievo del padre, una figura narcisistica con cui il rapporto non può che essere difficile, e, infine, Alessandra, la tormentata moglie di Giorgio.
In quella recita continua che è la vita di Morena alla fine cambierà qualcosa: "troverà la sua Itaca" dopo tanto peregrinare.
Cerami non ha cercato di nascondersi dietro una struttura precostituita più facile da percepire, ma meno "vera". Forse perché dentro tutte le sue figure (anche i fantasmi) si coglie qualcosa di autobiografico. Potremmo probabilmente definire quest'opera un'autobiografia letteraria. Perché l'autore ha scelto di riversare nel suo "romanzo della maturità" il vissuto personale, ma non inteso come l'esperienza diretta, bensì come patrimonio di conoscenza e di elaborazione della realtà.


Fantasmi di Vincenzo Cerami
Pag. 299, Lire 30.000 - Edizioni Einaudi (Supercoralli)
ISBN 88-06-15163-0

Di Giulia Mozzato



le prime pagine
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Primo movimento

Non badare troppo alla forma, Angela. Qua e là ho scritto con foga, lasciandomi prendere dall'ingordigia di raccontarti chi sono. Finalmente, dirai tu. Ho buttato sul computer parole alla cieca, liberando il più possibile la spontaneità dei pensieri. Perché di me conosci solo la maschera che ogni mattina incollo sul volto per piacerti, per piacermi attraverso i tuoi giudizi (oh, quanto silenziosi!) Non posso più rimandare quest'appuntamento con la verità. Che forse è durissima, che forse non ti piacerà. Ma devo rischiare. Se dovrai starmi accanto tutta la vita, hai il diritto di sapere chi sono veramente. L'artista è un po' mitomane, e presuntuoso.
I fondali, le scenografie dell'autoritratto che stai per leggere non corrispondono a quelli reali. Anche l'epoca in cui mi vedrai agire non corrisponde a quella vera. Mi sono calato nei panni di un altro uomo che fa cose diverse da quelle che ho fatto io e che vive circa seicento anni dopo Cristo. Ti chiederai perché questo assurdo salto temporale, perché tanta finzione per confessarmi? Soltanto immaginandomi diverso da come sono, in un'altra epoca e in un altro luogo, sono riuscito a fotografare quella che io penso sia la mia vera essenza di uomo. Ti sembrerà un paradosso, ma è così. Mi racconto attraverso un apologo, mettendo in scena ciò che ho dentro e che neppure io conosco bene, senza perdermi nella pastoia limacciosa e fuorviante dei ricordi personali.
Ciò che stai per leggere è il film che voglio realizzare, il mio primo e forse ultimo film. All'inizio farai fatica a riconoscermi. Piano piano, invece, scoprirai che "Madame Bovary c'est moi" (scusa la banalità della citazione) e che dentro alla storia ci sei anche tu. Buona lettura.

Bahira, un anziano monaco cristiano, camminava nel deserto con la testa incappucciata e i sandali in mano. Come Matamoro aveva le tasche gonfie di grandi pietre, per umiliare, assoggettare il corpo. Lo accompagnava un coro di angeli che soltanto lui sentiva. Un pesante medaglione a forma di pesce gli batteva sul petto. Finalmente, dietro le ultime dune, lontanissimo, contro il cielo avvampato egli vide il nero baluginio degli uccelli.
Laggiù scorreva l'Eufrate. E sulla riva dell'Eufrate, lungo un'ansa, era ferma una carovana. All'ombra di un palmizio c'era un gruppo di arabi seduti a terra, in circolo. Sulla sabbia, al centro del cerchio, giaceva un lungo spago con un nodo in mezzo. Il viso cianotico del kahin, il mago dei carovanieri, si gonfiava fissando minacciosamente la cordicella. Egli salmodiava e soffiava, soffiava. La sabbia volava e ricadeva sullo spago, e lo copriva. Il mago allora, con la punta delle dita, lo portava allo scoperto, lo lasciava ricadere, come se scottasse, e ricominciava da capo. Gli altri invocavano i ginn, gli spiriti invisibili, con una litania corale piena di ardore, le braccia sollevate.
Abu Talib, il vecchio capo della carovana, faceva parte del coro. (Nota bene: è un signore dall'aspetto buio, calcinato: penso a mio padre nella calura delle nostre vacanze estive in Maremma). Attaccato alle sue vesti c'era il nipote, un ragazzino silenzioso e stravolto dalla paura. (Nota bene: quel ragazzino, mia cara Angela, sono io nell'età dei brufoli, spaventato dal futuro che mi appariva come una montagna di detriti, pronta a cadermi addosso con un frastuono spaventoso).
Gli arabi in circolo, a turno, cominciarono a sputare con forza sullo spago. Ben presto da quelle bocche non uscì più saliva. (E io sono lì, pronto ad accettare l'idea che mi aspetta una vita in gran parte incomprensibile).
- Vai, corri! - disse il vecchio al nipote. - Porta acqua per tutti!
Il ragazzino era impietrito. Tirò per la manica Abu Talib.
- Cos'hai detto? Non ho capito!
Ma lo zio era rientrato nel delirio. Stava con la testa in un altro mondo e non gli rispondeva.
- Cos'hai detto? Ripeti!
Niente. Abu Talib neanche lo ascoltava.
Sulle guance del bambino cominciarono a scivolare due lacrime. Lentamente egli si ritrasse e andò a sedersi su una pietra poco distante. (Ti ricordi quella grande roccia di pomice vicino a Lavinio?) Rimase con lo sguardo sperduto, il cuore disperato e assente.
Il kahin, ostinato, si mise a battere con forza le palme delle mani sulla sabbia, tutt'intorno alla cordicella. Questa finalmente si mosse, per un breve istante s'ingobbì all'altezza del nodo. I giovani fuggirono terrorizzati, gli altri restarono al loro posto aumentando il volume e la furia delle loro preghiere.
Fino a quando il mago, ormai bagnato di sudore, si aprì in un sorriso. Lo spago prese a ondeggiare come un serpentello e il nodo si sciolse, lentamente ma senza indugi.
In quel momento preciso il ragazzino seduto in disparte si ricordò cosa gli aveva chiesto lo zio: saltò in piedi, afferrò il secchio di legno. Poi, di corsa, scomparve dietro le dune e raggiunse una piccola oasi.


© 2001, Giulio Einaudi editore

biografia dell'autore
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Vincenzo Cerami ha esordito nel 1976 con Un borghese piccolo piccolo. Tra le sue opere narrative due raccolte di racconti, L'ipocrita e La gente, il romanzo La lepre, i Consigli a un giovane scrittore e Fattacci. È autore di testi drammaturgici in prosa e in musica. Nel 1999 è uscito il racconto musicale Canti di scena, realizzato insieme al maestro Nicola Piovani. Cerami ha inoltre realizzato sceneggiature cinematografiche per alcuni fra i più importanti registi italiani. Insieme a Roberto Benigni ha scritto Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Il mostro e La vita è bella. Recentemente ha pubblicato con Silvia Ziche il fumetto Olimpo s.p.a. Nelle pagine di Café Letterario troverete anche una sua intervista.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Benigni Roberto - Cerami Vincenzo, Johnny Stecchino, 1991, 138 p., Lit. 20000, "Confini" n. 25, Theoria (ISBN: 88-241-0250-6)

Benigni Roberto - Cerami Vincenzo, Il mostro, 1994, 192 p., Lit. 24000, "La Gaja scienza" n. 449, Longanesi (ISBN: 88-304-1236-8)

Benigni Roberto - Cerami Vincenzo, Il mostro, 1995, 177 p., Lit. 14000, "Teadue" n. 348, TEA (ISBN: 88-7819-905-2)

Benigni Roberto - Bertolucci Giuseppe - Cerami Vincenzo, Tutto Benigni, 256 p., Lit. 18000, "Ritmi", Theoria (ISBN: 88-241-0627-7) (prossima pubblicazione)

Benigni Roberto - Cerami Vincenzo, La vita èbella, 189 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili. Stile libero" n. 490, Einaudi (ISBN: 88-06-14741-2)

Benigni Roberto - Cerami Vincenzo, La vita èbella-Come si legge una sceneggiatura, 176 p., Lit. 16900, Einaudi Scuola (ISBN: 88-286-0462-X)

Benigni Roberto - Cerami Vincenzo, La vita èbella. Con videocassetta, 1999, 187 p., ill., Lit. 45000, "Einaudi tascabili" n. 650, Einaudi (ISBN: 88-06-15356-0)

Cerami Vincenzo, Un borghese piccolo piccolo, 1995, 130 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 252, Einaudi (ISBN: 88-06-13631-3)

Cerami Vincenzo - Piovani Nicola, Canti di scena. Con CD musicale, 1999, 72 p., Lit. 32000, "Einaudi tascabili. Stile libero. Suoni" n. 682, Einaudi (ISBN: 88-06-15330-7)

Cerami Vincenzo, Consigli a un giovane scrittore, 192 p., Lit. 16400, Einaudi Scuola (ISBN: 88-286-0476-X)

Cerami Vincenzo, Consigli a un giovane scrittore, 1996, 174 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili. Stile libero" n. 370, Einaudi (ISBN: 88-06-14042-6)

Cerami Vincenzo, Fantasmi, 2001, 299 p., Lit. 30000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-15163-0)

Cerami Vincenzo, Fattacci. Il racconto di quattro delitti italiani, 1997, 204 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili. Stile libero" n. 483, Einaudi (ISBN: 88-06-14598-3)

Cerami Vincenzo, La felicitàdel naufrago, 230 p., Lit. 26000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-15163-0) (prossima pubblicazione)

Cerami Vincenzo, L'ipocrita, 1991, 201 p., Lit. 26000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-12479-X)

Cerami Vincenzo, La lepre, 1997, 192 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili" n. 414, Einaudi (ISBN: 88-06-13959-2)

Cerami Vincenzo - Ziche Silvia, Olimpo S.p.A., 2000, 121 p., ill., Lit. 20000, "Einaudi tascabili. Stile libero" n. 790, Einaudi (ISBN: 88-06-15629-2)

Cerami Vincenzo, Il signor Novecento. Nella messa in scena della Compagnia della luna, a cura di Messina N., 1994, 80 p., ill., Lit. 12000, "I copioni" n. 9, Grin (ISBN: 88-8194-008-6)

Cerami Vincenzo, Sua maestà 1986, 133 p., Lit. 8000, "Riflessi" n. 31, Theoria (ISBN: 88-241-0076-7)

Gatto Trocchi Cecilia - Cerami Vincenzo, Fiabe di Roma e del Lazio, 4 ed., 1996, 240 p., Lit. 11000, "Oscar varia" n. 737, Mondadori (ISBN: 88-04-41709-9)



2 marzo 2001