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Maddalena Crippa

Dagli esordi con Strehler a Ronconi, dal Festival di Edimburgo al cinema. Impossibile citare tutti gli spettacoli che hanno visto protagonista questa attrice generosa e appassionata. Quali sono le sue letture e quale libro ci consiglia di tenere sempre sul comodino?


Qual è il primo libro che ricorda di aver letto da bambina?

L ibri di fiabe. Però, più che averli letti autonomamente me li hanno letti.

E i classici?

N o. Non ricordo né PinocchioPiccole donne o titoli analoghi. Le mie letture importanti risalgono all'adolescenza: Garcia Marquez con Cent'anni di solitudine, ad esempio, o Hermann Hesse, Dostoevskij, Tolstoj...

I grandi romanzieri.

S ì, in particolare i russi.

Attualmente cosa sta leggendo?

L' Orlando Furioso.

Per motivi professionali?

S ì, dovrò leggerne dei canti. E siccome nel periodo della scuola si è scemi e ci si lasciano sfuggire occasioni straordinarie per "godere", adesso ne sto facendo una rilettura (anche perché al liceo non l'ho letto tutto, ma solo parti) con quell'approfondimento che con l'età oggi posso fare. È bellissimo. È proprio un piacere straordinario. Me lo centellino.

Un libro da tenere sul comodino?

Le Metamorfosi di Ovidio.

Romanzi di autori contemporanei?

Vincenzo Consolo, Erri De Luca, Dürrenmatt, Simenon.

C'è un genere che preferisce?

N o.

Per li suo lavoro ha occasione di leggere molti testi teatrali. Consiglierebbe a tutti di affrontarne la lettura, anche senza vederne poi la rappresentazione scenica?

C ertamente. Perché sebbene un testo teatrale abbia lo scopo di "funzionare" sulla scena, può essere compreso perfettamente anche nella semplice lettura. Per esempio L'annaspo di Raffaele Orlando, un testo molto forte e molto bello degli anni Sessanta che abbiamo rappresentato l'anno scorso, in cui c'è uno straordinario lavoro sulla lingua.

Il suo ultimo impegno teatrale?

S i intitola Sboom è un percorso nel decennio che va dai Sessanta ai Settanta ripercorrendo attraverso le canzoni di quegli anni, in particolare di cantautori: Tenco, Jannacci, De André, Paolo Conte, Guccini, Modugno, per passare poi alle canzoni più spensierate di Celentano, Tintarella di luna, Ventiquattromila baci. I testi letterari sono invece di Zavattini, Pasolini, Testori, Mastonardi e altri.

Di Giulia Mozzato


23 febbraio 2001