William Saroyan
Il trapezio volante e altri racconti

"Il suggerimento più importante per uno scrittore, tuttavia, è questo: impara a respirare profondamente, a gustare davvero il cibo quando mangi, e quando dormi, dormi davvero."

William Saroyan è stato considerato da John Fante un maestro, in Italia è conosciuto per un suo romanzo La commedia umana, giudicato un cardine della letteratura americana contemporanea e sia da un punto di vista stilistico che nei contenuti, specchio di una società in forte trasformazione.
Questa recente raccolta di racconti che, meritoriamente, le edizioni Marcos y Marcos propongono ai lettori italiani ha la caratteristica di approfondire alcuni temi cari all'autore: la realtà delle presenze di diverse etnie negli Stati Uniti, la figura e la funzione dello scrittore in una società che basa il prestigio dell'individuo sulla ricchezza conseguita.
San Francisco è il grande palcoscenico su cui recitano armeni, irlandesi, polacchi, italiani: magari non hanno mai conosciuto la loro patria d'origine, qualcuno è nato negli Usa, eppure tutti sentono di appartenere in gran parte ad un'altra cultura, di riconoscere non solo nei tratti somatici la loro diversità, letta anche negli atteggiamenti, nelle reazioni, nei giudizi degli americani.
Dice Saroyan, attraverso un suo personaggio: "Non ho idea di come sia essere armeni, inglesi, giapponesi o altro. Ho giusto una vaga idea di cosa significhi essere vivo".
Ma per essere vivi bisogna avere da mangiare, guadagnare qualcosa: non sempre chi considera la scrittura il proprio lavoro riesce ad avere in tasca i soldi necessari a sopravvivere. Così, in un delirio da acrobata, uno scrittore può morire di fame a poco più di vent'anni, o un figlio, autore di romanzi inediti, può rievocare la vita e la morte del padre, ugualmente scrittore mai pubblicato. E il ragazzo dice di sé: "Se non sento di esprimermi, senza parole, senza linguaggio, io non esisto". Questo è un concetto ricorrente nei racconti di Saroyan: la parola è vita, la capacità esprimersi e di descrivere pensieri ed emozioni è la stessa identità dell'uomo. Quando si cerca nel denaro la ragione della vita, la strada intrapresa è distruttiva. Ne è un esempio probante quello del giovane venditore malato di tisi che aspira ad una rapida ricchezza e che sceglie di non curare la malattia per non perdere occasioni di lavoro e denaro: morirà, ma la sua morte non è gloriosa, suscita pietà, non solidarietà.
Maestro nell'uso della parola e dell'ironia, in questi racconti l'autore dimostra la molteplicità delle sue forme espressive, insieme alla capacità di costruire personaggi indimenticabili, tratteggiati con acutezza, profondità e amore, e il gioco della scrittura si trasforma nell'affresco indimenticabile di una molteplice San Francisco.


Il trapezio volante e altri racconti di William Saroyan
Titolo originale: The Daring Young Man on the Flying Trapeze

Traduzione di: Claudia Tarolo e Marco Zapparoli
Pag. 216, Lire 24.000 - Edizioni Marcos y Marcos (Gli Alianti 81)
ISBN 88-7168-312-9




Le prime righe

Il trapezio volante

I. SONNO


Insonne, sprofondato fra cose universali, sorriso e gioia estrema, satira, il tramonto di tutto, di Roma e, sì, di Babilonia, denti stretti, il ricordo del calore vulcanico, le strade di Parigi, il lamento di Gerico, scivolando nell'astratto come un serpente, una galleria di bozzetti, mare, pesci, mare, una sinfonia e un tavolo all'angolo della torre Eiffel, un po' di jazz alla sala civica, la sveglia e il tip tap del destino, parlare a un albero, il Nilo, in Cadillac coupé verso l'Arkansas, il rombo di Dostoevskij, il sole nero.
Questa nostra terra, il volto di uno che ha vissuto, la forma libera del peso, lacrime sulla neve, musica bianca, fiori giganti due volte l'universo, nuvole nere, la pantera in gabbia che guarda, lo spazio immortale, il signor Eliot con le maniche rimboccate che abbrustolisce il pane, Flaubert e Guy de Maupassant, una rima muta dal senso remoto, Finlandia, lucidi e lisci come un piano levigato, Gerusalemme, la via del paradosso.
Il rumore profondo dell'uomo, il sospiro astuto di uno che non si vede ma di cui si sa vagamente, un uragano nel campo di granoturco, una partita a scacchi, fate tacere la regina, il re, Karl Franz, il Titanic, Chaplin che piagnucola, Stalin, Hitler, una moltitudine di ebrei, domani è lunedì, niente danze per la strada.
Il volo di un istante: è già andato, la terra è di nuovo qui.

© 2001, Marcos y Marcos editore


L'autore
William Sarayan è nato nel 1908 in California, ed è stato il più celebre scrittore armeno di tutti i tempi. Ha scritto romanzi, racconti, sceneggiature cinematografiche e testi teatrali. Nel 1940 rifiutò il premio Pulitzer, perché non riteneva all'altezza dei suoi migliori il testo prescelto. Fu grande amico di John Fante, che lo considerò fra i propri maestri. Tra i suoi romanzi, ricordiamo La commedia umana, e In bicicletta a Beverly Hills.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




2 marzo 2001