Chiara Gamberale
Color lucciola

"Aveva assistito a scene strazianti. E forse il peggio non era ancora venuto. Fino ad allora i suoi incarichi erano durati al massimo qualche ora. Si era trattato di andare nel posto convenuto con la persona che le aveva chiesto aiuto, e far confessare, in un modo o nell'altro, chi di dovere... Ora invece, quel treno l'avrebbe portata via da casa per tutta un'estate."

Ventiquattro anni e una "grande passato" di autrice già affermata, tanto da decidere di aprire una scuola di scrittura e di dedicarsi a quest'arte in tutte le sue forme. Chiara Gamberale ha esordito giovanissima, nel 1996, riscuotendo immediatamente i favori della critica. Nel suo primo romanzo ha raccontato, con riferimenti dichiaratamente autobiografici, la dolorosa lotta contro i disturbi alimentari, che tormenta un numero sempre maggiore di ragazze e giovani donne. In Color lucciola la sua capacità narrativa rimane innegabile, mentre l'impalcatura della storia si fa ancor più solida e sicura.
Protagonisti Paolo, un ragazzo che si è volontariamente isolato dal mondo, scegliendo il silenzio per dedicarsi interamente alla scrittura, e Aletè, strana figura femminile dotata di un particolare carisma, interpellata dai genitori del giovane preoccupati per l'estraniamento cupo del figlio. Aletè, infatti, avrebbe la capacità di catturare la personalità di chi le sta accanto, obbligandolo alla comunicazione, alla confessione, alla catarsi. La storia si sviluppa su due binari paralleli: il rapporto "reale" tra i protagonisti e il mondo circostante e quello "virtuale" che i personaggi inventati da Paolo intrattengono tra loro. "Si chiamano Sofia e Ruggero i miei nuovi personaggi e rimangono lì, intrappolati nel pennino ... Ho bisogno di aiuto, Aletè. Non avrei mai creduto di arrivare a tanto, ma ho bisogno di qualcosa e qualcuno che mi richiami alla bellezza dei miei personaggi". Un complesso rapporto tra le varie figure sfocia in un dramma finale (non è possibile strappare alle tenebre l'amato senza un sacrificio rituale) che è sia tragedia che commedia, come nella migliore tradizione classica..
Forse da un'autrice di ventiquattro anni potremmo aspettarci una maggior ricerca linguistica, ma anche questa è quasi certamente una scelta. Meglio una narrazione piana e un linguaggio tradizionale, sicuro, consolidato. Per spingere sul pedale del sentimento più che sul quello della ricerca e della sperimentazione.


Color lucciola di Chiara Gamberale
Pag. 219, Lire 26.000 - Edizioni Marsilio (Farfalle)
ISBN 88-317-7645-2




Le prime righe

PARTE PRIMA
ALETÈ

1.


"È già un uomo, ma ancora un bambino... Insomma... Uno scrittore..."

"Mia madre ha un brutto male e non vuole che io lo sappia..."

"Je ne l'aimerais jamais..."

"...io, promessa al Signore, desidero l'amore di un uomo..."

"Il tutto e il niente sono due facce della stessa medaglia, mi capisce?"

"...aiutami Aletè, ti prego."

"Mademoiselle Aletè..."

"Aletè..."

"Mi capisce, signorina Aletè?"

"È già un uomo, ma ancora un bambino... Insomma... Uno scrittore..."

2.

...e meditava, solitario.
Sedeva sul panchetto di pietra chiara in giardino con le gambe accavallate, un toscano nelle labbra e fra le dita e poi fra le labbra e nelle dita. Rimaneva così fino a quando il cielo non accennava a convocare il tramonto e solo allora sembrava destarsi e rientrava nelle sue stanze in fretta, come temesse che lo spettacolo del commiato del sole, già di per sé toccante, potesse avere sul suo animo effetti disastrosi.
Ma fino a quell'ora - che oscillava fra le sette e le otto essendo piena estate - fino a quell'ora rimaneva lì, più immobile delle piccole Veneri della fontana del giardino.


© 2001, Marsilio Editori


L'autrice
Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma. Ha collaborato a il Giornale e nel 1996 ha vinto il Premio di giovane critica "Grinzane Cavour", promosso da la Repubblica. Nel 1999 è uscito il suo primo libro, Una vita sottile (premio Opera prima Orient-Express, Un libro per l'estate e Librai di Padova). Scrive e conduce il contenitore culturale Duende per l'emittente televisiva lombarda Seimilano, collabora a trasmissioni radiofoniche e cura rubriche su vari siti internet. Inoltre dirige a Roma il laboratorio di scrittura creativa "Il calamaio". Vive fra Roma e Milano.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




23 febbraio 2001