Adriana Asti

Interprete straordinaria del teatro italiano, Adriana Asti è anche commediografa e regista. La sua autrice preferita è Jane Austen, ma oltre a Orgoglio e pregiudizio ci consiglia di leggere...


Qual è stato il primo libro che ricorda di aver letto da bambina?

I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rilke.

Il primo libro che ha letto...?

N o, no certo. Non il primo, il primo libro da bambina cosciente e adulta. L'ho letto a 14 anni. Prima ne ho letti altri, di cui molti in realtà mi venivano letti. Naturalmente delle storie dolorose: Incompreso, Davide Copperfield; leggevo spesso Piccole donne, Le piccole donne crescono, ma anche le storie scritte da Jack London.

E quando la scelta è stata sua, autonoma?

M io fratello mi ha regalato Un amore di Swann di Marcel Proust, ma ero già grande, avevo 16 anni. L'ho letto e mi sono innamorata di questo autore che tutt'ora mi piace. Il mio libro preferito comunque è Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen.

Naturalmente per il suo lavoro lei ha occasione di leggere moltissimi testi teatrali. Tra questi, al di là di quelli che ha interpretato, quali ricorda di vare letto con maggior passione?

Shakespeare, certamente. Goldoni... Le letture inevitabilmente si confondono con quello che ho rappresentato e quindi i testi favoriti diventano quelli che sono stati scritti per me, come L'inserzione, Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg... I testi che poi ho recitato. Erano stati pensati per me quindi sono in realtà quelli a cui sono più vicina.

Attualmente sta rappresentando Le sedie di Jonesco. "Com'è" leggere Ionesco, secondo lei?

I l testo è del 1952. È molto datato, ma penso che sia da considerare un classico come Beckett, un altro autore che mi è molto piaciuto. Di Beckett ho fatto Giorni felici, ed era una messa in scena che mi piaceva moltissimo, sia per il testo che per lo spettacolo. L'ho molto amato. Ionesco lo considero un classico che può essere realizzato in mille modi, tra cui quello che stiamo recitando adesso: non una terroristica avanguardia, perché sono passati 50 anni.
Mi hanno chiesto anche di tradurre questo testo e l'ho fatto, con buoni risultati, non a mia detta.

Lei è anche autrice.

S ì, col tempo sono diventata commediografa. Ho scritto due commedie: Caro professore, che è andato in scena a Milano, al Teatro Franco Parenti e ha avuto molto successo e una lunga tournée con Cochi Ponzoni, e poi Alcool interpretato da Franca Valeri (sempre con la mia regia) che è andato benissimo.

I suoi testi sono stati pubblicati?

N o mai.

Per sua scelta?

N o. Uno è stato pubblicato dalla rivista "Prima Fila" e l'altro, Caro professore, da un piccolo editore [Grin, ndr]. Non sono mai stati pubblicati nel senso che non sono in una collana illustre.

Attualmente cosa legge?

R omanzi di Graham Greene. Alcuni li conoscevo, altri no. Li sto leggendo quasi per caso.

Autori italiani?

Q uello che preferisco in assoluto è Gadda. Perché sono milanese e le mie radici si confondono con le sue. Mi piace molto anche Testori, di cui ho rappresentato la Maria Brasca, un bellissimo spettacolo. Poi mi piacciono Elsa Morante, Arbasino, le poesie di Attilio Bertolucci, Alessandro Manzoni... Ho fatto dei salti, naturalmente, ma sono gli autori che mi piacciono.

Dell'ultima generazione?

Patrizia Cavalli mi piace come poetessa. Romanzi no. Raramente leggo romanzi e mai best seller. Non leggerò Baudolino.

Dovendo regalare un libro a un'amica?

L e regalerei Orgoglio e pregiudizio. È un libro che ho letto almeno dodici volte. Lo rileggo quasi tutte le estati. Jane Austen mi piace moltissimo. Ho letto anche gli altri suoi libri, ma questo è il mio favorito. E consiglio a tutti di leggerlo.

Di Giulia Mozzato


9 febbraio 2001