Patricia Cornwell
L'ultimo distretto

"Si suppone che io non batta ciglio di fronte ad alcuna vista, immagine, odore o suono. Non mi è permesso reagire con orrore come tutti gli altri. Il mio mestiere è ricostruire il dolore senza immedesimarmi, ricreare il terrore senza lasciare che mi segua fino a casa."

Kay Scarpetta (ancora una volta protagonista di un romanzo di Patricia Cornwell) non ha bisogno di presentazioni, essendo diventata ormai un personaggio annoverato tra i classici della letteratura gialla. La sua ideatrice l'ha immaginata intelligente, preparata, dinamica nel lavoro (capo dell'Istituto di Medicina Legale della Virginia), ma molto vulnerabile nella vita privata. A differenza di altri investigatori letterari, Kay non ha una vita privata felice. Come ha scritto Elisabetta Rasy, questa è la chiave vincente della Cornwell nella costruzione della sua dottoressa "far vedere come nella vita di una donna affermata non tutto sia affermativo, creare un pathos del contrasto tra successo e fallimento, uno iato incarnato tra tecnologia avanzata e arcaismi del cuore". Coerentemente con questa linea, l'autrice aggiunge una tessera al mosaico personale "negativo", una novità non secondaria nella vita del personaggio Kay Scarpetta: questa volta è sospettata di omicidio.
Dopo un incidente che l'ha coinvolta in prima persona, procurandole la frattura di un braccio, un'importante indagine giunge a compimento e viene arrestato un presunto assassino seriale accusato della morte di sette donne in Francia, a Parigi, e di due a Richmond, in Virginia, tra cui la vicecomandante della polizia di locale, Diane Bray, una collega non molto amata da Kay. Ma questo è solo l'inizio della storia, o meglio la fine della precedente, Cadavere non identificato. Jean-Baptiste Chandonne, detto il "lupo mannaro" si dichiara innocente e afferma con insistenza di essere vittima di un complotto internazionale che vuole colpirlo in quanto rappresentante di una potente famiglia. La chiave dei delitti è forse da ricercare in una lotta tra poteri mafiosi? O esiste un personaggio oscuro che uccide all'ombra di Chandonne, facendosene scudo e sfruttandone le conoscenze femminili? Le indagini devono ricominciare quasi da zero?
L'abilità di Kay come anatomopatologa non è messa in discussione, ma questa volta il forte coinvolgimento personale la renderà più vulnerabile. E due nuovi omicidi apriranno inaspettati fronti d'indagine.
"Un'ulteriore conferma dell'abilità narrativa della Cornwell - scrive Mauro Castelli su Il Sole 24 Ore - che ha recuperato quella certa caduta di creatività evidenziata nel precedente lavoro Cadavere non identificato". Un romanzo "scoperto" in cui l'autrice, forse come non mai, si espone in prima persona, lasciando trasparire quanto di autobiografico c'è in queste pagine. Sulla Cornwell molto si è scritto nelle cronache: l'omosessualità, la passione per alcune celebri dive cinematografiche, il tentativo di omicidio da parte di un marito geloso, la nevrosi depressiva, l'alcol, le crisi paranoidi causate dalla scrittura... Forse alle soglie dei cinquant'anni ha scelto di "buttare" un po' di più queste vicende personali nei suoi romanzi. Per una forma di terapia e per un successo di vendite certo.


L'ultimo distretto di Patricia Cornwell
Titolo originale dell'opera: The Last Precinct

Traduzione di Annamaria Biavasco
Pag. 437, Lire 35.000 - Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN 88-04-48189-7




Le prime righe

Prologo
DOPO IL FATTO


Il freddo dà una sfumatura livida al buio del crepuscolo e sono contenta che le tende di camera mia siano abbastanza pesanti da nascondere l'ombra riflessa sui vetri mentre faccio le valigie. La vita non potrebbe essere più assurda, in questo momento.
"Ho voglia di bere" dichiaro aprendo un cassetto del comò. "Ho voglia di accendere il camino, di bere qualcosa e di farmi una pasta. Tagliatelle paglia e fieno con i peperoni e la salsiccia. È da un sacco di tempo che ho intenzione di prendermi un anno sabbatico e andare in Italia, imparare l'italiano per davvero. Imparare a parlarlo, non solo a pronunciare il nome di qualche piatto. Oppure in Francia. Sì, in Francia. Ci andrei anche adesso" aggiungo con un tono di rabbiosa impotenza. "Potrei andare a stare a Parigi. Senza problemi." È il mio modo di rifiutare la Virginia e tutti quelli che ci vivono.
Il capitano della polizia di Richmond Pete Marino domina la mia camera da letto come un faro nella notte, le mani in tasca. Non si è offerto di aiutarmi a fare i bagagli, sapendo benissimo che non glielo avrei mai permesso. È grande, grosso e rozzo, ma è molto intelligente, sensibile e percettivo. In questo momento capisce un particolare molto semplice: meno di ventiquattr'ore fa, un uomo chiamato Jean-Baptiste Chandonne ha sfidato una notte di luna piena per entrare in casa mia. Conoscendo bene il suo modus operandi, credo di sapere che cosa mi avrebbe fatto, se gliene avessi lasciato la possibilità. Ma non voglio soffermarmi su come sarebbe a quest'ora il mio corpo straziato, per quanto io sia la persona più adatta a immaginare le terribili ferite che mi avrebbe inflitto: sono un anatomopatologo con una laurea in legge e dirigo l'Istituto di medicina legale della Virginia. Ho effettuato l'autopsia delle due donne che Chandonne ha recentemente massacrato qui a Richmond e ho studiato i dossier relativi ad altre sette che ha ucciso a Parigi.
Preferisco dire che cosa ha fatto a loro: le ha picchiate selvaggiamente, le ha morsicate sui seni, sulle mani, sui piedi e ha giocato con il loro sangue. Non usa sempre la stessa arma. Ieri sera aveva un martelletto da muratore, un attrezzo simile a una gravina. So per certo che ferite provoca, perché Chandonne ha usato un martelletto - lo stesso, presumo - anche per uccidere Diane Bray giovedì, due giorni fa. Era vicecomandante della polizia ed è stata la sua seconda vittima qui in America.

© 2001, Arnoldo Mondadori Editore


L'autrice
Patricia Cornwell è nata a Miami, Florida, nel 1956. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l'ufficio di medicina legale della Virginia. Ha esordito nel 1990 con Postmortem, con cui ha vinto l'Edgar Award americano e il premio per l'opera prima della British Crime Writers Association. Il successo, raggiunto a livello mondiale con Oggetti di reato, è andato crescendo con Quel che rimane, Insolito e crudele, La fabbrica dei corpi, Il cimitero dei senza nome, Il nido dei calabroni, Causa di morte, Morte innaturale, Punto di origine, Croce del sud, Cadavere non identificato.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




16 febbraio 2001