Aldo Forbice
Tutti gli uomini della rete

"L'identità post-industriale si rivela in uno sconvolgimento dei rapporti tra domanda e offerta, dei modi di produzione e di consumo, delle relazioni tra tempo libero e tempo di lavoro, tra finzione e realtà, tra mondi fisici e mondi immateriali."

L'interessante prefazione di Alberto Abruzzese a questo volume ha una doppia funzione: di guida alla fruizione di un testo che può essere affrontato partendo da alcune domande sostanziali, e di richiesta al lettore, "soggetto di un tempo nuovo", di dare valutazioni e risposte ai quesiti di fondo che il mondo delle reti, mutando rapporti e relazioni, pone.
La coscienza di stare attraversando un momento davvero rivoluzionario, richiede anche la responsabilità di orientarsi in esso, l'impegno a gestire questa trasformazione radicale: "la formula è esplosiva e attende le culture più adatte a governarla per ciò che di traumatico significa sia nelle routine d'impresa sia nelle routine della politica".
Il volume consiste in una serie di biografie e di interviste agli "uomini della rete" (32 uomini, nessuna donna: è evidente che in questo non si è compiuta nessuna "rivoluzione"), cioè a quegli individui che sono protagonisti dell'Era dell'accesso, e non è un caso che proprio in apertura ci sia un richiamo alle tesi di Jeremy Rifkin e ampie citazioni delle sue teorie. I loro interventi guidano alla comprensione del "fenomeno Internet", una grande realtà da cui, qualsiasi siano le opinioni dei singoli, non è più possibile prescindere, se, per quanto riguarda l'Italia, si prevede che, rispetto al 30 per cento attuale, nel 2001 entreranno in rete il 70 per cento di cittadini. È chiaro che il fenomeno è di massima rilevanza, anche perché le statistiche relative all'anno 2000 parlano di oltre 300 milioni di persone collegate a Internet nel mondo e di queste almeno un quarto ha utilizzato il commercio elettronico per i suoi acquisti.
Naturalmente anche nell'analisi di questo fenomeno esistono voci apocalittiche, altre entusiastiche, altre semplicemente tese a porre sul terreno delle problematiche sulle quali discutere. Il tema delle regole, ad esempio, vede due opposte fazioni: quelli che richiedono la totale anarchia, in nome della piena libertà della rete, e chi vede la necessità di una regolamentazione per lo meno per tutelare gli utenti dell'e-commerce, dall'informazione manipolata e "da tutti i pericoli, compresi quelli dei terroristi on line". È stata così proposta l'istituzione di un "Codice mondiale di navigazione Internet" che potrà sviluppare una nuova branca del diritto internazionale.
Gli Stati Uniti, il primo paese a vedere la diffusione della rete in termini di massa, è comunque il punto di riferimento per chiunque in Europa voglia occuparsi del fenomeno Internet, nel bene e nel male, nelle possibilità che si affacciano e nelle crisi che si possono già avvertire, come ad esempio i recenti licenziamenti operati da Amazon.
Due ampie sezioni raccolgono le interviste ("I presidenti, i direttori, super manager della rete" e "Primo piano sull'informazione on line"), che si aprono con il personaggio più emblematico di questo settore: Renato Soru, presidente di Tiscali. Direttori di importanti siti, figure di rilievo della telefonia, pubblici amministratori che si occupano di questo settore, editori e noti giornalisti, imprenditori: uno ad uno rivelano i meccanismi del loro successo, raccontano quando è nato l'interesse per il nuovo settore e prospettavo l'evoluzione delle nuove tecnologie e l'impatto che queste avranno sul mondo.
"La futurologia sino ad oggi è stata prevalentemente affidata al lavoro degli scrittori di fantascienza. Per più aspetti è lì - dentro le loro proiezioni nell'imponderabile - che si trovano le migliori analisi sociologiche del presente, le segrete matrici dell'innovazione", così dichiara Abruzzese nell'introduzione; l'operazione compiuta da Aldo Forbice è invece il tentativo di capire il presente e il futuro partendo da chi ne è, o pensa di diventarne, l'artefice.


Tutti gli uomini della rete di Aldo Forbice
Pag. 177, Lire 30.000 - Edizioni Rai Eri / Luca Sossella Editore (Cosmopoli n.7)
ISBN 88-87995-10-9




Le prime righe

Tecnoculture dell'esperienza vissuta
Passaggi nella dimensione post-industriale

di Alberto Abruzzese



Preludio e fuga per piano-forte
ovvero la cultura d'impresa di fronte al computer


La stampa specializzata così come la pubblicistica insistono ormai da qualche anno sulle magnifiche sorti o sui disastri estremi dell'ICT. Spesso nei libri dedicati al computer, alle reti e al cyberspace si trovano riflessioni eccellenti o comunque utili. Ma i flussi dell'informazione generalista - dominati dalla perversa congiunzione tra consumo e divulgazione, dunque da una forte spinta a fare consumare valori tradizionali - hanno appiattito tutto in pochi slogan. Il senso più profondo della rivoluzione cibernetica non si addice né ai lustrini della società spettacolo né alla vocazione libresca delle istituzioni culturali.
Non si è trattato solo di rumore e propaganda. Il consumo di new media in pochissimi anni è cresciuto in modo eccezionale anche in Italia, nella sfera pubblica e privata. Le piccole e grandi imprese si sono dotate di tutto ciò che l'ICT offre. Il computer è entrato nel lavoro dei partiti, delle amministrazioni, delle scuole, dell'università, dei professionisti, degli artisti. Ma, anche in questo caso, con quale grado di approfondimento e di familiarizzazione culturale? L'ICT nella stragrande maggioranza dei casi non viene sfruttata per facilitare nuovi contenuti ma serve ancora soltanto a tentare di rafforzare le vecchie procedure, salvandole dal collasso che le insidia.

In questa nota introduttiva vorrei accennare al potere liberatorio di una riflessione sulle chances offerte dalle culture e dalle pratiche del computer e cioè intrattenervi su una svolta tecnologica che, grazie alla sua qualità, al suo livello innovativo, non può essere assimilata alle precedenti. Tutto lo sviluppo della società moderna si è determinato in un movimento pendolare tra i corpi e le macchine: un continuo alternarsi di forme di distacco e di forme di ricongiunzione tra la mano e i suoi attrezzi di lavoro. Ed ecco che un bel giorno ci siamo trovati una fabbrica tra le mani, tutta nostra eppure tutta da capire se la vogliamo riconoscere davvero come nostra.
L'iniziativa personale ha bisogno di libertà. Il computer è la protesi di cui potremmo servirci per esercitarla. Ma per ottenere questo straordinario potenziamento del nostro corpo/mente e del nostro ambiente, prima dobbiamo sentirci qualcosa di nuovo dentro di noi e qualcosa di mutato fuori di noi. È il modo migliore per capire il senso delle tecnoculture - questo sono gli apparati di produzione che ci crescono tra le mani - e saperle sfruttare al meglio come sino a oggi abbiamo sfruttato la distanza variabile tra i nostri dispositivi sensoriali e le nostre macchine.

© 2001, Luca Sossella


L'autore
Aldo Forbice è vicedirettore del Giornale Radio Rai. Autore e conduttore del programma quotidiano del Gr1 Zapping da oltre sei anni. È stato vicedirettore del Gr3, caporedattore del Tg1 per sei anni e curatore e conduttore di programmi televisivi per RaiDue. È autore di oltre venti saggi di storia, economia e tematiche sociali. Per le edizioni Rai Eri ha pubblicato Intervista al Duemila. Fra i numerosi riconoscimenti, il Premio Echo dell'Unione Europea per i diritti umani e il Premio per il giornalismo Saint Vincent.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




9 febbraio 2001