Aldo Nove
Amore mio infinito

"E prima della fine dell'estate prima che mi venisse questo impossibile coraggio di baciarla prima di andare di sopra a fare le valigie prima di partire prima di leggere Topolino prima di diventare grande prima di diventare comunista o democristiano prima di finire la scuola prima di andare a letto prima che qualcosa strapiena di sì scoppiasse pianissimo le ho detto, amore mio infinito."

Aldo Nove parla d'amore? La notizia ha suscitato qualche perplessità e all'uscita di Amore mio infinito la curiosità è stata grande. Chi aveva letto le sue precedenti opere poteva aspettarsi un romanzo crudo e forte. Ed è rimasto sorpreso. Dobbiamo forse chiederci cosa significa parlare d'amore. E come si può scrivere "d'amore" senza essere retorici, scivolare nel trito sentimentalismo, da un lato, e nell'ironico cinismo dall'altro. Un equilibrio difficile. Un'impresa quasi impossibile, che ad Aldo Nove è riuscita.
Cos'è l'amore? L'amore è... Nove dà molte definizioni di questo sentimento viscerale, intenso, che proviamo sin da bambini. Per meglio dire elenca una serie di situazioni in cui l'amore si può esprimere con semplicità, con spontaneità, con dolcezza. Sono diversi momenti della vita di Matteo (la voce narrante): l'evoluzione del suo sentire l'amore, del suo patire d'amore. Matteo vuole raccontarci "quattro cose" importanti al proposito e lo fa dando vita a un romanzo della memoria e dell'esperienza in cui molti si riconosceranno. I suoi ricordi sono spesso legati ai prodotti commerciali: ai gelati in voga, ai film del momento, alle automobili, ai giocattoli... "Io l'avrei tenuta per mano e le avrei comperato il Calippo. Il Calippo, la prima volta che mi sono innamorato costava duecento lire" racconta Matteo bambino. Nella prima parte (Prima cosa. La bambina, 1982) l'amore è "quando vedi una bambina e ti viene voglia di fare la marionetta per farla ridere, oppure se sei in chiesa e lei si gira e ti batte il cuore come se hai corso un'ora e mezza e il prete può anche mettersi a dire bestemmie sull'altare che non te ne accorgi".
Ma l'amore non rimane così per sempre, l'adolescenza sconvolge tutti i sentimenti, travolge la personalità infantile e la trascina in un vortice spesso doloroso in cui si scopre che anche questo sentimento, che pare eterno quando lo si vive, in realtà "scade": "sui surgelati c'è scritta la data di scadenza. Nell'amore la scadenza arriva all'improvviso, senti un odore micidiale devi andare via di lì è l'amore, che odora". Così in Seconda cosa. I coccodrilli, 1985, il bambino diventato ragazzo racconta un nuovo modo di osservare la vita, con nuove parole per definire i pensieri e i sentimenti.
La storia prosegue sino alla maturità di Matteo, (Terza cosa. Primo bacio, 1987) mentre parallelamente scorrono le vicende politiche, sociali, culturali che hanno interessato il nostro Paese in quegli anni e Milano in particolare. Cambiano le mode, cambiano i luoghi in cui ritrovarsi e il modo di farlo, cambia il linguaggio. È cambiato anche l'amore, il modo di intenderlo e di viverlo di Matteo, il modo di raccontarlo. Siamo nel 1999 (Quarta cosa. Piazza Cordusio, 1999) e da tempo i Burghy sono stati sostituiti dai McDonald's. Anche lì si può trovare l'amore.


Amore mio infinito di Aldo Nove
Pag. 177, Lire 16.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile libero n. 785)
ISBN 88-06-14648-3




Le prime righe

Prologo
Ottobre 2000


La mia ditta è una tra le prime aziende in Italia nel settore dell'arredamento per bar, pasticcerie, gelaterie, gastronomie, alimentari, macellerie e articoli per la piccola e media distribuzione.

La mia ditta ha un know-how dovuto a oltre quaranta anni di esperienza nel settore e si sviluppa su un'area di trentaduemila metri quadrati con ventunomila metri quadrati interamente coperti e millesettecento metri quadrati di palazzina uffici ed esposizione.

La mia ditta è composta da uno staff di circa novanta collaboratori qualificati e ottimamente preparati, ha una notevole rete di vendita tra concessionari e rivenditori in tutte le maggiori città in Italia e all'estero.

I prodotti della mia ditta possono coprire tutte le esigenze di mercato con moduli d'arredamento realizzati con materiali di prima qualità e a costi contenuti e ciò grazie a un continuo rinnovamento tecnologico, rinnovamento voluto e perseguito attraverso la ristrutturazione dei vari processi produttivi per affinare e migliorare il risultato finale nel suo insieme.

I prodotti della mia ditta sono privi di Cfc.
I Cfc sono derivati alogenati degli idrocarburi. Non sono tossici ma sono gas-serra ventimila volte più efficaci dell'anidride carbonica e per il fatto di essere chimicamente inerti raggiungono lo strato di ozono nella stratosfera dove il cloro in essi contenuto si libera e decompone l'ozono con una reazione ciclica provocando una riduzione dello schermo che protegge la vita terrestre dai raggi ultravioletti.

La produzione di Cfc e il loro consumo (per esempio nelle bombolette spray, nei frigoriferi o nelle plastiche espanse di altre ditte) sono stati fortemente ridotti attraverso l'applicazione della Convenzione di Vienna del 1985 e gli accordi di Montreal del 1987.

Io lavoro qui dai primi giorni di Febbraio 2000. Mi sono laureato l'anno scorso ha ventotto anni ho fatto diversi lavori. L'oggetto specifico del mio lavoro è la vendita di vasche per il pesce.

© 2001, Giulio Einaudi editore


L'autore
Aldo Nove è nato a Varese e vive a Milano. Ha pubblicato Woobinda e altre storie senza lieto fine, Puerto Plata Market e Superwoobinda. Nelle pagine di Café Letterario troverete anche un'intervista.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




9 febbraio 2001