La biografia
La bibliografia


John Fante
La grande fame
Racconti 1932-1959

Sedevano in circolo gli uomini della nostra famiglia. Zio Giulio, il macellaio, il padrone di casa; zio Clito, il barbiere; zio Pasquale, lo scalpellino; zio Tony, il camionista; zio Attilio, l'operaio. Mio padre, il mastro. Pigiati nel piccolo salotto adorno, bevevano vino e fumavano sigari, e sotto quei vestiti della domenica, tutti a puntino, i loro corpi bassi e tarchiati si accaldavano e sudavano.


Con il ritrovamento di questi diciassette racconti e del prologo integrale a Chiedi alla polvere, il curatore della raccolta, Stephen Cooper, può dire di aver avuto una notevole fortuna. Nascosti nei cassetti di un mobile chiuso in uno sgabuzzino, in mezzo ai più diversi fogli di carta, alle ricevute e a biglietti conservati come ricordo di una vita, i racconti sono miracolosamente apparsi agli occhi di Cooper che aveva chiesto alla moglie di Fante, Joyce, di poter guardare il materiale non accora reso pubblico per concludere la biografia che stava scrivendo sull'autore italoamericano. La moglie, sostenitrice da sempre delle capacità letterarie del marito e, dopo la sua morte, molto attiva a tenere desta la memoria dei lettori, aprì nell'estate del '99 quel prezioso ripostiglio, permettendo a Cooper di frugare nei cassetti e di prendere tutto il materiale utile che vi avesse trovato. Saltarono così fuori questi racconti che, riprendendo lo stile e le tematiche proprie dello scrittore, saranno di certo molto amati dai numerosissimi cultori di Fante e considerati una specie di miracolo.
Quella cultura italo-americana, quelle famiglie litigiose e cariche di passione che sono protagoniste di tante pagine ritornano qui con tutta la vitalità e la quotidiana vivacità a cui l'autore ci ha abituati. Dal contrabbandiere "pentito", ai bambini che ascoltano spaventati dalle loro stanze i litigi di mamma e papà, alla fanciulla troppo chiacchierata ma tanto attraente, al ragazzino che la sorella considera destinato a diventare papa ma che gli amici non giudicano proprio santo, alla povera signora Bandini che piena di umiliazione riesce a portare a casa qualcosa per cena anche senza pagare: Fante, "l'interprete della psicologia umana", come lui definisce se stesso in quanto scrittore, fotografa scene quotidiane, immagini di assoluta normalità con l'affetto con cui guarda tutto il mondo della sua infanzia e della sua adolescenza, il mondo reale che ha conosciuto e che ricorda, ma anche il mondo che lui, nella sua professione, ha inventato, i personaggi di fantasia nati dalla sua penna: "datemi un romanzo bizzarro su un uomo e sulla sua compassione per il genere umano". La solitudine in cui può maturare la creazione è stata nella biografia di Fante spezzata dalla presenza affettuosa di una famiglia d'origine un po' ingombrante, di una moglie innamorata e tenace, di figli piuttosto difficili. Il figlio Dan, scrittore anche lui, con un passato molto tormentato, lo ricorda con ammirata nostalgia, lo considera un maestro e del suo insegnamento artistico resta più di una traccia nel suo romanzo Agganci apparso in traduzione italiana pochi mesi fa.
Non solo la comunità italoamericana ma ogni minoranza etnica ha suscitato l'interesse di questo scrittore che compie un'operazione davvero eccezionale: semplificando linguaggio e comportamenti, riesce a creare l'immediatezza della vita e ancor di più è in grado di mostrare come ogni uomo, qualsiasi sia la sua cultura d'origine, vive impulsi, emozioni, sentimenti, rabbie molto simili così da infrangere ogni barriera tra popoli diversi.
L'importanza nella narrativa contemporanea di Fante è dimostrata non solo dall'essersi trasformato in scrittore di culto per molti americani e europei, ma per il numero elevatissimo di imitatori del suo stile. Autore anche fortemente contaminato dal cinema e dal teatro, in quanto la parte del dialogo è spesso preponderante e le psicologie dei personaggi emergono più dai confronti verbali che dalle descrizioni.

Molti sono stati i volumi recensiti da Café Letterario: Il caso dello scrittore tormentato e Quella donnaccia, Dago Red, Il Dio di mio padre, Lettere. 1932-1981, I piccoli fratelli


La grande fame. Racconti 1932-1959 di John Fante, a cura di Stephen Cooper
Titolo originale: The Big Hunger
Traduzione di Francesco Durante
Pag. 331, Lire 27.000 - Edizioni Marcos y Marcos (Gli Alianti n.80)
ISBN 88-7168-306-4

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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Mi scompiscio, Dibber Lannon

Dibber Lannon ha un fratello più grande. Si chiama Pat Lannon. Dibber mi ha detto che suo fratello Pat un giorno o l'altro diventa papa. Be', di sicuro Dibber è fuori di testa. Dibber ha detto che Pat diventerà il più grande papa del mondo, più grande perfino di papa Pio. Mi scompiscio, Dibber Lannon!
Ecco perché:
Pat Lennon stava in terza media quando io e Dibber stavamo in terza elementare. Me lo ricordo bene. Un gran fratello davvero! Puah! Era uno spione, ecco che cos'era. Il campione degli spioni della scuola, e ancora detiene il record. Dibber questo non lo sa. Come potrebbe? Era il fratello piccolo, e come poteva un fratello piccolo sapere che suo fratello maggiore era uno spione? Chi glielo diceva? Nessuno. Bene, mi scompiscio, Dibber Lannon.
Ho sentito certi ragazzi grandi della scuola che parlavano di Pat Lannon. Ne sapevano di tutti i colori. Per esempio quella volta che dicevano che andavano ad Applicazioni Tecniche ma non c'erano andati e invece si erano dati. E lui cosa fa? Va dal signor Simmons e lo accompagna al cavalletto. Quelli erano là sotto a fumare. Il signor Simmons li ha bocciati tutti quanti tranne Pat Lannon. E questo è il fratello di Dibber Lannon. Ed è lo stesso fratello che secondo Dibber diventerà papa.
Quando Pat Lennon andava alla nostra scuola io ero soltanto in terza elementare. Lui era in terza media. Ma me lo ricordo. Era un tipo assai stravagante. Mezzo matto. Portava gli occhiali. E girava gli occhi di qua e di là. Guardava da una parte ma gli occhi andavano per conto loro. Portava i sandali. Davvero un gran fratello! I ragazzi più grandi dicevano che quando Pat stava in prima aveva perfino la frangetta! E uno così doveva diventare papa? Oh oh.
Ogni anno la nostra scuola mette su una recita. Mi ricordo di quando in queste recite c'era anche Pat Lannon. Le recite non sono mai granché. Voglio dire, fanno proprio schifo. Le scrivono le suore. Non sono nemmeno delle recite. Sono come delle sacre rappresentazioni. Cose assai sceme. Non c'è azione, nessuno viene ucciso, e nessuno dice mai qualcosa di divertente. Le ragazze non hanno il permesso di recitare. I ragazzi si mettono addosso certe vesti fatte con le lenzuola. È tutto molto pazzesco. Ciascuno ha una parte del cavolo. Tipo che uno fa il Peccato. E un altro la Purezza. E un altro la Fede. E un altro la Misericordia. Si va avanti così molto a lungo. E tutto viene detto con un'aria molto pia, come Gesù.
Viene fuori il Peccato. Dice qualcosa con un'aria molto pia. Poi tocca alla Fede. Dice: "Salve! Poi ch'io sono la Fede, reco un messaggio!" E poi arriva la Speranza. Dice alla gente chi è e che fa. Poi è il turno della Carità, o dell'Umiltà, o di qualcos'altro ugualmente pazzesco. Tutti quanti si radunano al centro del palco e aspettano. Che cosa? Aspettano l'Amore! E chi fa l'Amore? Pat Lannon! Ogni volta! Viene fuori e grida: "Salve! Poi ch'io sono l'Amore! E reco pace alla terra e buona volontà agli uomini!" La gente in prima fila pensa che sia davvero troppo bello. Applaudono e applaudono. Bel papa!
Pat Lannon era un gran ruffiano con le suore. Aveva una bicicletta. Sbrigava commissioni per loro. Si fermava fino a sera a fare lavoretti. Puliva i cancellini e lavava le lavagne. Correggeva anche i compiti. I grandi gli dicevano che gli davano un pugno sul naso se li bocciava. Però lui gli toccava di bocciare qualcuno perché la cosa sembrasse credibile. E che faceva? Bocciava le ragazze. E perché? Perché erano le uniche della scuola cui poteva darle! E Dibber diceva che lui sarebbe diventato papa! Mi scompiscio!
Russell Meskimen era uno dei grandi. Uno che a Pat gli menava sempre. Una volta Russell toccò di fermarsi a scuola dopo le lezioni perché aveva scritto parolacce sul marciapiede. Suor Cletus era la sua insegnante. E gli promise che lo lasciava andare a casa se le faceva un servizietto. Russell pensò di potersela cavare a buon mercato, e disse "ma certo". Però c'era un problema.
Disse suor Cletus: "Va' da Gales' e comprami venti rotoli di carta igienica, e falli mettere sul conto delle Sorelle della Carità".
Oh oh. Un brutt'affare.
Russell non poteva dire di no. Perciò disse di sì. Però lui non aveva nessuna voglia di farlo. Gales' è proprio in centro. Che avrebbe pensato tutta quella gente? Fossero stati uno o due rotoli, pazienza, ma venti! E per le suore! Si sa com'è fatta la gente. Cacchio, ti ridono in faccia per niente. Russell andò a prendere la bicicletta.

© 2001, Marcos y Marcos

biografia dell'autore
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John Fante, nato in Colorado nel 1909 e morto a Los Angeles nel 1983, è tra i maggiori scrittori del Novecento americano. Nel 1938 pubblicò il suo primo romanzo Aspetta primavera, Bandini. L'anno seguente fu dato alle stampe Chiedi alla polvere. Dopo un periodo di lavoro a Hollywood come sceneggiatore, Fante pubblicò altri tre romanzi: Full of life (1952), La confraternita del Chianti (1977) e Sogni di Bunker Hill (1982). Alla sua morte, nel 1983, la moglie Joyce portò alla luce vari inediti.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Fante John, A ovest di Roma, tr. di Osti A., 1997, 212 p., Lit. 25000, "Le strade" n. 1, Fazi (ISBN: 88-8112-033-X)

Fante John, Un anno terribile, a cura di Veronesi S., tr. di Osti A., 1997, 140 p., Lit. 22000, "Le strade" n. 6, Fazi (ISBN: 88-8112-049-6)

Fante John, Un anno terribile, a cura di Veronesi S., tr. di Osti A., 1996, XVI-116 p., Lit. 22000, "Le porte" n. 17, Fazi (ISBN: 88-8112-017-8)

Fante John, Aspetta primavera, Bandini!, tr. di Corsi C., 2 ed., 1995, 190 p., Lit. 24000, "Gli alianti" n. 30, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-130-4)

Fante John, Il caso dello scrittore tormentato, tr. di Durante F., 2000, 109 p., Lit. 15000, "I fante" n. 3, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-268-8)

Fante John, Chiedi alla polvere, tr. di Castagnone M. G., 1994, 196 p., Lit. 24000, "Gli alianti" n. 22, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-105-3)

Fante John, La confraternita del Chianti, tr. di Durante F., 1995, 192 p., Lit. 24000, "Gli alianti" n. 27, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-122-3)

Fante John, Dago Red, a cura di Durante F., 1997, 142 p., Lit. 22000, "Gli alianti" n. 41, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-180-0)

Fante John, Il dio di mio padre, a cura di Durante F., 1997, 134 p., Lit. 22000, "Gli alianti" n. 48, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-205-X)

Fante John, Full of life, tr. di Osti A., 1998, 160 p., Lit. 25000, "Le strade" n. 12, Fazi (ISBN: 88-8112-067-4)

Fante John, La grande fame, a cura di Cooper S., tr. di Durante F., 2000, 331 p., Lit. 27000, "Gli alianti" n. 80, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-306-4)

Fante John, Lettere (1932-1981), a cura di Cooney S., tr. di Osti A., 1999, 504 p., Lit. 35000, "Le terre" n. 24, Fazi (ISBN: 88-8112-121-2)

Fante John, Una moglie per Dino Rossi, tr. di Martone M., 3 ed., 1988, 116 p., Lit. 12000, "La memoria" n. 179, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0494-4)

Fante John, I piccoli fratelli, tr. di Durante F., 2000, 192 p., Lit. 15000, "I fante", Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-272-6)

Fante John, Quella donnaccia, tr. di Durante F., 2000, 101 p., Lit. 15000, "I fante" n. 4, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-273-4)

Fante John, La strada per Los Angeles, tr. di Durante F., 1996, 168 p., Lit. 24000, "Gli alianti" n. 39, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-173-8)

Fante John, Tesoro, qui è tutto una follia. Lettere dall'Europa (1957-60), a cura di Durante F., tr. di Osti A., 1999, 120 p., Lit. 12000, "Le nuvole" n. 9, Fazi (ISBN: 88-8112-104-2)

Fante John, Troppo in gamba quel ragazzo, tr. di Durante F., 2000, 128 p., Lit. 14000, "I fante", Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-275-0)



2 febbraio 2001