Elizabeth George
E liberaci dal padre

"Il corpo era privo di testa. Quell'unico e macabro dettaglio era il solo elemento rilevante delle foto che i tre poliziotti della squadra investigativa, riuniti attorno al tavolo rotondo di Scotland Yard, si stavano passando."


Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1989 da Sonzogno, questo romanzo, l'opera d'esordio dell'americana Elizabeth George, non aveva avuto una grande eco di successo e vendite. L'autrice era allora sconosciuta nel nostro paese. Ora le cose stanno molto diversamente. Soprattutto dopo il grande impatto sui lettori del romanzo Il morso del serpente, che ha trasformato la George in una scrittrice di culto per gli appassionati di thriller psicologici. Ormai introvabile la prima edizione, la Longanesi ripropone E liberaci dal padre, la prima storia in cui appaiono gli investigatori Thomas Lynley e Barbara Havers, protagonisti di molti romanzi successivi.
Il primo è un dongiovanni fascinoso, sempre alla ricerca di una nuova conquista femminile. Un uomo brillante, intelligente e carismatico. La seconda è una donna poco attraente che "sembra anche che faccia di tutto per essere tale". Una figura tarchiata, "solida e del tutto inavvicinabile". L'unica donna che possa lavorare accanto a Lynley senza essere travolta dalla sua corte serrata. L'occasione per trovarsi e lavorare insieme è data da un omicidio molto particolare, quello di William Teys, un contadino di Keldale, nello Yorkshire. Il cadavere di quell'uomo grande e grosso è stato trovato decapitato nella sua fattoria. Il colpevole, per sua stessa ammissione, è la figlia Roberta. Pur considerando la straordinaria efferatezza dell'assassinio, l'indagine sembrerebbe iniziare e finire lì. Ma tutti quelli che hanno conosciuto la ragazza non possono credere che sia l'autrice di quell'atto così truculento, neppure padre Hart, che ha scoperto il cadavere e raccolto la confessione della giovane donna. È proprio quest'ultimo che decide di chiedere aiuto a Scotland Yard, certo che gli investigatori locali non abbiano svolto correttamente il proprio dovere. L'ispettore Linley e il sergente Havers scopriranno presto che i dubbi di padre Hart erano fondati e che il piccolo centro agricolo di Keldale, dall'apparenza così tranquilla nasconde dietro le linde facciate delle case (anche quella dei Teys) una realtà sommersa molto differente.
Un romanzo di grande suspense, "riscoperto" recentemente anche all'estero. È infatti programmato per il 4 febbraio 2001 il passaggio televisivo serale, sul canale della BBC, della versione cinematografica per la televisione della storia, che è stata supervisionata direttamente dall'autrice.

E liberaci dal padre di Elizabeth George
Titolo originale dell'opera: A Great Deliverance
Traduzione di Laura Battaglia e Monica Mazzanti
389 pag., Lit. 33.000 - Edizioni Longanesi (La Gaja scienza n. 630)
ISBN 88-304-1896-X




Le prime righe

1

Era stato proprio un gran maleducato. Le aveva starnutito fragorosamente in faccia, inondandola di schizzi, dopo aver resistito allo stimolo per almeno tre quarti d'ora, neanche fosse stato l'avanguardia di Enrico Tudor nella battaglia di Bosworth. Purtroppo alla fine era stato costretto alla resa. Non solo, ma subito dopo lo starnuto, per andare di male in peggio, si era anche messo a tirar su col naso.
La donna adesso lo stava fissando. Apparteneva a quel genere di persone alla cui presenza si sentiva un perfetto idiota. Era alta almeno uno e ottanta e vestiva con la trascurata eleganza tipica dell'alta società inglese. L'età era indefinibile; quella creatura senza tempo lo scrutava con occhi d'un azzurro acciaio, occhi in grado di far scoppiare in lacrime più d'una cameriera. Doveva aver passato da un pezzo i sessanta. Forse era addirittura vicina agli ottanta, chissà. Stava seduta impettita con le mani serrate in grembo in una perfetta postura da scuola di portamento che non concedeva niente alla comodità dell'individuo.
Non gli toglieva quegli occhi di dosso. Fissò il suo collarino da prete, poi il naso che indiscutibilmente gli gocciolava.
Oh, scusi tanto, carissima. Non vorremo permettere che un inconveniente come uno starnuto rovini questo nostro felice incontro, no? Era sempre spiritosissimo quando si limitava a fare mentalmente le sue considerazioni. Il disastro accadeva quando cercava di esprimerle a parole.
Lui tirò ancora su con il naso. E lei lo guardò ancora. Perché diavolo viaggiava in seconda classe? Era salita con grazia a Doncaster, come una vecchia Salomè con più di sette veli addosso, e aveva passato il resto del viaggio a sorseggiare il caffè imbevibile delle ferrovie e a osservare con aria di disapprovazione il prete cattolico che aveva di fronte, come a voler enfatizzare la superiorità della Chiesa d'Inghilterra.
E poi gli era venuto da starnutire. Da Doncaster a Londra si era comportato così bene da sperare di farsi perdonare la sua appartenenza alla Chiesa cattolica. Ma, ahimè, lo starnuto aveva sancito un'irrevocabile condanna.

© 2001, Longanesi & C.


L'autrice
Elizabeth George, nata a Warren (Ohio) nel 1949, è diventata una delle scrittrici contemporanee di thriller psicologici più amate dalla critica e dai lettori. Tra i titoli pubblicati in Italia ricordiamo: Un pugno di cenere, In presenza del nemico, Il prezzo dell'inganno, Il morso del serpente.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




2 febbraio 2001