Zhou Weihui
Shanghai Baby

"La morte è una forma di esternazione della noia, è la conseguenza logica e ragionevole della noia spinta all'estremo. Ci ho pensato a lungo, forse per tutta la vita. Nei momenti in cui raggiungo l'illuminazione, sono disposto a morire tranquillamente, senza vergogna: un uomo come me non può permettersi di umiliare se stesso permanentemente, di uccidere la propria anima."


Nell'immaginario occidentale, nonostante le immagini che giungono dalla televisione o le cronache giornalistiche, la Cina rappresenta ancora un universo di diversità, una cultura "altra", una concezione della vita lontana dal nostro borghese malessere. Proprio per questo il romanzo di Zhou Weihui può essere una specie di choc. La sensazione insomma che globalizzazione c'è stata, culturalmente parlando, ma di sofferenza, di dolore, di noia e di perdita di valori.
La vicenda si svolge in una modernissima Shanghai e vede una giovane scrittrice, Coco, alle prese col suo primo romanzo, che segue la pubblicazione di alcuni suoi racconti che hanno ottenuto un successo imprevisto: su di esso Coco investe moltissimo, è la sua ragion d'essere e la sua speranza di futuro. Conosce un ragazzo, bellissimo e triste: è subito amore ma il rapporto, che diventa in breve intenso e forte, non può dare l'appagamento che dovrebbe in quanto Tiantian (questo è il nome del ragazzo) è impotente e la sofferenza che ha alle spalle ne ha minato per sempre la serenità. Il padre era improvvisamente morto in Spagna dove si era recato per raggiungere la moglie, trasferitasi in quel Paese e là rimasta dopo la morte del marito. La donna si era poi felicemente risposata e l'unico contatto col figlio (che nutriva rancore nei suoi confronti) era rimasto un assegno che gli inviava mensilmente.
Il rapporto tra i due ragazzi è dominato da un erotismo estenuato, dolcissimo, che solo apparentemente appaga, ma che mostra tutti i suoi limiti quando Coco incontra Mark, un giovane tedesco con moglie e figlio che trascorre a Shanghai un breve periodo. Il rapporto con Mark è appassionato, clandestino, molto coinvolgente, e provoca una certa lontananza da Tiantian che resta all'oscuro di tutta la vicenda. Coco si assenta per qualche tempo e al ritorno scopre che il ragazzo, che lei aveva continuato ad amare teneramente, stava annegando nella droga la sua angoscia esistenziale. Il periodo di disintossicazione in un centro specializzato non risolverà il problema, così come il senso di colpa non allontanerà davvero Coco da Mark. Alla tragica conclusione della vicenda si contrappone il buon esito del romanzo della cui scrittura si parla lungo tutto la narrazione come fosse un filo conduttore. "Gli esseri umani muoiono soprattutto a causa del benessere diffuso e incontrollato e della decadenza morale, che uccide la nostra anima. L'umanità fa male a se stessa e si autodistrugge". Questa riflessione dell'autrice è davvero chiarificatrice dello spirito del libro: esiste una sofferenza generazionale, che non riesce a trovare valori sostitutivi a quelli irrimediabilmente crollati, la perdita di moralità ha lasciato il vuoto, il consumismo toglie valore ad ogni cosa, anche alle persone. Bene, queste analisi sarebbero identiche negli Stati Uniti o in Europa, luoghi in cui è palpabile la caduta dei valori e la sofferenza delle ultime generazioni, stupisce invece che valgano anche per la Cina. Forse, proprio per questo il libro è stato vietato in patria, le copie già distribuite ritirate dalle librerie e bruciate anche se di quel libro si era alla sesta ristampa e ne erano già state vendute 110 mila copie in poche settimane. L'intervento censorio, certo non raro in Cina, fa capire come la giovane e bella Zhou avesse colpito nel segno: il miracolo cinese ha pagato un prezzo molto alto e la vitalità dell'economia mostra però come possa esistere uno stato in cui si intreccino i peggiori vizi di un paese capitalista e la repressione propria di un regime comunista.


Shanghai Baby di Zhou Weihui
Titolo originale: Shanghai Baobei
Traduzione di Yuan Huaqing
Pag. 320, Lire 28.000 - Edizioni Rizzoli (La Scala)
ISBN 88-17-86715-2




Le prime righe

HO TROVATO L'AMORE

Dora Says: "Have children".
Mama and Betsy say: "Find yourself a charity,
help the needy and the crippled
or put some time into Ecology".
Well, there's wide wide world of noble causes
and lovely landscapes to discover,
but all I really want to do right now
is find another lover!

Joni Mitchell, Canzone per Sharon



Il mio nome è Ni Ke, ma gli amici mi chiamano Coco. Che coincidenza! Anche il mio idolo si chiama Coco (Chanel di cognome): è una signora francese conosciuta in tutto il mondo, morta all'età di novant'anni. Nel mio cuore lei è seconda solo a Henry Miller.
Ogni mattina, quando apro gli occhi, penso subito che dovrei fare qualcosa di straordinario, per attirare l'attenzione della gente. Desidero compiere una metamorfosi, trasformarmi un giorno o l'altro in uno sfavillante fuoco d'artificio che si lancia fragorosamente in alto, al di sopra della città: è la ragione della mia esistenza.
Questo stato d'animo in gran parte si spiega col fatto che vivo a Shanghai, avvolta sempre da uno smog asfissiante e immersa in pettegolezzi perpetui e opprimenti. Ho ereditato anche il senso di superiorità di essere shanghaiese, un'attitudine, nata all'epoca coloniale quando Shanghai era divisa in varie concessioni sotto la giurisdizione delle potenze occidentali, che mi stimola, mi eccita, penetra nel mio cuore sensibile e presuntuoso, e suscita in me, che sono una giovane donna, amore e odio.
Ho appena compiuto venticinque anni. Un anno fa ho pubblicato un volume di racconti, che non mi ha fatto guadagnare molti soldi ma mi ha reso molto famosa (ho ricevuto dai lettori di sesso maschile molte lettere d'amore, corredate quasi tutte di fotografie porno). Tre mesi fa ho dato le dimissioni dalla rivista dove lavoravo come giornalista, e ho trovato subito un altro lavoro come cameriera presso il Lotti's Bar, dove la divisa consisteva in una minigonna che metteva in mostra le mie bellissime gambe per la felicità dei clienti.

© 2001, RCS Libri


L'autrice
Zhou Weihui, ventisette anni, si è laureata in letteratura nella prestigiosa università di Fudan a Shanghai e ha lavorato come giornalista, redattrice, speaker, barista, percussionista, grafica pubblicitaria, regista, attrice e drammaturga. Ha pubblicato quattro romanzi prima di Shanghai Baby. Nonostante la censura governativa, è oggi la più popolare scrittrice cinese.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




2 febbraio 2001