![]() ![]() La biografia | Yu Miri Oro rapace Se sono colpevole è giusto che sia punito, ma prima devono riuscire a prendermi. Se dovessero arrestarmi, mi arrenderò, perché significa che ho perso. Ma perché, ancor prima di essere stato sconfitto, devo essere io a presentarmi davanti a loro con le mani tese in avanti? Che fine hanno fatto le geishe, sopravvissute per millenni nella società giapponese (e diventate figure leggendarie in Occidente) con la loro cultura, l'eleganza dei modi, lo sguardo altero, i visi bianchi di cipria? Dalle prime pagine del romanzo di Yu Miri sembrerebbero svanite nel nulla, perché lungo le strade delle metropoli nipponiche stazionano prostitute completamente assimilate al modello etico ed estetico del resto del mondo industrializzato. E cosa ne è stato delle lunghe e raffinatissime cerimonie del tè? Forse ora sono sostituite dagli alienanti incontri nelle salette del karaoke, piccoli box in cui ritrovarsi insieme per cantare su una base musicale e seguendo le parole sul video di una televisione? Yu Miri descrive la cultura giapponese odierna, con le sue contraddizioni, con i limiti comuni a tutte le società occidentali, con la violenza sempre più diffusa e gratuita, vissuta quasi come strumento di crescita da parte degli adolescenti, inquieti e insoddisfatti, che vivono esattamente le medesime esperienze di quelli europei o americani. Il romanzo si apre con uno stupro commesso da un gruppo di giovani su una coetanea che si accorge troppo tardi della situazione pericolosa in cui involontariamente si ritrova. È un dramma per molti versi simile a quello raccontato nel film Rashomon di Akira Kurosawa (tratto da due racconti, Rashômon e Yabu no naka, di Akutagawa Ryunosuke, autore dell'inizio del Novecento), ma il contesto è assolutamente cambiato. Per questi giovani dignità, onore, coerenza sono parole senza senso, come lo sono per i loro genitori. Non c'è rimorso, non ci sono punizioni e sembra non esserci più una legge. Kazuki, il quattordicenne ricco e viziato protagonista (uno degli stupratori), perde di vista i confini morali dell'esistenza, confondendo la realtà virtuale con la verità, lo "sballo" con la vita quotidiana, e si trasforma in un essere incapace di avere relazioni normali con le persone che lo circondano. La colpa è degli adulti che si disinteressano di lui, della società che premia solo chi possiede il denaro, che non condanna con voce sufficientemente forte chi si prostituisce, chi ruba, chi spaccia droga. Kazuki è un ragazzino con Rolex al polso, che consuma cocaina, che gestisce i rapporti interpersonali sulla base del potere acquisito, per interposta persona, dalla posizione direttiva del padre, proprietario di sale di pachinko (un gioco d'azzardo assai simile al flipper). Ha un fratello con deficit mentali e una sorella che si prostituisce per noia. Uccide prima un cane, con una ferocia inaudita, e poi suo padre e, alla fine, non riesce più a uscire da una spirale di follia. Come è accaduto che la società giapponese si trasformasse in così poco tempo, sino a soffrire dei medesimi mali di ogni altra società occidentale? Leggendo Oro rapace sembrerebbe impossibile trovare una risposta a questo interrogativo e una via d'uscita a una condizione che (anche se descritta nella sua forma patologica più acuta) degenera giorno dopo giorno. Quella di Yu Miri è una denuncia, ispirata a un fatto vero accaduto nel 1997 ed è la fotografia di una situazione che molti scrittori in altrettanti paesi del mondo stanno contemporaneamente scattando. E che l'editoria nostrana è pronta a tradurre e pubblicare con tempestività: la versione italiana di questo romanzo appare prima di quella americana (prevista per febbraio) o francese. Oro rapace di Yu Miri Titolo originale dell'opera: Gold Rush Traduzione dal giapponese di Mimma De Petra 351 pag., Lit. 30.000 - Edizioni Feltrinelli (I Canguri / Feltrinelli) ISBN 88-07-70131-6 Di Giulia Mozzato |
| le prime pagine ------------------------ |
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Nessuno dei passanti sembrava fare caso a Kazuki che procedeva diritto lungo via Isezaki. La strada, avvolta dall'alone di luce creato dai forti raggi del sole, sembrava un paesaggio irreale. Man mano che i negozi ai due lati della strada riacquistavano le sfumature di ombra, il ragazzino cominciò a camminare più lentamente, per poi scomparire dopo aver svoltato di scatto a destra. | |
| biografia dell'autrice ------------------------ | |
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Yu Miri è nata nel 1968 in Giappone, ma è di origine coreana. Molto presto si è dedicata al teatro come attrice e autrice ed è poi passata alla scrittura. Attualmente in Giappone è considerata una delle scrittrice di maggior successo. Ha vinto nel 1997 l'Akutagawa Prize, considerato il più importante premio letterario giapponese, con Family Movie.
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26 gennaio 2001