David Lodge
Panni sporchi

"Sì. Lei distrugge la vita della gente. Lei prima si insinua in casa delle persone adulandole in modo disgustoso e le induce a esprimere considerazioni imprudenti, poi tradisce la loro fiducia, mandando in frantumi la loro autostima e distruggendo la loro serenità"


La prefazione al romanzo, scritta dallo stesso Lodge, presenta l'iter compositivo di Panni sporchi, la scelta inconsueta di trasformare un'opera teatrale in romanzo, le difficoltà che questa riscrittura ha posto all'autore, e le differenze stilistiche e di analisi dei personaggi tra le due versioni. Sicuramente anche nel romanzo il dialogo è dominante e questa scelta stilistica arricchisce di una particolare vivacità e brio la trama.
Al centro della vicenda è il mondo della comunicazione: sceneggiatori, scrittori, giornalisti, tutte figure che utilizzano la penna, ma che non sempre hanno nobili scopi per farlo.
Si parte dal comportamento scorretto e velenoso di una giornalista, Fanny Tarrant, nota e temuta nell'ambiente e capace di demolire l'individuo che ha preso di mira. Questo è avvenuto proprio con Samuel Sharp, notissimo sceneggiatore di programmi televisivi che la terribile penna di Fanny ridicolizza e insulta attraverso un'intervista, trasformata dall'astuta giornalista in un articolo di costume sul Sentinel Review, giornale dalla diffusione vastissima in Inghilterra e estremamente popolare. Sam, offeso e preoccupato, si rivolge ad un amico scrittore piuttosto conosciuto che da tempo però è in crisi "ispirativa", Adrian, e cerca di escogitare, insieme a lui, un modo efficace per vendicarsi. La trappola potrebbe essere questa: far sì che Adrian sia intervistato dalla pericolosa Fanny e poi batterla sul tempo, cioè scrivere un articolo satirico su di lei.
L'intervista viene organizzata, la giornalista si reca nella casa dello scrittore e, dopo i primi momenti di tensione, il clima tra i due si trasforma, diventa amichevole, addirittura intimo. Così la registrazione che lo scrittore stava facendo della conversazione con la giornalista rivelerà alla moglie di Adrian confidenze che la riguardano e che non avrebbe di certo desiderato venissero dette in pubblico, inoltre l'atteggiamento dei due al suo rientro la innervosisce a tal punto da confidare alla giornalista le vere ragioni per cui il marito aveva smesso di scrivere e altri particolari della sua vita privata molto delicati.
Tutto ciò crea un vero scompiglio nelle vite dei tre protagonisti, ma un evento tragico della cronaca recente, attirando su di sé l'attenzione di tutto il mondo, distrarrà (e in qualche modo salverà) i rapporti interpersonali tra Adrian, Sam e Eleanor (la moglie gelosa). Proprio quest'ultima parte che getta il lettore nella cronaca, con la vicenda di Diana e della sua drammatica morte, pare quasi la più pungente: l'attenzione di tutti viene attratta, senza scampo, dall'evento maggiormente gonfiato dai media, così che ci si dimentica addirittura di ciò che riguarda noi stessi. La storia appare in un certo senso non conclusa, ma semplicemente sospesa: non sapremo mai quello che la perfida e bella giornalista aveva scritto su Adrian, né come aveva utilizzato le confidenze vendicative di Eleanor, né se la crudele Fanny sarebbe poi diventata vittima delle sue stesse armi. Ma questo è proprio quello che capita con gli scandali costruiti dai media: dopo il clamore, l'oblio.

Per conoscere meglio David Lodge è possibile leggere su Café una sua intervista.

Panni sporchi di David Lodge
Titolo originale: Home Truths
Traduzione Mary Buckwell e Rosetta Palazzi
Pag. 137, Lire 23.000 - Edizioni Bompiani (Narratori stranieri)
ISBN 88-452-4659-0




Le prime righe

1


Il villino si trova isolato alla fine di una strada carrareccia, solcata da tracce di ruote, che, dividendosi dalla via principale, conduce verso il villaggio che dista un miglio. È facile oltrepassare con l'auto l'apertura della siepe, senza notare il piccolo cartello di legno dipinto a mano, sbiadito e alterato dal tempo, inchiodato a un palo, che reca il nome "Ludlow", e senza rendersi conto che conduce a un insediamento umano. Una lieve gibbosità del terreno e un boschetto di faggi nascondono dalla strada il villino e i fabbricati annessi.
Questa non è una delle zone più pittoresche del Sussex, ma solo un'area limitata di terreno agricolo piuttosto squallida, situata in mezzo alle principali vie di comunicazione da Londra a Brighton e Worthing. L'aeroporto di Gatwick è più vicino a quel punto che alle colline meridionali. Il villino stesso è vecchiotto, non particolarmente elegante da un punto di vista architettonico. Si ha l'impressione che in origine consistesse in due piccoli edifici bifamigliari, probabilmente abitati da agricoltori, trasformati in tempi recenti in una singola residenza, apportando molte modifiche e migliorie. La porta principale, in effetti, era su un lato della casa, dove era stato spianato un vialetto di ghiaia per il parcheggio, e la lunga facciata aveva finestre, dove un tempo vi erano state porte, che guardavano un grazioso ma modesto giardino sistemato con prato, cespugli e aiuole. Sul retro l'edificio era stato ampliato con una costruzione di un solo piano, che accoglieva una cucina moderna e un locale doccia, piastrellato di bianco. Vi erano altre costruzioni annesse, compresa una tettoia che offriva riparo a una piccola fornace, e a ciò che a una prima occhiata poteva sembrare un capanno per gli attrezzi da giardino, se non che era costruito in legno pregiato e aveva una sola finestrella quadrata, inserita nella porta, e fornita di vetro scuro e opaco.

"Lo sapevi," disse Adrian, leggendo dalla scatola di cartone, "che i cornflakes sono costituiti per l'ottantaquattro per cento da carboidrati, di cui l'otto per cento sono zuccheri?"
Eleanor, assorta nella lettura del giornale, non rispose. Adrian prese un'altra confezione e la esaminò.
"La crusca integrale è costituita solamente dal quarantasei per cento di carboidrati, ma di questi il diciotto per cento sono zuccheri," dichiarò. "Ma il diciotto per cento di quarantasei è meglio o peggio dell'otto per cento di ottantaquattro?"
Eleanor continuò a non rispondere. Adrian non parve né sorpreso né offeso. Prese in mano un'altra confezione. "Le 'matassine di frumento' probabilmente sono il meglio in assoluto. Contengono il sessantasette per cento di carboidrati, di cui meno dell'uno per cento sono zuccheri. E non c'è sale. Secondo me è per questo che non hanno un gran sapore."
Mise una porzione di "matassine di frumento" nella scodella e vi versò sopra del latte parzialmente scremato.

© 2000, RCS Libri


L'autore
David Lodge è nato a Londra nel 1935. Per oltre venticinque anni è stato titolare della cattedra di letteratura inglese presso la University of Brighton. Abbandonato l'insegnamento, dal 1987 si dedica esclusivamente alla scrittura. Tra le sue opere narrative si ricordano: È crollato il British Museum, Scambi, Quante volte, figliolo?, Il professore va al congresso, Notizie dal Paradiso, Fuori dal guscio, La felicità è di questo mondo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




26 gennaio 2001