La biografia
La bibliografia


Furio Colombo
Privacy

Il corpo è una superficie di incrocio di molteplici codici d'informazione, dal codice genetico fino a quelli della informatica. Il mondo cyber in cui viviamo ha dissolto l'organico in una serie di flussi elettronici. A questo punto si pone il problema di come ripensare l'unità del soggetto umano collegando mente e corpo in una nuova concezione del sé.


Difficile considerare davvero un romanzo quest'ultima opera di Furio Colombo: dalle prime pagine si può cadere nell'inganno della fiction, ma proseguendo, capitolo dopo capitolo, si avverte come nel libro sia dominante il carattere di apologo più che quello evasivo della dichiarata narrazione fantascientifica.
La trama vede un giovane ricercatore, Marco Mani, fare il suo ingresso in un istituto di ricerca conoscitiva, dopo aver brillantemente concluso un master e aver frequentato corsi di specializzazione sulla comunicazione nei Paesi più avanzati in questo settore. È un docente conosciuto durante il master a introdurlo nella Scuola Superiore di Ricerca Conoscitiva, una struttura misteriosa, fortemente collegata ai centri di potere dello Stato, in cui vengono analizzati e trasformati in voce i pensieri degli uomini ancor prima che questi ne abbiano coscienza. La finalità di tale operazione è quella di garantire sicurezza alla collettività, prevenire i crimini e impedire la rottura dell'armonico equilibrio sociale tutelando così i più deboli e ingenui che cadono facilmente preda di individui dalla mente criminale o per lo meno vittime di impulsi irrefrenabili.
Quando Mani capisce con chiarezza l'attività della Scuola rimane sgomento, ma avverte un ambiguo sentimento di attrazione/repulsione e di sostegno/rifiuto per quel prodigio tecnologico di cui è entrato a far parte.
Tutto si svolge con estrema rapidità: formazione, addestramento, inserimento nel gruppo del nuovo arrivato, e il romanzo, a questo punto, si apre al dibattito e alla riflessione e, quasi, si trasforma in pamphlet.
Il tema della privacy, prima di tutto: come può essere garantita e nello stesso tempo come possono svolgersi le indagini volte a colpire i colpevoli dei delitti? Le intercettazioni, oppure i test sul Dna, o semplicemente l'analisi delle impronte digitali non rompono la privacy di un cittadino? Eppure tutti questi sono strumenti d'indagine assolutamente imprescindibili per l'inquirente, e quindi moralmente giustificabili. In secondo luogo: la morale e la prevenzione del delitto non richiedono a chi ne è il responsabile di utilizzare qualsiasi mezzo per impedire il perpetrarsi dei crimini e per difendere chi non può farlo da solo? Inoltre: la Chiesa considera peccato non solo l'azione compiuta, ma anche l'intenzione o l'omissione quindi, all'interno di un pensiero religioso, si deve considerare l'intenzione del delitto già in sé punibile. E questo anche con finalità educative suffragate dalla psicologia e da tutto il pensiero psicoanalitico. Il dibattito tra scienziati e uomini delle diverse fedi si amplia nella parte centrale del romanzo e diventa interessante in sé, ricco com'è di citazioni e, nelle diverse posizioni intellettuali, suffragato da fonti autorevoli. Sono citati autori classici e studiosi contemporanei, testi sacri e scientifici, portate testimonianze, analizzate forme esemplari di punizioni e di giustizia di civiltà diverse, insomma lo sviluppo del volume nasce proprio dall'elaborazione di un pensiero che agli occhi del lettore può apparire mostruoso, ma che oggettivamente (anche se in forme non così estreme) inizia a penetrare nell'ambiente dei comunicatori e dei politici. La stessa idea, accolta con un successo di pubblico straordinario, di mettere sotto gli occhi di tutti la vita quotidiana di ragazzi e ragazze qualsiasi nella recente trasmissione Il Grande Fratello, entra in questo bisogno della collettività di penetrare nell'intimità degli altri. E probabilmente Colombo ha colto in questo evento mediatico un rischio piuttosto elevato e, attraverso una storia "di fantasia" che si conclude con il ritorcersi sul protagonista (trasformato in capro espiatorio e accusato di un delitto reale, ancora in gran parte avvolto nel mistero, al centro per mesi della curiosità dei giornalisti e dei lettori) delle stesse tecniche utilizzate sugli altri, indica come certe manipolazioni siano a rischio per tutti e come l'uso politico della comunicazione apra questioni ancora inesplorate e davvero pericolose.


Privacy di Furio Colombo
Pag. 275, Lire 30.000 - Rai-Eri Rizzoli
ISBN 88-17-86701-2

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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PRESENTE NEL GIORNO DELLA CREAZIONE

"E QUESTO COS'È?"
Una giovane donna si è voltata di colpo verso lo schermo. Scuote i capelli lunghi raccolti a coda di cavallo. Punta il dito sull'immagine. Niente camici, in questo laboratorio. Persone giovani si spostano in fretta da un monitor all'altro, seguendo forse una sequenza obbligata.
Lei però si è fermata e continua a battere il dito sullo schermo acceso. Si vedono figure in movimento frenetico, colori intensi, macchie, forme che si scontrano e sciolgono, uno strano paesaggio che continua a cambiare.
"Non ci interessa, chiaro? Non è quello che stiamo cercando. Il cervellone dice che di quella storia se ne sbatte" risponde una voce maschile, qualcuno che ha, o si è assunto, il ruolo di calmare le emozioni e razionalizzare il lavoro.
La coda di cavallo si volta e svela un viso accaldato che dice:
"Ma allora, scusa, le passiamo proprio tutte. Se vieni a dare un'occhiata capisci che alla fine c'è un limite. Vado in sovrapensiero?".
La voce maschile è un po' più lontana.
"Non ci interessa. Chiaro? Chiaro?"
"Vado in sovrapensiero" mormora la ragazza attivando altri due schermi. Indossa in fretta un cuffia-microfono, lavora con le dita su diverse tastiere. Intanto scandisce sottovoce al microfono parole-codice. Ha i gesti agili, i movimenti di qualcuno che controlla una barca. Infatti ha le gambe divaricate come per tenersi in equilibrio. Non sa di essere guardata.
Marco Mani, dottore di ricerca è entrato nel laboratorio per sbaglio, cercando il suo nuovo ufficio. Osserva attentamente una scena il cui senso mi sfugge. Nessuno lo ha notato e capisce che, sul momento, non può fare domande. Istintivamente segue il movimento delle dita veloci. Vede unghie corte e mangiate che denotano persona immatura per questa responsabilità. Quale responsabilità?
Marco Mani non lo sa. Ma dalla tensione che coglie sul viso e nei gesti della operatrice si rende conto che non c'è niente di futile in quello che sta facendo.
La giovane donna tocca le tastiere senza guardarle, mormora nel piccolo microfono che ha davanti alla bocca parole che sono un respiro. Si è voltata, occhi chiari negli occhi di Marco Mani, evidentemente senza vederlo. Ha un lieve sudore sul viso e ogni tanto si morde il labbro, forse quando incontra difficoltà.
Mani si accorge che gli schermi, di uno strano colore rosa, si stanno differenziando. Su uno c'è la tempesta di punti, di forme che esplodono, di colori che invadono altri colori. Su un altro ci sono parole, sospensioni, segni di interruzione, altre parole. Il terzo mostra una immagine obliqua., come se qualcuno guardasse dall'alto, con movimenti disordinati e continui.
Quel che si vede è stranamente realistico: la spalla di una donna, anzi di una bambina, una mano sfuocata (ma poi si vede bene: maschile) che si impiglia con le dita nella spallina di una canottiera o di un costume da bagno. La mano gioca con la spallina, la tira e la fa saltare come un elastico. D'improvviso, solo per un istante, si vede il viso di una bambina che guarda su e ride.
La giovane operatrice continua a restare con gli occhi negli occhi di Marco Mani senza vederlo. Con l'unghia mangiata del dito segue sul monitor le righe di un testo che forse sta ascoltando anche in cuffia. È un gesto infantile, pensa Marco Mani. Ma da quel gesto è indotto a leggere le righe che scorrono sullo schermo. Sono una narrazione sconnessa, qualcuno che pensa e non ha affatto intenzione di far sapere quello che sta pensando. Parla a se stesso, senza precauzioni, di un desiderio brutale e torbido. È un esperimento letterario o una intercettazione?
Se è una intercettazione in che modo la fanno? Nessuno ammetterebbe di pensare cose del genere. Ma qui i pensieri diventano parole scritte, come la confessione su un verbale. È impossibile che l'uomo che gioca con la canottiera della bambina lo sappia o si sia messo d'accordo. Oppure lo hanno sorpreso?
Marco Mani non ha mai visto un esperimento del genere. Si accorge che una mano lo scuote. È imbarazzato come se lo avessero risvegliato all'improvviso da un sogno profondo.
"Le ho chiesto che cosa vuole. Lei non può stare qui. Qui non è ammesso. Non ha visto la scritta? Qui, ai non addetti, è divieto assoluto."
Un uomo, forse un tecnico, gli tiene il braccio e lo guarda, ostile. La ragazza ha deposto la cuffia. Ha la bocca un po' aperta, per l'indignazione o per la sorpresa.

© 2001, RCS Libri

biografia dell'autore
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Furio Colombo ha scritto molti libri sulla vita americana e sui cambiamenti di questi ultimi anni: Il Dio d'America, Cosa farò da grande, Carriera: vale una vita?, Gli altri, che farne? Ultime notizie sul giornalismo, Confucio nel computer, Il candidato e La vita imperfetta. È stato direttore dell'Istituto italiano di cultura di New York. Ha insegnato alla Columbia University (Giornalismo, Italian Studies) fino alla sua elezione al Parlamento nell'aprile del 1996. È editorialista di "Repubblica".


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Colombo Furio, Gli altri che farne, 1997, 308 p., Lit. 14000, "Supersaggi" n. 207, Rizzoli (ISBN: 88-17-11807-9)

Colombo Furio, Gli altri. Cosa farne, 3 ed., 1994, 304 p., Lit. 28000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-84278-8)

Colombo Furio, Il candidato. La politica senza il potere, 1997, 178 p., Lit. 25000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-84060-2)

Colombo Furio, La cittàprofonda. Saggi immaginari su New York, 1994, 120 p., ill., Lit. 10000, "Universale economica" n. 1285, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81285-1)

Colombo Furio, Come trovare un lavoro, 1992, 210 p., Lit. 28000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-84168-4)

Colombo Furio, Confucio nel computer. Memoria accidentale del futuro, 3 ed., 1995, 358 p., Lit. 30000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-84433-0)

Colombo Furio, Confucio nel computer. Memoria occidentale del futuro, 1998, 352 p., Lit. 15000, "Supersaggi" n. 229, Rizzoli (ISBN: 88-17-11829-X)

Colombo Furio, Il destino del libro e altri destini, 1990, 136 p., Lit. 24000, "Temi" n. 16, Bollati Boringhieri (ISBN: 88-339-0528-4)

Colombo Furio - Feltri Vittorio, Fascismo, antifascismo, 1994, 112 p., Lit. 14000, "I Torchi. Saggistica italiana", Rizzoli (ISBN: 88-17-84378-4)

Colombo Furio, Manuale di giornalismo internazionale. Ultime notizie sul giornalismo, 2 ed., 1999, 254 p., Lit. 13000, "Economica Laterza" n. 136, Laterza (ISBN: 88-420-5471-2)

Colombo Furio, Privacy, 2001, 277 p., Lit. 30000, Rizzoli (ISBN: 88-17-86701-2)

Colombo Furio - Foa Vittorio, Il sogno di una Destra normale, 1995, 64 p., Lit. 8000, "I libri di Reset", Donzelli (ISBN: 88-7989-080-8)

Colombo Furio, Il treno della Cina. Dispacci di un viaggio, 1995, 96 p., Lit. 9000, "Il nocciolo" n. 7, Laterza (ISBN: 88-420-4536-5)

Colombo Furio, Ultime notizie sul giornalismo. Manuale di giornalismo internazionale, 2 ed., 1995, 250 p., Lit. 25000, "I Robinson", Laterza (ISBN: 88-420-4674-4)

Colombo Furio, Vita imperfetta, 250 p., Lit. 30000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-86033-6)

Colombo Furio, La vita imperfetta. Cronache di un cambiamento, 260 p., Lit. 30000, RAI Radiotelevisione Italiana

Mark Mary E. - Colombo Furio, Portraits, 1995, 60 p., ill., Lit. 38000, "Motta fotografia", Motta Federico (ISBN: 88-7179-075-8)



19 gennaio 2001