foto Effigie

I libri di Antonio Ricci
sono ordinabili presso
Internet Bookshop




Antonio Ricci

Un autore di trasmissioni televisive tra le più viste e popolari. Spesso dissacratorio e impertinente, sempre coraggioso nel promuovere inchieste che, col sorriso, rivelano molte scomode verità: il Gabibbo, con il suo forte accento ligure, è un po' la bandiera di questa originale forma di giornalismo televisivo.


Su quali libri si è formato?

I libri dell'infanzia sono quelli classici: i libri di avventura e soprattutto Verne . Ho avuto poi un'adolescenza torbida, amavo i maledetti, Baudelaire, Rimbaud.

E crescendo?

C' è stato un momento in cui leggevo qualunque cosa, da "Tutto uncinetto", a cose tipo "La suola delle scarpe", ai primi libri su Padre Pio: trovavo giovamento proprio da ogni lettura. Adesso sono un po' più selettivo, anche se, essendo nella giuria di "Un premio per l'Europa", devo leggere moltissime delle novità che vengono pubblicate.

Ma quali sono le letture che preferisce fare?

I saggi. Preferisco di sicuro la saggistica, mi interessa e, in un certo senso, mi serve di più, anche per la mia professione.

Qualcosa di letteratura contemporanea italiana?

C onosco i giovani scrittori italiani (Lucarelli, Baricco, li stimo, ma per un mio personalissimo gusto preferisco leggere dei saggi.

C'è un libro che lei considera fondamentale nella sua vita?

N o, per lo meno non uno solo. Nei vari periodi della mia vita ho avuto dei libri "di riferimento": ricordo che La società dello spettacolo di Guy Debord per un lungo periodo è stato per me appunto un riferimento importante...

Nella sua professione si sente supportato dalla lettura di alcuni testi particolari?

S ì certamente. Mi è stata utilissima la lettura dei saggi di Eco (che preferisco come saggista che come romanziere). Forse perché sono ligure amo un tipo di letteratura più scavata, la "parola disadorna", da Montale a Biamonti a Nico Orengo. Tra i romanzieri liguri, ad esempio, conosco Maurizio Maggiani che considero però un po' ridondante: è di La Spezia, è già un po' toscano... Mi piace però moltissimo, è un uomo brillante e simpatico. È stato invitato nella scuola delle mie bambine e questa è stata per loro un'esperienza di vita importante. Purtroppo non tutti gli alunni (anzi pochissimi) avevano letto il libro (La regina disadorna, ndr), però il personaggio scrittore, nel caso appunto di Maggiani, li ha incuriositi tantissimo perché lui è un vulcano, una pestaccia...

Quali letture consiglia alle sue figlie?

A ttualmente non sto proponendo loro niente, però ho visto con piacere che la maggiore, che ha quindici anni, mi sta sottraendo tutto Calvino e questo per me è molto bello, guardo la cosa davvero con molta soddisfazione. Non ho voluto imporre mai niente perché ho constatato che ogni forma di imposizione si ritorceva contro: ho avuto amici che non hanno battezzato i loro figli e questi si sono fatti preti, o sono diventati dei veri bigotti. Ho un amico che è un vero "compagno", molto combattivo e rigoroso: ha il figlio nel Rotary. Io gli ho chiesto: "Ma il tuo papà lo sa? Credo che avrebbe preferito che ti drogassi, se ne sarebbe fatta di più una ragione...". Certo che avere un figlio tra i giovani del Rotary, dopo averlo educato in modo fortemente ideologico, deve essere un bel trauma! Proprio per questo mi sono ben guardato dall'imporre qualsiasi cosa, confidando che fosse l'ambiente che circonda le mie figlie ad esercitare una funzione positiva su di loro: scrittori che girano per casa, un gran numero di libri da tutte le parti...

Di Grazia Casagrande


12 gennaio 2001