Rita Levi Montalcini
Cantico di una vita

"Continuo a essere in luna di miele con i miei embrioni. Ogni giorno il piccolo spiraglio che ho aperto si apre un pochino di più e mi domando se è la grotta di apriti Sesamo che ho davanti a me."


Un libro che nasce da tante "eccezionalità". Innanzitutto quella che caratterizza la personalità e l'intelligenza dell'autrice, universalmente nota per le sue scoperte nel campo della neurobiologia che le hanno valso il premio Nobel nel 1986. Poi la sua capacità narrativa, che anche nella semplice forma dell'epistolario, ricrea un mondo e una quotidianità con la forza di un grande autore. Ma anche l'"eccezionalità" della sorella Paola, che ha conservato per tanti anni le lettere ricevute dagli Stati Uniti e che hanno consentito adesso la nascita di questo libro di memorie "in diretta".
La prima lettera è datata 6 settembre 1946 e arriva da Napoli, l'ultima 30 aprile 1970 e giunge da St. Louis. In questo arco di tempo ci sono gli anni più importanti per Rita Levi Montalcini. Lontana dagli affetti della sua vita, la sua famiglia, ma felice ed entusiasta per gli sviluppi significativi del suo lavoro, Rita descrive giorno per giorno una vita dedicata alla scienza, un lavoro svolto con un entusiasmo straordinario, una forza d'animo e una volontà non comuni che l'hanno portata in giro per il mondo: dal Brasile alla Danimarca, dall'Ecuador, dal Messico a tutti gli Stati Uniti.
In totale le lettere raccolte e conservate sono 1500, ma di queste ne sono state selezionate circa 200, le più significative "dal punto di vista della vita sociale e dell'attività scientifica". In queste righe si legge l'ansia di ricevere notizie dall'Italia e la forte preoccupazione che l'assale quando queste tardano (tanto da impedirle di lavorare normalmente), la voglia di raccontare le piccole cose di ogni giorno, di descrivere le persone incontrate sul suo cammino, per far partecipe la famiglia di tutto ciò che non possono vedere, il sincero interesse nei confronti del lavoro artistico della sorella Paola, la consapevolezza della propria intelligenza e del valore delle scoperte via via effettuate, i rapporti confidenziali e stretti tra lei e personaggi del mondo scientifico del calibro di Renato Dulbecco. Uno spaccato umano ancor più importante perché non mediato dal ricordo, ma frutto del momento. Emergono piccoli e grandi fatti nei suoi racconti: grandi fisici e biologi molecolari che si ritrovano per suonare tutti insieme Bach, Beethoven, Vivaldi; gruppi di lavoro affiatati e collaborazioni con i massimi esponenti della neurobiologia e biologia molecolare del mondo; cene e pranzi d'onore; importanti convegni internazionali. Un crescendo di stima e successo che, anno dopo anno, trasforma la vita di Rita Levi Montalcini in un'avventura fantastica ed entusiasmante, dandole la certezza dell'importanza delle proprie scoperte.
"La mia vita tra i libri - scrive nel 1949 al fratello Gino - embrioni e musica è quanto posso desiderare, e quando il lavoro è ad una svolta promettente, ho momenti di perfetta e piena felicità." Una felicità che ha sempre saputo comunicare alla famiglia, evitando accuratamente di parlare dei problemi più gravi, dei rischi per la sua salute, delle difficoltà più serie.
Da sottolineare, infine, l'interesse anche scientifico di questo epistolario. Qua e là compaiono infatti molti accenni all'evoluzione della ricerca in laboratorio. Descritto con parole semplici, quello che è stato il grande, complesso impegno professionale di una vita diventa comprensibile, chiaro, evidente, proseguendo in quel filone divulgativo che coinvolge attivamente la scienziata in questi ultimi anni.


Cantico di una vita di Rita Levi Montalcini
XIV-270 pag., Lit. 34.000 - Edizioni Raffaello Cortina (Scienza e idee n. 77)
ISBN 88-7078-666-8




Le prime righe

PROLOGO


Il termine "cantico" usualmente fa riferimento a due opere di enorme valore, il Cantico dei Cantici, incluso nei libri sacri della Bibbia, attribuito a Salomone, e il Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi. Lo stesso termine è stato in seguito usato per indicare brani di versi o canti che descrivono eventi o episodi ispirati ad una visione glorificante della vita. Di norma assumono nel loro contesto un tono solenne e gioioso della natura in tutte le sue manifestazioni. Sia i versi biblici che quelli di San Francesco non descrivono lo sviluppo di una "storia" o di una sequenza di avvenimenti, ma sono l'espressione estasiata di fronte all'operato del Creatore.
Nel presente contesto il termine "cantico" non va certamente inteso come un inno alla mia vita e non è neppure lontanamente paragonabile all'universalità e grandiosità delle opere su citate. Il contenuto del Cantico di una vita non ha ovviamente alcuna pretesa di confrontarsi con tali componimenti. Le lettere raccolte in questo epistolario delineano una sequenza temporale e spaziale di eventi che si sono susseguiti negli anni trascorsi all'estero. Dal loro contenuto emerge uno stato d'animo gioioso in ogni momento delle giornate. Questa gioia derivava dal fatto che i risultati conseguiti, non soltanto confermavano, ma superavano le mie più rosee speranze e previsioni. Nello stesso stato d'animo, conseguente ad una attività che si protraeva senza alcuna interruzione nelle giornate domenicali e festive, descrivevo l'ambiente circostante e i rapporti sociali.
Le lettere inviate ai miei cari, dall'anno 1939 al 1974, sono state gelosamente conservate da mia sorella Paola e ritrovate in una cassetta nello scantinato dell'abitazione di Torino. Lettere queste che oggi mi hanno fornito la possibilità di rivivere gli avvenimenti di un passato lontano nel tempo, ma così vivido nel ricordo. Rileggendole oggi a distanza di tanti anni e paragonandole alle vicende vissute e non raccontate, mi colpisce con quanta disinvoltura riuscivo nell'intento di convincere le persone a me più care del profondo benessere che mi pervadeva, mentre la realtà dei fatti, alcune volte, differiva da quanto affermavo.

© 2000, Raffaello Cortina editore


L'autrice
Rita Levi Montalcini è nata nel 1909 a Torino, dove si è laureata in medicina. Per la scoperta e l'identificazione del nerve growth factor (NGF), il fattore di crescita del sistema nervoso, le è stato assegnato nel 1986 il premio Nobel per la medicina. Tra i titoli editi in Italia: New developments in neurobiological research, NGF: apertura di una nuova frontiera della neurobiologia, L'asso nella manica a brandelli, Elogio dell'imperfezione, La galassia mente, Senz'olio contro vento, Il tuo futuro.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




19 gennaio 2001