Dario Fo
Teatro

"Dario Fo, oltre che essere pittore, scrittore, regista, attore, individuo pieno di humour, di generosità, per carità anche di egoismi come tutti, di umiltà come pochi, ricco di fantasia, astratto come nessuno, sempre mezzo metro sopra al mondo, tanto che qualche volta sono costretta a tirarlo per la giacca, pardon per il pullover, per farlo scendere a terra (e mi spiace), dicevo, oltre a essere tutto questo e non so che altro, è anche mio marito."

(Franca Rame dall'Introduzione)



Appassionante, travolgente, originale... come si può definire l'opera teatrale di Dario Fo? Difficile disgiungere i suoi testi dalla messa in scena, dalla figura dell'autore-interprete, dalla sua affabulazione scenica. Vedere e ascoltare l'attore sul palco, seguirne le evoluzioni linguistiche, spesso accompagnate da una gestualità esuberante, è un'esperienza "completa". Leggere il medesimo testo su carta potrebbe apparire quasi "sminuente". E invece, stranamente, ciò non accade, riprova ne sia l'assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, che stigmatizza la qualità e il valore della forma e dei contenuti della sua opera scritta.
Ora viene pubblicata, per la prima volta in un unico volume, quasi tutta la produzione teatrale di Fo (mancano 28 testi), accompagnata da ventisette disegni originali dell'autore (artista oltre che scrittore). Inclusi nella raccolta: Gli arcangeli non giocano a flipper; Settimo: ruba un po' meno; Mistero Buffo; Morte accidentale di un anarchico; Non si paga! Non si paga!; Claxon trombette e pernacchi; Johan Padan a la discoverta de le Americhe; Lu Santu Jullàre Françesco; Tutta casa, letto e chiesa; Michele lu Lanzone; Lo stupro; Fabulazioni della Resistenza (quattro monologhi); Discorsi sul terrorismo e la repressione (tre monologhi); Coppia aperta, quasi spalancata; Una giornata qualunque; L'eroina; Grasso è bello! Curatrice dell'opera la moglie Franca Rame, sua compagna di vita e di lavoro ormai da 45 anni. A lei si deve l'accuratezza della trascrizione dei testi, compresi quelli in grammelot (linguaggio immaginario che richiama i suoni di lingue o dialetti e che ha un ruolo importante in molte commedie di Fo): un lavoro imponente e molto impegnativo.
"Le commedie che qui abbiamo raccolto - scrive Franca Rame nell'Introduzione - sono, secondo noi, le più rappresentative dei diversi momenti - teatrali, storici, politici - del nostro lavoro dagli anni Cinquanta ad oggi. Lavoro che inevitabilmente è cambiato e cambia, si trasforma a seconda del tempo, degli spettatori, dell'ambiente culturale e sociale in cui avviene la messa in scena." Ecco dunque la particolarità di questo volume, che "fissa" l'opera teatrale di Dario Fo in un momento, in una delle tante messe in scena, o, come accade per esempio per Mistero Buffo, segue l'evoluzione dell'opera indicando i cambiamenti apportati durante i successivi allestimenti. Non esiste, come scrive ancora Franca Rame, un'edizione "definitiva" dei successi teatrali della coppia Fo-Rame. In questo sta il fascino antico dello spettacolo e l'importanza di questo volume, testimonianza di un momento e istantanea sull'affascinante, instabile, mutevole mondo del teatro.


Teatro di Dario Fo
A cura di Franca Rame
VIII-1242 pag., ill., Lit. 120.000 - Edizioni Einaudi (I millenni)
ISBN 88-06-15615-2




Le prime righe

Gli arcangeli non giocano a flipper
Tre atti di Dario Fo

ATTO PRIMO


SCENA PRIMA

A sipario aperto, sulla scena completamente nuda, delimitata sul fondo dal solo panorama, appaiono sette Ragazzi vestiti in modo identico: pantaloni neri, bretelle strette, camicia bianca. Avanzano con passo ritmato verso il proscenio e cantano.

La notte è un grand'ombrello tutto buchi,
qualcuno ci ha sparato dei limoni,
la luna pare il disco dello special
d'un grosso flipper fatto per King Kong,
e pure la mia città è un biliardino,
tu guarda: ogni ragazza sembra un flipper,
appena tocchi forte fa tilt,
ahi, stai fermo non tremar.
Non far tilt,
non far tilt.
Special verdi sono gli occhi tuoi,
luce rossa: stringimi se vuoi.
Non far tilt,
Non far tilt.
È la regola di tutti i giochi,
è una regola che sanno in pochi.
Non far tilt,
Non far tilt.
Noi siamo una gran ghenga di balordi,
freghiamo i cani e i gatti ai benestanti,
e quando il benestante è ben piangente
lo ricattiam con mancia competente.
Freghiamo valige e radio nei parcheggi,
ma pure le automobili sono flipper,
appena tocchi forte fanno tilt,
ahi, ti prego non lo far.
Non far tilt,
non far tilt.
Blocca sempre prima di flippare,
l'antifurto non lo far scattare.
Non far tilt,
non far tilt.
Col "bidone" non esagerare,
flippa piano se lo vuoi fregare.
Non far tilt,
non far tilt.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
Dario Fo è nato a Leggiuno Sangiano, in provincia di Varese, nel 1926. Artista e autore ha esordito con spettacoli di varietà satirici negli anni Cinquanta. Definitosi "giullare del popolo" Fo si riallaccia alla tradizione della commedia dell'arte per creare spettacoli e testi coinvolgenti, con un uso particolarmente interessante del linguaggio e delle invenzioni linguistiche. Tra i titoli più noti: Il dito nell'occhio, Isabella tre caravelle e un cacciaballe, Mistero buffo, Morte accidentale di un anarchico, Lu Santo Jullàre Francesco.
Nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




12 gennaio 2001