Thorkild Hansen
Il capitano Jens Munk

"Chi era Jens Munk? Il cronista si sofferma un istante presso le donne dei pescatori di Fredrikstad: lo sapevano bene, loro, statene pur certi, informazioni così interessanti trapelano immancabilmente. Jens Munk era un bastardo; quel ragazzino scalzo che scorrazzava tutto il giorno sulla banchina non era altro che un piccolo bastardo."


Ecco un grande romanzo di avventura. Un nuovo titolo che va ad arricchire la già vasta panoramica sulla produzione nordica che la casa editrice Iperborea ci ha regalato in questi anni. Panoramica che include spesso romanzi d'avventura che catapultano il lettore tra i ghiacci e i fiordi dell'estremo nord, nelle vaste distese della tundra, in traversate pericolose tra i freddi oceani in tempesta... Hansen è un maestro del genere avventuroso; un autore che noi italiani stiamo scoprendo in questi anni proprio grazie alle traduzioni Iperborea: nel 1993 di Arabia Felix ed oggi di questo Il capitano Jens Munk, opera datata, nella versione originale, 1965.
La traduttrice Carola Scanavino, nella Postfazione descrive così il romanzo: "il magistrale racconto del tragico destino di un uomo che diventa ciò che è proprio in forza dell'impossibilità del progetto che è chiamato a realizzare".
Imbarcatosi ragazzo, come mozzo, su una nave mercantile diretta in Portogallo e poi in Brasile, Munk (un giovane alla ricerca di un riscatto sociale che reputa essergli dovuto) raggiunge, dopo parecchie peripezie, Bahia, ove si ferma per alcuni anni. Colta al volo l'occasione propizia, rientra in Danimarca e riesce a comprare una nave per la caccia alle balene da spingere nel Mar di Barents. Ma la fortuna non l'assiste e la nave affonda tra i ghiacci. Altre vicende alterne lo aspettano, ma anche gli insuccessi non lo abbattono, alla ricerca com'è di un'elevazione personale, di un riconoscimento ufficiale per i suoi meriti. Che sono tanti, come tanta è la sua abilità, da sfruttare nella guerra di Cristiano IV, re di Danimarca e Norvegia, contro la Svezia. Ma malgrado i grandi meriti "sul campo" i riconoscimenti tardano ad arrivare. E seppure amareggiato da continue ingiustizie, nel 1619 il capitano della marina reale Jens Munk accetta con entusiasmo (anzi favorisce) l'incarico del re Cristiano IV di ricercare il passaggio per la Cina a nord del Canada, il famoso passaggio a Nord-Ovest. Tutti sappiamo che non riuscirà nella sua impresa (portata a termine molti anni dopo, nel 1903, da Amundsen), ma purtroppo scopriamo anche che finirà i suoi giorni sconfitto e deluso dall'esistenza... Ma che esistenza!
Sempre in un altalenarsi di eventi positivi e negativi, tragici e comici, l'avventura del capitano Jens Munk è un romanzo trascinante. E ancor più affascinante perché si percepisce quanto di vero, di testimoniato ci sia in questa vicenda, sottolineato dalle immagini di documenti autentici riprodotte nel testo. Degno di nota il particolare lavoro di ricerca che Hansen fa per tratteggiare i personaggi e per tracciare la storia. E come nei migliori romanzi d'avventura è per il lettore difficile, se non impossibile, discernere tra invenzione e realtà, tra gli elementi fantastici immaginati dall'autore e le informazioni tratte dalle fonti storiche.


Il capitano Jens Munk di Thorkild Hansen
Titolo originale dell'opera: Jens Munk
Traduzione dal danese di Carola Scanavino
509 pag., ill., Lit. 36.000 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-093-8




Le prime righe

PARTE PRIMA
LA PRIMAVERA

I
IL DIARIO
1


L'inverno durava ancora. Imponeva la sua volontà e si prendeva il suo tempo, riferisce amaramente il cronista. Conservava il suo pieno vigore, benché il sole brillasse ormai per gran parte della giornata. In quel giorno di Pentecoste, il 4 di giugno dell'anno 1620 dopo il Nostro Salvatore, i bianchi campi di neve si stendevano ancora immacolati verso l'orizzonte a nord. Neppure una breccia di mare azzurro brillava nella luce. La Baia di Hudson era una pista da ballo piana e deserta dove il vento, qua e là, invitava un fantasma a danzare.
Un po' più a monte della foce del fiume, le navi danesi erano bloccate nella banchisa. La più piccola, lo sloop Lamprenen, era stata trascinata verso la costa mentre la fregata Enhi_rnigen giaceva piegata su un fianco a circa centoventi braccia dalla terra ferma. La pressione dei ghiacci disegnava una gorgiera intorno ai suoi fianchi catramati, un battere continuo proveniente dal ponte di poppa risuonava lontano sulla terraferma.
Sulla costa, tra le capanne dei carpentieri, la neve era ancora alta. L'oca selvatica aveva cominciato a migrare verso nord, i grandi stormi di uccelli volavano imperturbabili sopra ai campi, qui non c'era anima viva, qui abitavano solo i morti e i morti non alzano il moschetto contro la prelibata oca selvatica. Nella neve si drizzava una cinquantina di croci di legno e sulla distesa di ghiaccio, tra la più grande delle navi e la costa, giacevano quegli uomini che non avevano neppure una croce. Alcuni erano per metà coperti di neve, come se, sorpresi dal gelo, in assenza di una vera tomba avessero cercato di proteggersi con uno di quei bianchi piumini. Ma come già constatava sua eccellenza Movritz Stygge, rivolgendosi più che altro a se stesso in quella fredda giornata di aprile in cui, in piedi sul bastinaggio, le mani rovinate, osservava le croci: "I morti non hanno freddo, al contrario. Tra loro c'è di certo qualche povero diavolo che spera che faccia un po''meno caldo là dove ora di trova."

© 2000, IPERBOREA


L'autore
Thorkild Hansen è nato a Ordrup nel 1927. Inviato e critico letterario, passerà viaggiando la maggior parte della sua vita. Soggiorna in Francia, Spagna e Italia, partecipa a diverse spedizioni archeologiche e viaggia per la Croce Rossa in Africa e in Oriente. È da quelle esperienze che nascono i suoi grandi romanzi storico-documentari che gli danno fama e successo: Arabia felix, Il capitano Jens Munk e la Trilogia degli schiavi. Nel 1978 scrive Processo a Hamsun, che scatena una violenta polemica nei paesi scandinavi. Muore d'infarto a soli 62 anni durante un viaggio nei Caraibi.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




5 gennaio 2001