Alexandra Marinina
Prede innocenti

"E tutte le nostre congetture, le nostre ipotesi secondo cui questa è solo la storia di un maniaco a cui piacciono i ragazzini di bell'aspetto, indipendentemente dalla loro nazionalità, sono solo una voce nel deserto."


Una serie di delitti che presentano strane analogie: le vittime sono tutti ragazzi al di sotto dei vent'anni, sono bruni, dai tratti delicati, inoltre vi è una strana somiglianza tra loro, infine la radice di quasi tutti è ebraica. Non è quindi una congettura fantasiosa pensare che i delitti siano stati commessi da un'unica mano criminale, probabilmente da un maniaco legato al mondo dell'omosessualità, visto che i ragazzi uccisi erano tutti omosessuali.
Chi deve sciogliere l'enigma è l'ispettore di polizia Anastasija Kamenskaja, eroina di tanti libri di Alexandra Marinina, figura che ben rappresenta la Russia di oggi, con le contraddizioni, i tormenti, le speranze, le cadute di una nazione che non ha ancora collocato se stessa in un mondo in troppo rapida trasformazione.
Anastasija, nel corso dell'indagine, ritrova un suo antico amore, Vladimir Solovjov, un uomo dal grande fascino, che a poco più di quarant'anni è costretto su una sedia a rotelle, fatto che gli crea un sentimento di frustrazione e di umiliazione spesso insopportabile. Vladimir è un affermato traduttore dal giapponese, così bravo e prezioso da aver raggiunto un benessere economico invidiabile nella Mosca di questi ultimi anni. Il legame ritrovato diventa anche il punto di partenza di innumerevoli indagini, anzi quasi il centro di tutto l'intreccio.
Un tema che entra prepotentemente nel romanzo è quello dell'editoria russa il cui comportamento non è dei più corretti anzi, per desiderio di rapidi guadagni, si è spesso trasformato in una vera mafia, che procede con atti criminosi e nella piena illegalità.
Le grandi capacità di traduttore e di scrittore di Vladimir lo trasformano in vittima, dapprima di una truffa ai suoi danni da parte dell'editore, quindi di una vera e propria aggressione. Ma nella casa del tormentato Solovjov vengono anche compiuti due assassini e l'intreccio si complica ulteriormente.
Sarà solo la tenacia e la freddezza intellettuale di Anastasija, supportata dall'affetto intelligente del marito e dalla sua indomita voglia di verità, a sciogliere un enigma che metterà in luce molti punti oscuri in vite insospettabili.
Questa ulteriore prova di Alexandra Marinina conferma le doti di narratrice e giustifica il successo straordinario di questa criminologa sia in patria (dove ha venduto milioni di copie dei suoi romanzi, fatto straordinario in una nazione così povera) che all'estero, e ci offre un altro spaccato della Russia contemporanea, addentrandoci in ambiti troppo poco frequentati dalla letteratura e dal giornalismo.


Prede innocenti di Alexandra Marinina
Titolo originale: Stilist

Traduzione di Valerio Piccolo e Margherita Crepax
Pag. 487, Lire 35.000 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-4117




Le prime righe

Capitolo 1


Da qualche mese aveva smesso di amare la notte. Anzi, cominciava quasi a temerla. Di notte l'impotenza e la vulnerabilità si facevano sentire in modo più acuto. Nel silenzio che avanzava, ogni rumore, anche il più innocuo, era per lui presagio di un pericolo imminente. Provava a scacciare quei pensieri, ma ogni volta gli ritornavano in mente.
Eppure, cosa aveva mai da temere? In casa non c'erano oggetti di valore, né grandi somme di denaro. I suoi compensi li versava in banca il giorno stesso in cui li riceveva: prelevava solo gli interessi, ogni dieci giorni, e quei soldi gli bastavano per le spese. Del resto, non è che gli servissero cose particolari. Era un invalido costretto per sempre su una sedia a rotelle e non aveva molte esigenze. E dunque, di cosa mai doveva avere paura?
Non sapeva dare una risposta. Ma aveva comunque paura. Ogni notte. E malediceva il giorno in cui la natura aveva deciso di regalargli un buon udito. Avrebbe preferito essere sordo. Oppure sarebbe bastato sentirci un po' meno, e la notte avrebbe dormito tranquillo, non ci sarebbero stati i rumori a tenerlo sveglio, a dargli ansia. Invece non era così: le sue gambe non funzionavano più, i reni cominciavano a dargli problemi, persino la vista era peggiorata. Ma l'udito no, l'udito era ancora perfetto come quello di un neonato. Il destino si divertiva alle sue spalle.
Si girò su un fianco, mettendosi più comodo nel morbido letto. Tra una settimana avrebbe compiuto gli anni. Quarantatré. Tanti? Pochi? Chissà... E si ritrovò, come spesso succede in questi casi, a fare un bilancio della sua vita.
Era un uomo ricco, senza dubbio. Aveva una bella casa a due piani nella zona sud di Mosca, nel quartiere delle villette a schiera. E diversi conti in banca. Nel suo campo era uno specialista riconosciuto, anche su questo non c'erano dubbi. Bastava dare uno sguardo agli scaffali di casa sua, pieni dei suoi libri. I suoi saggi sulla letteratura cinese, sulla filologia giapponese, e anche la miriade di racconti e romanzi con la scritta che campeggiava in copertina: "Traduzione di V. A. Solovjov". Era un filologo unico nel suo genere, esperto in due lingue difficilissime: giapponese e cinese.

© 2000, Edizioni Piemme


L'autrice
Alexandra Marinina ha lavorato a lungo come criminologa presso il Ministero degli Interni a Mosca. Autrice di molti romanzi, si dedica ora interamente alla letteratura. Tra i suoi romanzi ricordiamo: Il padrone della città, L'amica di famiglia, Morte in cambio, Un caso di ricatto, Amore di sangue, L'attrice, Ipnosi mortale.

Su Café Letterario è possibile leggere anche la recensione di L'amica di famiglia e di Il Padrone della città



Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




14 dicembre 2000