Francesco Varanini
Romanzi per i manager
La letteratura come risorsa strategica

"Tutto può essere detto senza ricorrere a linguaggi settoriali, perché ciò che scrive oggi lo specialista era già stato raccontato ieri da un romanziere, con più profondità e con più acume e con stile più piacevole."


La critica letteraria tradizionale ha molte chiavi di lettura per la narrativa, che si sono sovrapposte nel tempo, sono mutate evolvendosi, hanno preso nuove direzioni. In particolare, se la critica letteraria incrocia l'analisi tematica espressa da esperti di altri settori può percorrere strade assolutamente innovative e stimolanti. È il caso di Romanzi per i manager. Lo spunto di ricerca, sottolineato dal sottotitolo La letteratura come risorsa strategica, allarga la visione della narrativa verso altri fronti. Al contempo, invece, avvicina chi si occupa di risorse umane, marketing e sviluppo organizzativo all'interno delle aziende a una lettura che "apre la mente", superando per qualità e contenuti addirittura la saggistica di settore. Una delle tesi che l'autore intende dimostrare è che i grandi scrittori hanno già "detto tutto" e in una forma assai migliore, più completa e complessa (oltre che con una qualità formale che nessun linguaggio specifico potrà mai avere) di molti esperti di settore.
"Cerchiamo modelli nella fisica, nella teoria generale dei sistemi, nella cibernetica, nella sociologia, nella epistemologia - scrive Varanini nell'Introduzione -. Ma trascuriamo la letteratura, che è invece così ricca di scenari socioeconomici, di sfondi che sono luoghi di lavoro, di studi di casi aziendali e anche, a voler guardare, di modelli euristici belli e fatti, pronti per l'uso".
Ecco che l'analisi del lavoro come competenza e come mercato era già stata fatta da Robert Walser ne I fratelli Tanner, da Herman Melville in Bartleby lo scrivano o da P.D. James, che ha raccontato con semplicità la vita di due segretarie in Morte sul fiume. Di modelli organizzativi invece hanno trattato Lawrence in Figli e amanti, Jack London nel suo capolavoro Martin Eden, Simenon in Maigret e il sergente maggiore (uno tra i tanti esempi possibili di come lo scrittore belga abbia descritto con acume e minuzia il sistema organizzativo). Al marketing Varanini dedica un capitolo scoprendo che Zola ne Il Paradiso delle signore parla di modalità distributive e dello scontro tra produzione e consumo e che Achille Campanile in Un'impresa colossale ha rappresentato magistralmente e con ironia (una componente importante spesso trascurata dagli addetti ai lavori) il meccanismo del valore aggiunto e del "lancio" di un prodotto di largo consumo. Leader esemplari, nel bene e nel male, sono i protagonisti di Guerra e pace, I Buddenbrook, La coscienza di Zeno, Bel-Ami e, perché no, di Vita standard di un venditore provvisorio di collant di Aldo Busi. Da ognuno di questi titoli (e da molti altri) Varanini ha estrapolato brani creando un'antologia critica che può essere anche occasione di crescita professionale e una vera "risorsa strategica".


Romanzi per i manager. La letteratura come risorsa strategica di Francesco Varanini
Pag. 320, Lire 32.000 - Edizioni Marsilio (Gli specchi del presente)
ISBN 88-317-7608-8




Le prime righe

INTRODUZIONE


In una sera d'autunno del 1991 passeggiavo per via Porpora, a Milano, insieme a Raoul C.D. Nacamulli. Conoscevo da poco Raoul, professore di Organizzazione Aziendale, direttore di "Sviluppo & Organizzazione", probabilmente la più accreditata rivista italiana di studi organizzativi. Avevamo ragionato insieme del caso di una piccola impresa che allora dirigevo, una "organizzazione snella", ma ora parlavo a Raoul di quest'altro mio mondo, dei miei interessi critico-letterari (in parte destinati a concretizzarsi nel Viaggio letterario in America Latina, Marsilio 1998). Gli dicevo di come in fondo i due mondi si tocchino: esistono romanzi che sono vere case histories, perfette rappresentazioni di modelli organizzativi, ed esistono autori, come per esempio Balzac, che meglio di qualsiasi sociologo hanno saputo descrivere non solo un'epoca, ma anche il funzionamento della macchina produttiva. Da giovane aveva tentato fortuna nell'editoria, cercando di avviare prima una tipografia e poi una fonderia di caratteri. Imprese disastrose, come tutte quelle nelle quali non cesserà di imbarcarsi, naufragando sempre in un mare di debiti. Ma non si arrende mai. Come i suoi personaggi, come i veri imprenditori, lo sostiene l'intima convinzione del suo genio.
Ciò che veramente lo entusiasma sono gli inventori e le invenzioni. Le nuove possibilità offerte da scienza e tecnica: "Oh, che vita straordinaria!" Una intera parte delle Illusioni perdute è dedicata alle "sofferenze di un inventore", David Séchard, che cerca di produrre la carta direttamente a partire da fibre vegetali, anziché con gli stracci: è una rivoluzione necessaria per la diffusione di massa dei prodotti editoriali; Balzac ci crede - e per questo riesce, in un romanzo, ad anticipare una storica innovazione.
E nessuno come Lawrence descrive la vita quotidiana e produttiva nei distretti inglesi nella seconda metà del secolo scorso: perché Lawrence era nato proprio lì, cielo fumoso, ciminiere, cumuli di carbone.

© 2000, Marsilio Editori


L'autore
Francesco Varanini, formatore e consulente, riporta nel suo lavoro l'esperienza di vite precedenti e parallele: antropologo, giornalista, scrittore. Ha pubblicato Viaggio letterario in America Latina.



Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




14 dicembre 2000