Elizabeth von Arnim
Un'estate da sola

"L'amore per i libri è una vera benedizione. Ognuno deve amare qualcosa, e io non conosco oggetti d'amore che immancabilmente ti ricambino come i libri e un giardino."


Un giardino, un'estate calda e soleggiata, molti libri a disposizione e tanta libertà. Ecco una ricetta per vivere momenti sereni. Questa è l'essenza di un romanzo dell'autrice datato 1899. Un canto d'amore in onore della lettura e un'ode bucolica scritta per esaltare la grande forza mistica insita nell'attività di cura e mantenimento di un giardino. Torna subito alla mente un testo "collettivo" della famiglia Sitwell (Hortus Sitwellianus), nota in Gran Bretagna per le attività letterarie, artistiche e mondane e per la grande passione per il giardinaggio; o le opere di Vita Sackville-West, scrittrice ma anche artefice di uno dei giardini più belli d'Inghilterra; o ancora l'italiana Lavinia Taverna che in Un giardino mediterraneo ha racchiuso le emozioni intense di un'appassionata che vede formarsi e crescere, grazie alle proprie mani, un giardino rigoglioso e splendido. Un comune piacere di fronte ai colori, alle linee, alle sfumature di luce e ombra, alla gradevolezza di un luogo di riposo. È anche il piacere intellettuale del ricordare altri giardini, altri alberi e fiori e nel constatare che i propri godono della medesima grande vitalità.
"Siamo qui seppelliti in campagna da tre anni, e sono felice come un fringuello. Dico un fringuello perché altra gente ha usato la similitudine per descrivere l'assoluta gaiezza, per quanto non creda che i fringuelli siano particolarmente felici, e anzi litigano furiosamente." Per trascorrere più intensamente le lunghe giornate estive Elizabeth legge e ci accompagna alla scoperta dei suoi autori preferiti: Jane Austen, Goethe, Ruskin, Spencer, Thoreau, Lewis Carroll, Hawthorne... Per ognuno un luogo e un momento diverso di lettura: ogni romanzo deve essere accompagnato da un contesto che sia affine allo spirito dell'opera. Elizabeth è in una situazione privilegiata che le permette di scegliere, di scoprire e di godere il bello della vita. Ma è anche una donna in fuga, come tutte le protagoniste della von Arnim, alla ricerca di se stessa. Una donna che vorrebbe trascorrere "un'estate da sola" ma che davvero da sola non sarà mai e che limiterà la sua fuga nello spazio ristretto di un bellissimo giardino.


Un'estate da sola di Elizabeth von Arnim
Titolo originale: The Solitary Summer

Traduzione di Daniela Guglielmino
Pag. 118, Lire 24.000 - Edizioni Bollati Boringhieri (Varianti)
ISBN 88-339-1280-9




Le prime righe

Maggio

2 maggio. Ieri sera dopo cena, mentre eravamo in giardino, dissi: "Voglio restare da sola per l'intera estate, e giungere all'essenza della vita. Voglio impigrirmi quanto più possibile, perché la mia anima abbia il tempo e l'agio di crescere. Non inviterò nessuno, e se qualcuno verrà a trovarmi gli si risponderà che sono fuori, lontana, o indisposta. Trascorrerò i mesi sui prati e nei boschi. Osserverò le cose che accadono in giardino e vedrò se e dove ho sbagliato. Nei giorni di pioggia mi addentrerò nel fitto della pineta, dove gli aghi sempreverdi rimangono asciutti, e nei giorni di sole mi sdraierò sulla brughiera per vedere la ginestra sfolgorante sul fondale di nuvole. Sarò felice, nessuno verrà a disturbarmi. Là fuori, sulla piana, tutto è silenzio e dove c'è silenzio, ho scoperto, c'è la pace".
"Attenta a non bagnarti i piedi" disse l'Uomo di Rabbia, levandosi il sigaro di bocca.
Era la sera del Primo Maggio, e la primavera si era impossessata di me, anima e corpo. Il cielo traboccava di stelle, il giardino di profumi e le aiuole di violaciocche e di dolci, furtive primule. Un'insistente brezza aveva soffiato per tutto il giorno, e per tutto il giorno lente masse di nuvole bianche avevano navigato attraverso l'azzurro. Ma ora l'aria era ferma, immobile, nemmeno un alito di vento, come se una mano calma si fosse posata sul giardino, calmandolo e riducendolo al silenzio.
L'Uomo di Rabbia sedeva in fondo ai gradini della veranda in quel placido umore postprandiale tipico degli sciocchi, se non contento, almeno indulgente, mentre io, in piedi, appoggiata alla meridiana, gli stavo di fronte.
"Ti porterai un libro?" mi chiese.
"Sì, certo" risposi, leggermente irritata dal suo tono. "Sono pronta ad ammettere che sebbene i campi e i fiori abbiano molto da insegnare, non sempre mi trovo dell'umore giusto per apprendere e a volte i miei occhi sono incapaci di vedere cose che in altre occasioni sono decisamente ovvie".

© 2000, Bollati Boringhieri editore


L'autrice
Mary Annette Beauchamp, nata in Australia nel 1866 e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E. M. Forster. Sposa del conte H.A. von Arnim, figlio adottivo di Cosima Wagner, visse diciotto anni in Pomerania. Rimasta vedova, tornò in Inghilterra. Fu l'amante di H. G. Wells, che nell'autobiografia la descrisse come "la donna più intelligente della sua epoca"; sposò poi Francis Russell, fratello di Bertrand. Visse tra Inghiletrra, Svizzera e Francia. Morì negli Stati Uniti nel 1941. Tra i titoli pubblicati in Italia: Il giardino di Elizabeth, I cani della mia vita, Un incantevole aprile, La memorabile vacanza del barone Otto, Elizabeth a Rügen, Amore.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




1 dicembre 2000