Ursula Hegi
La visione di Emma Blau

"La barca dondolò quando Stefan si alzò in piedi con una mano tesa verso la riva per toccare la bambina. Avrebbe cercato quel viso nelle figlie, ma solo con la nascita di sua nipote Emma avrebbe riconosciuto la bambina che aveva visto dalla barca."


Stefan Blau abbandona l'Europa per "scoprire" la sua America. È il 1894 e Stefan ha solo 13 anni. Lascia un paese della Germania chiamato Burgdorf e arriva negli Stati Uniti alla ricerca di quel mondo nuovo che la sua immaginazione ha creato e che lo ha colpito così intensamente da riempire le sue giornate e i suoi sogni notturni. Proprio un sogno sarà il collegamento tra lui e la nipote Emma: un curioso legame intellettuale che unisce due generazioni lontane in tutti i sensi.
Forse non ha importanza riassumere i singoli episodi delle vite che la Hegi ci racconta. Sono i tanti fatti che riempiono l'esistenza di ognuno. Ma è utile sottolineare che, malgrado i salti temporali e culturali che porta inevitabilmente con sé un romanzo "epico" come questo, la narrazione scorre senza intoppi, lentamente e costantemente. È una storia costellata di lutti, spesso drammatica, ma anche impregnata di un sano fatalismo indispensabile per continuare a vivere. L'America che Stefan ha immaginato non la troverà mai, ma sarà la patria della sua famiglia, il futuro, la speranza di un riscatto.
Una storia che ricorda, per alcuni aspetti, la storia personale dell'autrice, nata in Germania ed emigrata negli Stati Uniti all'età di diciotto anni. Un'esperienza di "sradicamento" da una cultura e di assimilazione in un'altra, che, superata la prima generazione, diventerà la cultura di riferimento. Un nuovo romanzo per un'autrice diventata ormai molto popolare anche in Italia. Il suo Come pietre nel fiume, ambientato nella stessa Burgdorf, la cittadina sul Reno di Stefan, ha vinto il premio Grinzane Cavour 2000 per la narrativa. La capacità di descrivere sentimenti profondi e intensi con una scrittura semplice e "leggera" è forse una delle sue caratteristiche più evidenti. Non c'è nelle sue pagine la visceralità di Isabel Allende, ma il risultato è altrettanto "pieno", coinvolgente, radicato nel presente e nel passato dell'umanità.


La visione di Emma Blau di Ursula Hegi
Titolo originale dell'opera: The vision of Emma Blau

Traduzione dall'inglese di Elisabetta De Medio
Pag. 439, Lire 33.000 - Edizioni Feltrinelli (I Narratori / Feltrinelli)
ISBN 88-07-01582-X




Le prime righe

1
1894-1909


Non sembrava una casa colpita dalla maledizione. Costruita da un immigrato tedesco, la Wasserburg era fatta di mattoni e di legno scuro, ed era alta sei piani con sei appartamenti per piano. Nella piccola città del New Hampshire che portava il nome del lago cui faceva da cornice, la costruzione a forma di U occupava un intero isolato e dominava le case rivestite di legno e la costa. Era il tipo di edificio che ci si aspetterebbe di vedere a New York - bagni di marmo e tasselli di vetro istoriato alle alte finestre - ed era troppo vistoso, diceva la gente del posto, dava troppo nell'occhio per questa parte del New England dove il crepuscolo scendeva presto sul grande lago, punteggiato da centinaia di isolette, che gli indiani avevano chiamato Winnipesaukee - Sorriso del Grande Spirito.
Quando Emma Blau era una bambina, la Wasserburg - fortezza sull'acqua - di suo nonno era ancora splendida, con passatoie lungo i corridoi dai disegni e dai colori simili alle piume di un pavone. Spesso Emma immaginava di camminare sulla coda di un gigantesco pavone che si solleva maestoso nell'aria portandola con sé. Si libra sulla grondaia color sabbia e sulle luccicanti piastrelle di ceramica della facciata; sui vialetti di mattoni del cortile e sulla fontana popolata di uccelli; sul giardino superiore con l'altalena e i letti di fiori dove la nonna tedesca Helene sta piantando bocche di leone e gerani e camomilla e viole del pensiero: la nonna Stiefmütterchen - un termine affettuoso per matrigna, un ruolo che Helene aveva assunto per i figli delle mogli defunte di suo marito.
Da quando suo nonno l'aveva portata nel luogo segreto dove la casa traeva il proprio respiro, Emma ci era tornata da sola, sebbene ai bambini fosse proibito: potevano cadere e finire stritolati negli ingranaggi che agitavano le particelle di polvere nella penombra. Dietro le tazze nella dispensa rubava ai nonni la chiave della porta che dava sul tetto, prendeva l'ascensore fino all'ultimo piano, e scivolava in quella che sembrava un'immensa ciminiera di mattoni sul tetto piatto.

© 2000, Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autrice
Ursula Hegi è nata nel 1946 in Germania e a diciotto anni si è definitivamente trasferita negli Stati Uniti, dove è diventata una scrittrice molto affermata e insegna scrittura creativa alla Eastern Washington. Ha al suo attivo quattro romanzi e una raccolta di racconti. Il suo romanzo più noto, Come pietre nel fiume, in America ha venduto oltre un milione di copie e in Italia ha vinto il premio Grinzane-Cavour 2000 per la narrativa.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




1 dicembre 2000