La biografia
La bibliografia



Disertori
Sud: racconti dalla frontiera

"Vedete, questo è un triste mestiere. 'E libri nun se vendono, ma nun è che nun se vendono mo', 'e libri nun se so' venduti maie! Allora nuie ch'avimma fa'? Dobbiamo elaborare strategie!"


Stile libero, la collana Einaudi che intende percorrere, con nomi nuovi e proposte originali, strade diverse nel mondo letterario italiano, propone ora Disertori, una raccolta di racconti di 10 autori meridionali. Sono tutti racconti inediti che rappresentano un modo diverso di intendere quello spirito meridionale che spesso degenera in caricatura. Qui invece, sulla linea di frontiera che assume il duplice e ambivalente significato di periferia e di apertura verso il nuovo, i protagonisti si trasformano in disertori, in voci fuori dal coro. 10 autori molto diversi fra loro, con approcci antitetici al tema, ma raggruppati da un'unica ambizione comune: superare lo stereotipo (ed è un esperimento già più volte tentato in quest'ultimo decennio) meridionalista agganciando ciò che di positivo c'è in questa visione della vita e portandolo in un contesto moderno, sia linguistico che narrativo.
È con un racconto "in tema librario" che vorrei iniziare a parlare dei singoli testi. Un racconto che piacerà a tutti coloro che amano leggere e magari lavorano nel settore: Su alcuni aspetti del mercato del libro, un piccolo capolavoro di Antonio Franchini. Un po' per l'uso del dialetto napoletano con il quale l'autore caratterizza meglio alcuni personaggi-macchietta che, dietro a frasi ironiche e ciniche, nascondono verità universali sul mondo dell'editoria, un po' anche per il disincanto con il quale viene visto l'universo culturale nella sua parte più "popolare" e più miserevole ma anche più umana e in quanto tale fallibile. Qual è il fine della pubblicazione di un libro? La sua diffusione, la vendita. E dunque che senso può avere pubblicare un testo che già si può intuire a priori che resterà invenduto? Su queste e molte altre domande si interrogano i protagonisti: lettori, poeti, scrittori, librai, venditori (soprattutto uno di questi, Procolo Falanga) che cercano di "piazzare" più copie possibile di testi improponibili a un mercato incapace di comprenderli.
L'unica scrittrice (e sarebbe interessante capire perché) pubblicata nella raccolta è Evelina Santangelo che con il suo Felicia ci fa entrare in una casa dal sapore antico, abitata da due uomini, una donna, un cane, ma soprattutto dall'infelicità. Rodolfo, Ferdinando, Rocco (il cane) e Felicia vivono in un equilibrio precario, fatto di cose non dette o dette male, di problemi mai affrontati, di voci represse. A Felicia verrà un'idea originale per uscire da questa stagnazione esistenziale, ma si potrà realizzare il suo progetto?
Per il protagonista di Seconda solo a Versailles di Francesco Piccolo, un progetto stimolante è andarsene da Caserta alla ricerca di una grande città che offra un futuro diverso. "Quelli che se ne vanno per davvero, quando tornano poi incontrano quelli che se ne volevano andare e non se ne sono andati che dicono: beato te che te ne sei andato". Caserta come luogo in cui non si riesce a organizzare nulla di creativo, in cui i giovani non trovano lavoro ma nemmeno divertimenti. Dopo la fuga tuttavia subentra il piacere di ritornare e gli aspetti negativi di una città che non trova la sua dimensione si trasformano in nostalgia. Anche la Reggia, che per i residenti non ha più attrattiva, assume un nuovo significato per chi ha cercato la sua vita altrove
I morti è forse il più crudo e drammatico tra i racconti. I disertori di Maurizio Braucci non hanno via d'uscita, qui ironia e distacco non sono più possibili perché quelle morti si trasformano in condanne per tutti.
Ma non è una sensazione di claustrofobia quella che rimane dopo aver letto questi e gli altri racconti (Bei giorni domani di Antonio Pascale, La gabbia dei coccodrilli e Il soldato di Giosuè Calaciura, Salvati di Gaetano Cappelli, Professionale di Livio Romano, Meglio dell'amore di Diego de Silva, Screazione di Davide Morganti). Quello che colpisce è il desiderio di cambiamento, è la volontà di trovare nuove strade, rappresentate qui in forma letteraria, ma possibili anche nella realtà, per scrollarsi di dosso l'idea di marginalità, di "periferia", appunto; disertando da un cliché ormai obsoleto.



Disertori. Sud: racconti dalla frontiera
A cura di Giovanna De Angelis
Pag. 228, Lire 17.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile libero n.777)
ISBN 88-06-15638-1

Di Giulia Mozzato



le prime pagine
------------------------
 Bei giorni domani
di Antonio Pascale


E intanto stamattina pensavo che fosse veramente una bella giornata, di quelle che mi fanno consolare. Perciò mi sono detto, vai, alzati, è arrivato il momento.
Il discorso è che da un po' di tempo sto aspettando le belle giornate. Già dovrebbe essere primavera, per la verità. Mi pare che forse ieri, o l'altro ieri, era venuto il sole.
Comunque stamattina ho sentito la tapparella che si scuoteva, una, due, tre volte. Poi niente più. Come se il vento avesse bussato per avvisare che era bel tempo. Allora mi sono sollevato sul fianco sinistro. Ho aspettato seduto sul letto, ma poco, pochissimo. E un'altra volta mi sono ripetuto in testa, vai, alzati, questo è il momento.
Mia moglie dormiva, anche se non ho visto. Da un po' di tempo non lo so neppure più bene quando e come si sveglia. Dorme coperta tutta quanta, fino a sopra la testa, così arricciata che pare morta, e forse potrei pure pensare che è morta, se non fosse che piange. Quando sta per cominciare, prima mia moglie respira a piccoli colpi come se stesse tirando da una cannuccia, poi fa un lungo sospiro e comincia. Però si sente appena. Quando attacca mi viene la frenesia e mi vorrei alzare, invece mi giro dall'altra parte. Da qualche tempo, però, lo faccio pure se mia moglie non piange.
Il fatto è che il suo respiro è pesante. Per dirla tutta, visto che io parlo in faccia e quello che penso dico, mia moglie ha il respiro di una che sta per morire. Ha un odore acido. Lo conosco bene quell'odore. Anche mia madre l'aveva, prima di morire, e quando di notte cammino per le strade pure lo sento. Mo', quando mia moglie ha quell'odore io cerco di resistere, ma il suo respiro mi prende, mi prende in pieno, allora non mi resta altro da fare che girarmi sul fianco sinistro per darle le spalle. Così faccio. Non mi muovo, pure se durante la notte il corpo si fa pesante e la spalla s'indolenzisce.
Stamattina la spalla sinistra mi faceva così male che prima di alzarmi ho aspettato, però poco, pochissimo, poi ho deciso di andare, e mi sono avviato per il corridoio. Dovevo attraversarlo tutto, lasciare la cucina, il salone, sorpassare la stanza di Annunziata e di Ilaria e, giù in fondo, salire la scala a chiocciola. Dopo un altro pezzo di corridoio, proprio di fronte alla scala, c'è la stanza di mio figlio, Aniello.
Il primo pezzo di corridoio era buio, ma, più avanti, dalle tapparelle della cucina, arrivavano raggi di sole. Certi erano solitari, però lunghi che non si vedeva dove andavano a finire, altri corti che facevano delle macchie luminose per terra.
Ma subito sono tornato a vedere l'ombra, perché ho cominciato a salire la scala a chiocciola che girando diventa buia, difatti, al piano superiore, lungo il corridoio, non ci sono finestre. Quel piano lo conosco poco, e poi non è stato ancora finito. Per non inciampare in un sacco di cemento o di mattoni, ho camminato seguendo il profilo del muro. L'intonaco ancora non c'è. Un paio di volte, le dita sono finite dentro alcuni pozzetti che avrebbero dovuto contenere qualcosa, però non so cosa. Ho sentito fili scoperti e spigoli improvvisi, e mi sono innervosito. Sentivo già il viso teso e mi tremava il muscolo della coscia destra. Quando poi ho trovato i pulsanti della luce e ho contato sei, no, nove interruttori e tutti quelli che premevo facevano un rumore assurdo senza però che si accendesse la luce, allora ho perso la pazienza. Ho cominciato a sbattere il pugno contro i pulsanti, una, due, molte volte. È stato per questo che mia moglie da sotto si è svegliata all'improvviso. Ma non l'ho fatto apposta. Mi è venuto così, spontaneamente. Comunque, la luce non si è accesa, ma nonostante il buio mi sono calmato subito.
Perché il buio a me mi avvilisce, pure il silenzio, però al buio ci sono abituato. Al silenzio non ancora, mi fa venire voglia di muovermi. Per tanto, tantissimo, tempo, praticamente fino all'altro ieri, mi sono svegliato ogni notte alle tre. Pioggia o grandine, mi sono messo sopra un furgone per consegnare i giornali. Tutte le strade che faccio sono buie, ma non è quello che mi avvilisce. Quando c'è qualche camion che mi precede, siccome va a caricare, e il rimorchio è leggero, succede che sposta tutta l'aria, così le erbe di fosso, le canne e la massa di rovi si aprono come bocche che sbadigliano. Illumino tutta quella massa d'erba con i fari, però poi vado avanti e me la lascio alle spalle, insomma non so mai se si richiude. Per questo mi avvilisce il buio.


© 2000, Giulio Einaudi editore

biografia degli autori
------------------------

Antonio Pascale è nato a Napoli nel 1966. Ha pubblicato La città distratta e alcuni racconti in Lo Straniero e Nuovi Argomenti. Collabora al Corriere del Mezzogiorno. Vive e lavora a Roma.

Giosuè Calaciura è nato a Palermo nel 1960. Ha pubblicato un romanzo, Malacarne, un racconto sull'antologia Luna nuova e altri su Il Sole 24 Ore, Lo Straniero e Nuovi argomenti. Vive e lavora a Roma.

Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha pubblicato Camerati (Premio Bagutta Opera prima); Quando scriviamo da giovani; Quando vi ucciderete, maestro?; Acqua, sudore, ghiaccio. Vive e lavora a Milano.

Evelina Santangelo è nata a Palermo nel 1965, ha pubblicato racconti su diPerap, Panta e Mezzocielo e la raccolta L'occhio cieco del mondo (Premio Gandovere-Franciacorta e Premio Berto). Vive fra Torino e Palermo.

Gaetano Cappelli è nato a Potenza nel 1954. Ha pubblicato Floppy disk, Febbre, Mestieri sentimentali, I due fratelli, Volare basso, Errori, Parenti lontani. Vive e lavora a Potenza.

Maurizio Braucci è nato a Napoli nel 1966. Ha scritto la pièce teatrale Storia spettacolare di Guyelmo El Pesado che voleva rovesciare il mondo. Ha pubblicato Il mare guasto. Vive a Napoli.

Livio Romano è nato a Nardò (Lecce) nel 1968. Ha pubblicato tre racconti nell'antologia Sporco al sole. Lavora come insegnante elementare nell'area a rischio Cep di Bari.

Francesco Piccolo è nato a Caserta nel 1964. Ha pubblicato Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori; Storie di primogeniti e figli unici; E se c'ero, dormivo; Il tempo imperfetto. Vive e lavora a Roma.

Diego de Silva è nato a Napoli nel 1964, ha pubblicato il romanzo La donna di scorta. Vive e lavora a Salerno.

Davide Morganti è nato a Napoli nel 1965. Ha pubblicato Prove tecniche d'Apocalisse. Nel giugno 2000 è stato finalista al Premio Troisi per la migliore scrittura comica.




10 novembre 2000