Suzanne Vega
Solitude standing
Racconti, poesie e canzoni inedite

"Questo libro parla di solitudine, di infanzia, della vita di città, dei mondi della fantasia, delle cose romantiche, di violenza, dei misteri legati al sesso, alle apparenze, al fascino, delle difficoltà di comunicare, di fede e di speranza."


Suzanne Vega è stata baby-sitter, ha portato a spasso i cani, ha lavorato come animatrice in un campeggio, come rappresentante di cosmetici per la Avon, fattorina, bibliotecaria, costumista. Ma è soprattutto cantautrice e scrittrice. E lo dimostra questa raccolta di scritti, pensieri, poesie che rappresentano l'esperienza di una vita. Sono testi accumulati nell'arco di molto tempo, esattamente da quando Suzanne aveva nove anni e viveva in un quartiere di New York dove i ragazzini devono sapersi difendere anche usando la violenza. Così inizia questo libro, con la descrizione di un'infanzia da "maschiaccio", basata su difficili equilibri di forze tra bambini e bambine. Così è cresciuta questa donna dall'apparenza fragile e leggera ma dall'animo forte, deciso e indipendente.
"Scrivevo già a sei anni. Scrivevo tanto. Arrivai a scrivere persino un libro" ha dichiarato Suzanne Vega recentemente in un'intervista. E sebbene una discreta parte di questi scritti sia andata perduta, altri hanno superato gli incerti del tempo e hanno trovato in Solitude standing un piccolo spazio di memoria. Molte le poesie, semplici, qualche volta giocose, altre più drammatiche o romantiche. Il ritmo dei versi ricorda i testi delle sue canzoni che da una ventina d'anni porta in giro per il mondo, "alcune poesie del libro erano nate come canzoni ma quasi subito mi sono resa conto che non avrebbero funzionato e che sarebbe stato meglio lasciarle sulla pagina". Il senso di questa raccolta così differenziata e così "allargata" nel tempo è la ricerca di temi personali che si sono riprodotti anno dopo anno. "Ci sono cose che non cambiano, soprattutto in questa vita", cose che si riproducono in forme differenti durante la maturazione: il senso della solitudine, la necessità di affetto, la voglia di conoscere altre persone, la difficoltà di stabilire rapporti d'amicizia, d'amore... Un'esperienza comune in cui ritrovarsi.


Solitude standing. Racconti, poesie e canzoni inedite di Suzanne Vega
Titolo originale dell'opera: The Passionate Eye: The Collected Writing of Suzanne Vega

Traduzione di Valerio Piccolo
Pag. 347, Lire 25.000 - Edizioni minimum fax (Sotterranei n.32)
ISBN 88-87765-28-6




Le prime righe

FARE A PUGNI CON I RAGAZZI


A certe ragazze insegnano a essere sexy. Le ragazze di Los Angeles, per esempio. Lì ti insegnano a essere bionda, carina e a far vedere un sacco di pelle. A New York è diverso. A New York devi metterti alla prova, non puoi permettere che gli altri ti incasinino la vita. Né le ragazze né i ragazzi. I ragazzi si mettono a dirti di tutto per vedere quanto tieni duro: fanno commenti sulle tue scarpe, ti tirano i capelli, ti urlano dietro frasi del tipo: Ehi, viso pallido, sei proprio una ragazza o sei per caso una checca? E allora devi fare a pugni. E queste sono le regole.

Puntare a quello più grosso. Era il consiglio di mio padre. Se devi affrontare un gruppo di ragazzi, meglio puntare subito a quello più grosso. Così non dovrai fare a pugni con tutti. Gli altri capiranno che fai sul serio, e ti conquisterai il loro rispetto.

Andare a vedere i bluff. Se Tony W. Prende un tubo di piombo e te lo sventaglia davanti nell'atrio della scuola, allora sta bluffando. Puoi stare certa che non ti colpirà con quel tubo. Questa supposizione, però, si rivelò errata la volta che Tony W. mi colpì alle costole con un'asse di legno, un giorno in cui l'avevo seguito per strada. Gli diedi la caccia per diversi isolati, poi tornai a vedere quelli delle classi più piccole che applaudivano sulla scalinata.

Difendere quello che è tuo. Anche se mio fratello ha provocato una rissa per aver detto a Tony W. che è un fottuto bastardo, devo comunque mettermi in mezzo e difendere mio fratello. Se di sotto stanno tutti in cerchio a cantare: "I Vega sono pazzi, succhiano grossi cazzi", devi per forza scendere a picchiarli tutti per farli smettere, anche se magari te ne stai a leggere tranquillamente Travels with Charley di Steinbeck, e non ti va per niente di andare lì. Devi difendere l'onore. E la famiglia.

Mirare sempre al volto e allo stomaco. E difendere sempre il tuo volto e il tuo stomaco. Una volta, in una rissa con Jonathan R., dimenticai di farlo. Lui mi colpì allo stomaco, mi tolse completamente il fiato, dopo di che picchiai la faccia sul marciapiede e mi scheggiai un incisivo.

© 2000, minimum fax


L'autrice
Suzanne Vega è autrice di cinque album: Suzanne Vega, Solitude Standing, Days of Open Hand, 99,9f°, Nine Objects of Desire, cui è seguito nel 1998 Triend and True: The Best of Suzanne Vega. Questo è il suo primo libro.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




3 novembre 2000