Abraham B. Yehoshua
Il potere terribile di una piccola colpa
Etica e letteratura

"Nel presentare al pubblico questo saggio, non nascondo di sentirmi investito da una modesta missione - risvegliare l'interesse per gli aspetti morali della letteratura."


Yehoshua non si reputa uno studioso di letteratura in grado di portare una voce originale o teorie dirompenti nel settore della critica letteraria. Eppure il suo saggio apre nuovi scenari d'indagine su alcune opere letterarie che nascondono, dietro storie conosciute, alcuni concetti morali più o meno "discutibili". Per il suo studio Yehoshua si limita all'analisi di nove testi appartenenti alla letteratura classica e contemporanea, ebraica e mondiale. Nove testi brevi, conosciuti o che siano facilmente riconoscibili, e che permettano uno studio completo, alla luce della possibilità che l'analisi delle questioni morali contenute in un racconto consenta di capire messaggi, sentimenti, pensieri che viceversa non avremmo compreso. Il tema portante di tutto lo studio è l'etica nella letteratura e su questo tema si sviluppa ogni lettura di testi, ogni indagine nel contenuto e nella forma di opere che inevitabilmente influenzano moralmente il lettore.
I primi tre testi analizzati sono: la storia biblica di Caino e Abele, Alcesti, il dramma di Euripide; L'ospite di Camus. Questo primo gruppo di opere è selezionato per dimostrare come alcune componenti retoriche del racconto fanno sì che il lettore si immedesimi a tal punto con i personaggi da fargli approvare comportamenti moralmente discutibili o che avrebbero suscitato la sua indignazione in altre situazioni. Ma, si domanda Yehosua, "si può riconoscere alla letteratura il diritto di sovvertire il senso morale dei lettori, sino a sopirne ogni reazione normale?" Non bisogna mai sottovalutare la capacità del testo scritto, dell'opera narrativa, di offuscare certezze morali. O di trasformarle, com'è il caso dell'episodio biblico di Caino e Abele, che, con una lettura più attenta, vede un Caino assolutamente impunito per l'omicidio del fratello, ma riconosciuto da Dio sin dall'inizio come figura "negativa" al di là del confronto con la "positività" di Abele.
Una seconda parte del saggio è dedicata al difficile rapporto etica-psicologia (segnato per l'autore dal sopravvento dell'analisi e dell'interpretazione critica psicologica su quella etica), visto attraverso la lettura di Via d'uscita e Nervi di Brenner e L'eterno marito di Dostoevskij, mentre Una rosa per Emily di Faulkner e Nel fiore degli anni di Agnon sono gli esempi scelti per sottolineare la responsabilità morale dei processi di rimozione.
"Se, in genere, nelle altre espressioni artistiche la questione del rapporto tra resa formale e contenuto morale è del tutto irrilevante, nella prosa, nel teatro e nel cinema, per il fatto stesso della rappresentazione delle dinamiche relazionali fra i personaggi, il giudizio morale è inevitabile, e fondamentale anche per la valutazione estetica dell'opera."
Alla luce di questo ragionamento, un equilibrio perfetto tra estetica ed etica nella letteratura contemporanea viene attribuito a La cattedrale di Raymond Carver, una breve narrazione che ha come protagonisti un uomo cieco, gentile e intelligente, che si reca in visita a casa di un'amica e il marito di lei, ottuso e maligno, deciso a metterlo in ogni modo in imbarazzo. Ma nel breve sprazzo di un racconto "l'ostilità, il cinismo e la diffidenza morale iniziali del protagonista si trasformano, in virtù di un profondo convincimento personale, in pietà e soccorso". Si crea così un rapporto morale tra i due protagonisti, al di là di ogni falsità o di doveri imposti, solo per reale sentimento di solidarietà.
Un saggio avvincente come un romanzo, appassionante. Ci accorgiamo che esiste un'altra chiave di lettura per la comprensione di testi che ci parevano già sufficientemente analizzati, che esiste un codice etico in ogni opera di narrativa, codice che va ricercato, "scoperto", per poterne valutare il valore morale. Non necessariamente per scartare le opere che deviano da un tracciato eticamente scorretto, ma per riconoscerle, comprenderle, magari vederle sotto un'altra prospettiva.


Il potere terribile di una piccola colpa. Etica e letteratura di Abraham B. Yehoshua
Traduzione di Asher Salah
XXII-141 pag., Lit. 30.000 - Edizioni Einaudi (Saggi n. 835)
ISBN 88-06-14921-0




Le prime righe

Prefazione

È da molto tempo che, nella mia professione di scrittore e d'insegnante di letteratura, ma anche in veste di semplice lettore, mi sono trovato a dovermi confrontare con la questione del rapporto che l'arte - e in particolar modo la letteratura, il teatro e il cinema - intrattiene con l'etica, qui presa nella sua accezione più larga e comprendente anche i giudizi di valore (più avanti cercherò di definire con maggior precisione l'uso di questi concetti).
Negli ultimi anni è diventato sempre più raro leggere la recensione di un romanzo o di un racconto, di una rappresentazione teatrale e persino di un film, che si riferisca esplicitamente alle questioni morali sollevate dall'opera d'arte. Generalmente, i critici preferiscono astenersi dall'esprimere non dico una condanna, ma persino una semplice perplessità sullo scrittore o sul comportamento dei suoi personaggi. Rarissimi poi sono coloro, semplici lettori o specialisti, che hanno l'audacia di amalgamare la valutazione estetica di un'opera a un giudizio d'ordine morale. Credibilità, complessità, profondità e soprattutto originalità: ecco i termini più ricorrenti nelle recensioni letterarie. Concetti come valori morali, giustizia e bene compaiono invece di rado e del tutto incidentalmente.
Nel suo ottimo e densissimo saggio sui rapporti tra etica e scrittura, Wayne C. Booth esamina le ragioni delle difficoltà in cui si trova attualmente la critica che s'interessa agli aspetti etici del fatto letterario. Booth prende spunto dall'osservazione che nessuna delle diverse scuole esistenti oserebbe oggi fregiarsi del titolo di critica morale. Sebbene questo non implichi necessariamente una totale assenza di giudizi di valore nelle recensioni letterarie, la critica è costretta a camuffarli dietro pretesti d'ordine politico, sociale, psicologico o psicoanalitico. Eccezion fatta per alcuni aspetti del pensiero femminista e per recenti sviluppi nelle teorie della ricezione, la questione dei rapporti tra etica e letteratura resta marginale, problematica e comunque non più "alla moda".
Booth non cela la sua sorpresa di fronte alla constatazione che sino alla fine del secolo scorso l'esplicita considerazione del valore morale di un'opera sarebbe stata di prassi per qualunque critico e certo nessuno avrebbe dovuto nascondere la sua preoccupazione etica ricorrendo ad espressioni neutrali come "forma significativa" o "integrità estetica".

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
Abraham B. Yehoshua è nato a Gerusalemme nel 1936. Vive a Haifa dove insegna nella locale università. In Italia sono stati pubblicati tutti i suoi romanzi: L'amante, Cinque stagioni, Il signor Mani, Un divorzio tardivo, Ritorno dall'India, Viaggio alla fine del millennio. Inoltre: la raccolta completa dei racconti. Tra i saggi: Diario di una pace fredda. Israele: Dalla strage di Hebron alla vittoria di Netanyahu; Ebreo, israeliano, sionista.
Nelle pagine di Café Letterario trovate anche un'intervista allo scrittore e una scheda biografica all'indirizzo http://www.librialice.it/romanzo-convforli/yehoshua.htm


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




27 ottobre 2000