Mogol

Giulio Rapetti, in arte Mogol, è considerato il "poeta della canzone italiana" per eccellenza. I testi di molte sue canzoni sono per tanti di noi indimenticabili: proprio per questo abbiamo voluto sapere su quali letture ha formato il suo amore per la parole e quali libri può consigliare ai suoi numerosi ammiratori.


Quali sono state le sue letture e i suoi autori preferiti?

D a bambino era Emilio Salgari; tra gli scrittori italiani, quello che più mi ha divertito è stato Piero Chiara, il libro più affascinante in assoluto che ho letto è di James Clavell, ed è Shogun. Ho letto anche gli altri romanzi di questo autore, perché seri e documentati, ambientati nel medioevo giapponese, che è un mondo "alieno".

Le interessano i libri di argomento storico?

S ì, molto. Mi interessa tutto ciò che è verità: quindi i libri storici in modo particolare. Consiglio come lettura sia L'antistoria degli italiani di Giordano Bruno Guerri, che la Storia degli italiani di Giuliano Procacci. Ritengo che siano fondamentali per la base culturale seria di un italiano, così almeno capisce perché siamo così...

Che cosa leggeva a suo figlio, quando era bambino?

M io figlio Francesco legge poco, meno di me. È appassionato di computer e di motociclette, è in questo mondo. E adesso musica, musica, musica... Vive di questo. Devo dire che è incredibilmente bravo e la cosa mi stupisce, mi sconcerta: è davvero un ottimo musicista. Anche mio padre era un musicista, ma suonava nelle orchestre non componeva, mio figlio è eccezionale proprio come autore.

E una collaborazione con lei?

È già iniziata, con la rivoltella puntata alla tempia da parte sua, nel senso che sono stato costretto a collaborare.

Si parla del rapporto tra chi scrive testi per musica e i poeti. Lei si considera un poeta?

N o, io penso che i poeti siano tali perché eletti dal pubblico, dopo venti o trent'anni che hanno scritto i loro versi. Eleggersi da soli poeta è un fatto o imbecille o disonesto. Chi può dire che valore ha la mia poesia se non la gente?

Ma la gente lo ha già fatto.

S ì, ma non è una domanda che può rivolgere a me. Doveva invece chiedermi se penso che i versi di una canzone possano essere poesia e io le avrei risposto: perché no? Solo perché c'è la musica?

Lei che approccio ha con la musica: nasce prima il suo testo o la musica?

P enso alla musica, al senso della musica e lo applico alla mia vita. È un tramite.

Lei ama la poesia?

S ì ho sempre letto principalmente Leopardi, Shakespeare, e poi una poetessa che amo moltissimo, Antonia Pozzi, credo morta suicida.
Nella mia scuola facciamo proprio delle lezioni di critica poetica.

Di Grazia Casagrande


13 ottobre 2000