Barry Gifford
Wyoming

"Ma c'è un posto veramente perfetto? Dove andresti, se dovessi passarci il resto della tua vita senza farti trovare da nessuno?"
"Che ne dici del Wyoming? ... Be', è davvero grande e c'è un sacco di spazio per correre. L'ho visto su una cartina. Il Wyoming deve essere il posto giusto per tenere un cane."


Un affettuoso rapporto, un legame fortissimo tra una madre e suo figlio è il vero protagonista di Wyoming, nuovo romanzo di Gifford, scrittore reso popolare anche in Italia dalla collaborazione con il regista David Lynch che ha dato vita a sceneggiature di successo. Un Gifford però diverso da quello che conosciamo talvolta feroce, molto diretto e cinico, spietato e allucinato. Qui la narrazione si "scioglie" semplicemente nel piacere della compagnia dei due protagonisti e nell'amore disinteressato, alla ricerca, positiva, del futuro.
Straordinario autore di dialoghi, capacità piuttosto rara nei romanzieri contemporanei, Gifford arriva in questo romanzo a saltare ogni descrizione, ogni preambolo e qualsiasi narrazione d'ambiente. I due protagonisti parlano tra loro lungo tutto lo svolgersi del libro, senza interruzioni, e il contesto, lo spazio fisico in cui il dialogo si svolge viene dedotto esclusivamente dai riferimenti inclusi nei discorsi. Madre e figlio stanno viaggiando, in automobile, lungo le strade che dividono Chicago dalla Florida. E chiacchierano a "ruota libera" di sentimenti, esperienze, delusioni, gioie. Lui ha solo nove anni e lei è una donna alla ricerca di una nuova se stessa. Emergono la crisi di una coppia di genitori raccontata al figlio che non teme di domandare i perché di questa distanza tra padre e madre; le risposte di una madre intelligente che vuole salvaguardare il ragazzino dalle delusioni della vita ma anche prepararlo alle difficoltà; il viaggio come metafora dell'esistenza, ma anche, semplicemente, come divertimento, piacere, novità.
Il Wyoming non rappresenta solo un territorio reale, pieno di spazi aperti e natura, ma è un luogo dell'anima, dove madre e figlio pensano di recarsi per vivere felici, dove libertà, autonomia, pace e tolleranza possono avere un significato, un sogno in cui rifugiarsi nei momenti di crisi: "abbiamo bisogno tutti del Wyoming".
"I luoghi reali del viaggio sono L'Avana e Miami, New Orleans e Chicago, l'Alabama e la Georgia, ma i luoghi del cuore, dell'anima sono la paura, la solitudine, l'amore". Così Fernanda Pivano ha scritto sul Corriere della Sera, cogliendo, con invidiabile sintesi critica, l'essenza dell'opera.


Wyoming di Barry Gifford
Traduzione di Alberto Pezzotta
Pag. 145, ill., Lire 25.000 - Edizioni Bompiani (Narratori stranieri Bompiani)
ISBN 88-452-4514-4




Le prime righe

Cobratown


"È bello quando siamo insieme, vero? Quando siamo soli noi due, voglio dire."
"Uh uh. Quanto manca alla fattoria dei rettili?"
"Neanche un'ora, penso."
"Secondo te ce l'hanno davvero un cobra reale gigante, come sul cartellone?"
"Ma certo, tesoro."
"Sono capaci di pensare?"
"Chi, piccolo?"
"I serpenti. Ce l'hanno il cervello?"
"Sì. Pensano soprattutto al cibo. Alla prossima cosa che mangeranno per sopravvivere."
"Pensano solo a mangiare?"
"È la cosa più importante. E poi a trovare un posto caldo e sicuro dove dormire."
"Ci sono dei serpenti che vivono sugli alberi. Non deve essere molto sicuro. Li possono prendere i falchi."
"Intanto se ne stanno lì su un ramo ad aspettare che arrivi qualche preda più piccola, oppure le piombano sopra e le si arrotolano attorno e la stritolano, finché le manca il respiro. E dopo se la mangiano."
"Sei brava a guidare, vero, mamma? Ti piace stare al volante."
"Guido molto bene, Roy. E mi piace quando facciamo dei lunghi viaggi assieme."
"Quanta strada c'è da Key West al Mississippi?"
"Un bel pezzo. Parecchie centinaia di miglia. Adesso stiamo risalendo la Florida, poi attraversiamo l'Alabama e arriviamo a Jackson, che è più o meno in mezzo allo Stato."
"E ci sarà papà?"
"No, amore. Tuo papà è a Chicago. O almeno penso. Forse è via per affari."
"Chi è che andiamo a trovare a Jackson?"
"Un uomo che si chiama Bert. Un buon amico di mamma."

© 2000, RCS Libri


L'autore
Barry Gifford (Chicago 1946) è uno dei nomi di punta della letteratura americana contemporanea, autore del romanzo Cuore Selvaggio da cui David Lynch ha tratto il film omonimo. In Italia sono usciti anche Gente di notte, Baby Cat - Face - Alzati e cammina, Il padre fantasma, Perdita Durango, Strade perdute, il racconto La passione di Hypolite Cortez, la raccolta Storie Selvagge.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




20 ottobre 2000