Michael Connelly
Musica dura

"Durante quell'inutile ricerca si rese conto di sentirsi rilassato, forse anche felice. Era di nuovo in pista, tornava alla sua missione. Per un attimo percepì un vago senso di colpa. L'uomo nel bagagliaio aveva dovuto morire perché lui si sentisse così... Poi alzò le spalle."


Musica dura è, nel gergo dei mafiosi di Chicago, l'uccisione di qualche "povero bastardo". Ma il cadavere ritrovato in una macchina non sembrerebbe, all'inizio delle indagini, collegato alle organizzazioni criminali. Il nome del morto è Anthony N. Aliso, proprietario di uno studio cinematografico, non particolarmente affermato, in cui venivano prodotti film a luci rosse. A guidare le indagini sull'omicidio è un personaggio noto ai lettori di Connelly, quel Hieronymus Bosch, protagonista di altri numerosi romanzi dell'autore, che ne Il ragno appariva in balia di una grave crisi coniugale e personale. In questo nuovo romanzo, invece, sembra tornato in piena forma, assorbito dal lavoro della "omicidi" a cui è stato di nuovo assegnato, dopo un periodo di sospensione punitiva.
La prima ad essere informata del tragico evento, come è logico, è la moglie del morto che all'annuncio non appare troppo dispiaciuta, né parlerà molto bene del marito durante i successivi interrogatori. Le indagini poi si allargano e Bosch, con la ben nota acutezza, la durezza e la freddezza necessaria, ma anche con la sensibilità e l'umanità che i lettori di Connelly si aspettano, ricostruisce una vicenda intricata in cui si mescolano criminalità organizzata, corruzione, sesso, amore e morte, in un appassionante gioco di incastri e di deduzioni che non risparmia neppure le istituzioni di polizia.
Ma è un "vecchio" amore sfortunato, che gli crea le maggiori angosce e lo coinvolge profondamente senza però fargli mai perdere il controllo della situazione, anzi si trasforma in uno stimolo ad andare fino in fondo, nonostante i molteplici ostacoli che gli stessi poliziotti gli pongono.
Questa autonomia intellettuale dell'investigatore è una delle caratteristiche che maggiormente piace nel suo agire, così come le debolezze, il non essere intoccabile dagli affetti, insomma la "pietà" umana che emerge oltre l'immagine di duro che offre ai colleghi e agli inquisiti.
Penso che Connelly sia ormai da considerarsi un "classico" del genere giallo per la capacità di costruire storie sempre originali e appassionanti, di sostenere la suspence fino allo scioglimento del caso, di ambientare le vicende in realtà tipicamente americane guardate con occhio critico e disincantato.


Musica dura di Michael Connelly
Titolo originale: Trunk Music

Traduzione di Gianni Montanari
Pag. 407, Lire 35.000 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-4927-9




Le prime righe

1


HIERONYMUS BOSCH COMINCIÓ a sentire la musica mentre guidava lungo il Mulholland Drive verso il Cahuenga Pass. Gli arrivava a sequenze brevi, ovattate dal traffico dell'Hollywood Freeway, strumenti a corde e fiati che echeggiavano fra le colline brune, riarse dal solleone estivo. Non riusciva a identificarla. Sapeva soltanto che si stava avvicinando alla sua fonte.
Rallentò quando vide le macchine ferme lungo una stradina di ghiaia: due berline dell'investigativa e un'auto di pattuglia. Bosch parcheggiò in coda la sua Caprice e scese. Appoggiato al cofano dell'auto di pattuglia c'era un agente in uniforme. Fra lo specchietto laterale e un cartello sul lato opposto della stradina era stato teso il nastro giallo usato per delimitare le scene di un crimine - quello che a Los Angeles si consuma all'ingrosso. La scritta sul cartello diceva:

CONTROLLO INCENDI VIGILI DEL FUOCO DI LOS ANGELES
STRADA DI SERVIZIO DISTRETTO MONTANO
VIETATO L'ACCESSO - VIETATO FUMARE!


Vedendolo arrivare, l'agente, un tipo massiccio con la carnagione arrossata dal sole e ispidi capelli biondi, si raddrizzò. La prima cosa che Bosch notò di lui, oltre alla mole, fu il manganello. Era fissato con un anello alla cintura e aveva l'estremità inferiore logorata, con la vernice nera raschiata via fino a rivelare l'alluminio sottostante.
Gli agenti che combattevano per le strade erano orgogliosi dei loro manganelli vissuti, li portavano in giro come un'insegna, un avvertimento per niente velato.
Quello sbirro era uno spaccateste, senza dubbio. Si chiamava Powers, come diceva la piastrina sopra il taschino. Powers osservò Bosch attraverso i Rayban, inutili, visto che era tardi e ormai le lenti a specchio riflettevano solo un cielo pieno di nubi color arancio bruciato. Era uno di quei tramonti che a Bosch ricordavano gli incendi con cui alcuni anni prima le sommosse avevano riempito l'aria.

© 2000, Edizioni Piemme


L'autore
Michael Connelly, ex giornalista di cronaca nera del "Los Angeles Times", è autore di romanzi di straordinario successo che hanno raggiunto i vertici delle classifiche di tutto il mondo. Tra i suoi romanzi pubblicati in Italia ricordiamo Debito di sangue, Il Poeta, Il Ragno e Vuoto di luna.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




20 ottobre 2000